Archivi del mese: gennaio 2006

NO Bolkestein

Fermiamo Bolkestein!

NO a una Europa
dell’arretramento sociale
NO a una Europa
del regresso educativo

 A seguito dell’iniziativa dell’ex commissario europeo Frits Bolkenstein (liberale olandese), è attualmente in discussione un progetto di direttiva (legge europea) sulla libera circolazione dei servizi in seno all’Unione Europea (testo del progetto di direttiva – +/-400 KB).

Tale direttiva europea, se sarà adottata, avrà come conseguenza che tutti i servizi forniti dai 25 stati membri dell’Unione europea saranno considerati come prodotti economici ordinari. Di conseguenza, settori essenziali, quali la cultura, l’istruzione, le cure sanitarie e tutti i servizi relativi ai sistemi nazionali di protezione sociale potranno essere soggetti alle stesse forme di concorrenza economica delle merci.

Un tale cambiamento implica inevitabilmente un deterioramento dei sistemi legali legati alle pensioni, all’assistenza sociale o alla copertura delle cure sanitarie a vantaggio dei sistemi privati. Significa altresì la deregolamentazione dei nostri sistemi educativi e la fine di tutte le forme di diversità culturale. Inoltre, l’applicazione di questa direttiva comporterà la rimessa in discussione dei diritti dei lavoratori, così come sono garantiti dalle leggi nazionali dei paesi dell’Unione europea.

Dal marzo scorso, alcuni partiti politici e diverse istanze nazionali ed europee (associazioni, sindacati e così via) hanno suonato il campanello di allarme, chiedendo la mobilitazione delle forze progressiste per lottare contro questo progetto di direttiva sinonimo di regressione sociale.

Nonostante le proteste, una larga maggioranza degli Stati membri sembra essere favorevole all’adozione rapida di questo progetto di direttiva. Si tratta di una decisione per la quale l’umanità non è stata interpellata e nessun governo, e con maggior ragione nessun partito politico, può impedire da solo l’adozione di questa direttiva.

Solo una forte mobilitazione della società civile in seno all’Unione europea potrà quindi impedire un tale cambiamento.

Occorre agire in fretta.

Vi invitiamo pertanto a dire chiaramente NO a un’Europa della regressione sociale firmando la petizione elettronica e facendo circolare il presente messaggio.

È inoltre possibile scaricare le versioni cartacee della petizione oppure richiederle chiamando il numero 02/5483211


La battaglia di Stalingrado.

Il 2 FEBBRAIO ricorre il sessantatreesimo anniversario della fine della battaglia di Stalingrado, la più grande di tutta la seconda guerra mondiale, quella che segnò una svolta nella tremenda tragedia del XX secolo.La Battaglia di Stalingrado è stata una delle battaglie fondamentali della Seconda guerra mondiale. Si svolse sul fronte russo a Stalingrado (oggi Volgograd) tra il 1942 e il 2 febbraio 1943.
L’epica battaglia di Stalingrado, conclusasi il 2 febbraio alle ore 16 con la completa distruzione della VI Armata tedesca e con la capitolazione di Von Paulus, non fu soltanto, come tutti gli storici riconoscono, la più grande battaglia della Seconda guerra mondiale, ma mutò le sorti stesse del conflitto, fu il segnale decisivo che percorse da un capo all’altro l’Europa.

Stormy Six
"Stalingrado"
 
Fame e macerie sotto i mortai
Come l’acciaio resiste la città
Strade di Stalingrado di sangue siete lastricate
Ride una donna di granito su mille barricate

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D’ora in poi troverà  Stalingrado in ogni città

l’orchestra fa ballare gli ufficiali nei caffè
l’inverno mette il gelo nelle ossa
ma dentro le prigioni l’aria brucia come se
cantasse il coro dell’armata rossa

la radio al buio e sette operai
sette bicchieri che brindano a Lenin
e Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile
vola un berretto un uomo ride e prepara il suo fucile

Sulla sua strada gelata…

 


Buon compleanno Antonio

Antonio Gramsci nasce ad Ales, in Sardegna, il 22 gennaio 1891, quarto dei sette figli avuti da Francesco Gramsci e Giuseppina Marcias.

"Dovete immaginarvi la Sardegna come un campo fertile e ubertoso la cui fertilità è alimentata da una vena d’acqua sotterranea che parte da un monte lontano. Improvvisamente voi vedete che la fertilità del campo è scomparsa. Là dove erano messi ubertose vi è  soltanto più erba bruciata dal sole.
Voi cercate la causa di questa sciagura, ma non la troverete mai se non uscite dall’ambito del vostro campicello, se non spingete la vostra ricerca fino al monte da cui l’acqua veniva, se non arrivate a capire che lontano parecchi chilometri un malvagio o un egoista ha tagliato la vena d’acqua che limentava la fertilità ubertosa del vostro campo."

"La maggior parte degli uomini sono filosofi in quanto operano praticamente e nel loro pratico operare è contenuta implicitamente una concezione del mondo, una filosofia."
Perciò ognuno di noi è, a modo suo, un filosofo.
Grazie Antonio per il patrimonio morale, culturale e politico che cia hai lasciato.
 

pensate un po wikipedia lo fa nascere il 23 gennaio 1891,  ahi ahi, una tiratina d’orecchie!


Censura? No grazie!

A proposito di censura ed autocensura.
Molto interessante questo siparietto riportato dal sito di centrodiascolto.
Come dicevo in un commento su blogfriends, ci sono argomenti tabù e fin quì niente da segnalare. Io continuo per la mia strada.
Ci sono medici obietori, anche quì ci sarebbero caterve di considerazioni, ma niente da segnalare.
Ma che ci fossero degli "obietori" anche fra i doppiatori, beh! allora non c’è proprio religione!

ecco quindi la querelle …
Woody Allen: «Sono ateo».
E il doppiatore si dissocia
centrodiascolto

Lo storico doppiatore, terminata l’intervista al grande regista americano, sente il bisogno di dissociarsi da quanto quest’ultimo ha appena affermato circa la vita, la morte, la religione e di sottolineare, a scanso di ogni dubbio, la sua fede cattolica. Per di più pronuncia quelle parole appropriandosi letteralmente dell’immagine dell’intervistato, in sincrono con le sue labbra, mettendo in atto, volontariamente o meno, un vero e propio inganno per lo spettatore che abbia cambiato canale proprio in quel momento.

E’ accaduto nell’ultima puntata de Il senso della vita, la trasmissione condotta da Paolo Bonolis e trasmessa giovedì sera da Canale 5. I giornali, a quanto pare, non se ne sono accorti. Mentre Allen, doppiato dalla sua voce italiana, quella famosissima di Oreste Lionello, sta rispondendo all’ultima domanda di Bonolis, un messaggio in sovraimpressione avverte che «Lionello ha deciso di prendere le distanze da tutto ciò che ha detto Woody Allen».

Poco dopo, dunque, il doppiatore si sdoppia e parlando con il volto del regista di Manhattan e Un’altra donna (e di Match Point che uscirà a giorni in Italia), afferma: «Io non sono ateo, sono cattolico, accetto la fortuna, ma è il lavoro che dà il diritto di ospitalità sulla terra. E poi non credo che con la morte finisca tutto. Noi siamo dei veicoli di creatività per i nuovi esseri umani. Noi siamo un infinitesimo lampo della gran luce di Dio».

il seguito in (—–)


Foza

Foza

Ego soe cumente cudda foza – badia –
in sa nae ispozada, chi una maghìa galu
tènet atacada.

Nàrami nono tandos. No sies ammurriolada
sa bella edade chi a unu fastizu ti pìntat,
e pro mene a brìnchidos tardu arribat.

Narami tue adiosu, si ego no che resesso a lu nàrrer.
Mòrrer est nudda; a t’istramancare difitzile.

Foglia

Io sono come quella foglia – guarda –
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccato.

Negami dunque. Non ne sia attristata
la bella età che a un ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

Umberto saba (1942)


Pertini su Sharon

a futura memoria.

per non dimenticare.

"Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile che dovrebbe essere bandito dalla società"

Sandro Pertini
messaggio presidenziale agli italiani
31 dicembre 1983


 
http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Sabra_e_Shatila
http://www.indicius.it/sharon_149.htm
http://www.geocities.com/bandiera_rossa_online/sabraeshatila.htm
http://www.resistenze.org/sito/te/po/pa/popa4i25.htm
http://www.stopusa.be/scripts/texte.php?section=BR&langue=5&id=23052


Ricordando Fabrizio De Andrè

L’11 gennaio 1999  si spegneva nella notte Fabrizio De André.
Era nato a Genova, nel quartiere della Foce il 18 febbraio del 1940.
Ci lascia un enorme patrimonio poetico e di umanità.
A noi l’onore ed il compito di ricordarlo.


…quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

cari fratelli dell’altra sponda
cantammo in coro già sulla terra
amammo tutti l’identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli.

(Il testamento)

 

…Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura….

(Preghiera in gennaio)

Ed io non ne ho!

http://www.viadelcampo.com/html/links.html


verrà il giorno

Verrà il giorno che ve ne pentirete

Verrà il giorno che ve ne pentirete
beceri che strillate e muti che state zitti!
E se quel giorno non venisse, piangerei oggi per voi
e lo farei solo pensando ai vostri figli.

 

At a bènner sa die chi bos azes a pentire

At a bènner sa die chi bos azes a pentire
diseducaos chi tichirriades e mudos chi bos callades!
E si cussa die no at a arribare, ap’a prangher oje pro bois
e l’ap’a fagher petzi pensande a fizos bostros.