Archivi del mese: marzo 2006

Fame!

Due aforismi presi in prestito dalla rete, mi occorrono per prestare attenzione su un tema spesso trascurato: La Fame.

“Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti (Giobbe Covatta)”

“Siamo troppo educati per morire di fame. Moriremo di appetito (Anonimo)”

 A parte il riso amaro che ne scaturisce, come sempre Giobbe Covatta riesce a trovare frasi che non ci possono lasciare indifferenti.

Le soluzioni?

Vediamo un po…

una sbirciatina ……..(peacelink.org)

Chi comanda nel mondo?

Basterebbe che venisse ritirato appena il 4% dalle 225 maggiori fortune del mondo per dare cibo, acqua, salute ed educazione a tutta l’umanità. Questi sono dati dell’ONU del 2004. Intanto 30 milioni di persone ancora muoiono di fame

Per ora il paradosso:

mentre nel mondo si muore di fame…(ad es )

l’obesità è la  prima causa di morte negli Usa nel 2005 (Il sovrappeso sorpasserà i decessi provocati dal fumo a partire dal prossimo anno. Emergenza nazionale negli Stati_uniti) 

E tutti a rincorrere questa o quella dieta perché, quest’estate, la pancetta non ti fa cuccare (uomo o donna che sia) 

Ma mi facci il piacere.

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Censurato

Su Bardaneri esprime piena solidarietà al Comitato di redazione del “Mucchio Selvaggio”.

Il Mucchio (Mensile di musica cinema libri performance e politica). Prezioso strumento per conoscere discutere, pensare, consigliare, leggere, sfogliare, ritagliare e quant’altro di Musica e non solo. Il Mucchio… chissà quante volte mi è capitato di leggerlo, in biblioteca aggratis, dagli amici, acquistato in edicola, insomma in un modo o nell’altro "Il Mucchio" ha fatto parte e fa parte del mio orizzonte culturalmusicaleinformativo and many others. Troppo bello per lasciarlo pascolare tranquillo per i cazzi suoi. Troppo bello. La libertà di circolazione delle idee, ahinoi, ha avuto ed ha i suoi check point. Alcuni palesi, altri incontrollati che spuntano a tradimento.Tutto potevamo immaginare in questa eterna e velenosa campagna elettorale; dall’insediamento di questo governo (longa manu della mattoneria  (- nelle nostra isola è una lobby che fa affari – ), del Venerabile Licio e di altri visi noti della Prima Res Pubblica; contenitore di riciclati repubblichini, stragisti, cavalieri del Lavoro, baciapile guelfi, nostalgici del quandoceralui, patetici celoduristi, qualunquisti del misonfattodame, pescecani manager, ecchipiùnehapiùnemetta) ad oggi, non ha avuto un attimo di sosta. Gli urlatori delle reti "private" e "pubbliche", megafoni potenti del nanodarcore, non hanno lasciato nulla di intentato. Se non si hanno prosciutti negli occhi tutto è chiaro. Detto questo niente da segnalare. sappiamo bene di cosa sono capaci. Si sa il veleno è nella coda. Prima di mollare il cadreghino faranno di tutto. Ma arrivare a censurare una copertina di un giornale, del Mucchio, non me lo sarei mai aspettato. Censura che, per ora, si conosce nel tam tam della rete; io l’ho scoperta per caso leggendo un commento, e ripreso poi, in un post di Perlasmarrita.

Non di censura diretta si tratta, però. No! no! ma di un impedimento oggettivo: il rifiuto della distribuzione nelle edicole da parte del distributore nazionale. Quindi nel grande tritacarne della politica e dei suoi lacci e lacciuoli normativi burocratici, par condicio et similia, si aggiunge un atto di boicottaggio artatamente e scientemente perpetrato per favorire un nota parte politica, quella governativa. La democrazia in un Paese si misura anche con questi atteggiamenti. E’ chiaro poi che quì non si tratta di una TV accessibile a tutti fra uno zapping e l’altro; una rivista la devi necessariamente comprare per poterla leggere (tranne nei casi indicati da me sopra). Non basta controllare Reti, giornali, e mass media vari, non basta, occorre essere più pervasivi, più sottocutanei. In sostanza, ciò che è accaduto è una vera e propria purga da ventennio, una mannaia implacabile che ne determina la sparizione del numero "indesiderato" pe il mese di Aprile 2006, a pochi giorni dalle elezioni. Ma guarda che combinazione.Sono veramente indignato, esprimo quindi massima solidarietà al Mucchio per aver subito questa squallida operazione di "oscuramento". I fatti, come si sono svolti, sono indicati qui di seguito. Spero che questo mio modesto contributo (il mio blog non ha certo una visibilità ampia), ovvero ospitare questa legittima doglianza in favore della Libertà di espressione, serva a scuotere gli ultimi cretini "indecisi" che credono nel Pifferaio Magico.Ogni parola in più risulterebbe superflua.

CENSURA AL MUCCHIO

La copertina del "Mucchio Selvaggio" di aprile "avrebbe" dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano.. Il "catzillo" è un fumetto underground, molto famoso negli anni ottanta, che l’autore ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi. Ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare "Forza Italia" alle prossime elezioni politiche.

Abbiamo usato il verbo "avrebbe" perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denunce penali. Il giornale verrebbe comunque boicottato da molti distributori locali non di sinistra, il tipografo nicchia, la par condicio, rapporti con il potere etc etc. Insomma paura. Paura di ritorsioni legali, economiche e magari anche fisiche da parte del soggetto raffigurato nel disegno. I mezzi di cui dispone il Cavaliere non consistono solo nei soldi ma anche nel controllo, più o meno diretto, di fette rilevanti di settori strategici nella politica e nell’economia, che siano televisioni, banche, assicurazioni, pubblicità, case di distribuzione di pellicole cinematografiche e, appunto, di giornali. La redazione trova ciò un atto di censura inqualificabile. La satira è un diritto affermato dalla nostra Costituzione ("Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". – Art. 21). Se si va con la memoria indietro nel tempo a copertine, molto più feroci e provocanti, di giornali come "Il Male", "Frigidaire" o "Cuore" ci si rende conto di come è peggiorato il rapporto tra la stampa e il potere e di quanto la libertà di espressione sia sempre meno garantita. La censura è sempre stata usata come strumento di repressione e negazione di valori e tematiche "scomode".

La copertina "censurata" è visibile e scaricabile sul sito

Comitato di redazione del "Mucchio Selvaggio".


Spacciau su giogu

Fine del gioco, spacciau su giogu, the game is over.

Stamattina mentre mi accingevo a dare una sbirciatina ai sondaggi nel sito ufficiale dei sondaggi politici ed elettorali ( ai sensi della Legge n. 28 in vigore dal 23 febbraio 2000, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri), (quelli che l’uomo del monte – di Arcore – dice essere comunisti, perché sempre avversi a se medesimo), ho avuto la presente sorpresa (cliccare per credereche mi presentava la seguente dicitura: "L’attività del sito http://www.sondaggipoliticoelettorali.it è sospesa in applicazione dell’art.8 della legge 22 febbraio 2000, n.28 e della Delibera 29/06/CSP dell’8 febbraio 2006 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2006."

 Al che mi sono detto "Deus gratzias", meno male. Fine del gioco, spacciau su giogu. E’ vero, non nego che quella valanga di cifre mi stava intrigando, ma le cifre si sa devono poi corrispondere a realtà, perché abbiano un senso, sennò è puro esercizio masturbatorio cerebrale.

Cominciavamo ad avere le tasche piene di sondaggi su tutto ciò che si muoveva in relazione alla "politica" (in minuscolo naturalmente). Sui Faccia-a-faccia, Su "Lui" e su "L’altro" bolscevico. Sul gradimento del pro e del contro, ecchipiùnehapiùnemetta.

Da oggi spero si cominci a ragionare con la propria testa, magari leggendo  e piluccando qua e là le dichiarazioni dei "nostri" e dei "loro", a tutto tondo. Fino al fatidico 9 aprile. Poi …  zack … la mannaia del risultato del 10 aprile. p.v.

Ho già pronto tutto: pieno di benzina per strombazzare, musica d.o.c. da sparare a manetta, bandiera del colore del mio avatar colorato per l’occasione, pastiglie per la raucedine, scheda cell piena per comunicare con chilapensacomeme e con chi l’ha presa in testa.

Incrociamo le dita e … speriamo che il vaccino di “montanelliana” memoria abbia fatto il suo effetto.

p.s.: comunque vada sarà un successo.

Buon fine settimana, buone riflessioni.


Tempus

Tempus

Die pro die, annu infatu ‘e s’ateru, su tempus
nostru biazat! S’ora chi est gai seria
a su disizu, tue l’apoddicas a sa fine
cuna sa manos tuas; e bell’a tue no credes,
gai meda est sa cuntentesa: s’ora chi ancu mai
ias a cherrer aconortare, a bellu a bellu
si c’acurtziat e t’afrancat – e nudda in sa terra
ti sarvat dae issa. Galu no est naschida s’arbeschida
chi si che jumpat sa notte; e sa notte matessi
lassat a su sole torra, e si c’afferrat
s’orroda chene sonnu. Ma no b’at momentu
chi no carrighet in palas nostras sa fortza
de sos seculos; e-i sa vida tenet in cada tocheddu
sa tremenda misura de s’eternu.

Tempo
Giorno per giorno, anno per anno, il tempo
nostro cammina! L’ora ch’è sì lenta
al desiderio, tu la tocchi infine
con le tue mani; e quasi a te non credi,
tanta è la gioia: l’ora che giammai
affrontare vorresti, a cauto passo
ti s’accosta e t’afferra – e nulla al mondo
da lei ti salva. Non è sorta l’alba
che piombata è la notte; e già la notte
cede al sol che ritorna, e via ne porta
la ruota insonne. Ma non v’è momento
che non gravi su noi con la potenza
dei secoli; e la vita ha in ogni battito
la tremenda misura dell’eterno.

(Ada Negri)


Un giorno dopo l'altro

"la speranza ormai e’ un’abitudine". Ci consoliamo pensando che il domani sarà meglio dell’oggi. Perché non coltivare la speranza? Speranza colore che si abbina al verde, il verde della primavera che inizia proprio oggi, nonostante il freddo che persiste, da qui a pochi giorni sarà la nuova stagione. Ancora un po’ di pazienza. E sarà primavera!
Chissà cosa frullava nella testa di
Luigi Tenco (nato proprio nel 21 marzo del 1938) quando componeva versi da cantare. C’è sempre un fondo di malinconia, racchiusa in questi versi … "E gli occhi intorno cercano/ quell’avvenire che avevano sognato/ ma i sogni sono ancora sogni/e l’avvenire e’ ormai quasi passato." (Un Giorno Dopo L’altro).
Malinconia introspettiva che Francesco Guccini, forse,  ha saputo cogliere, con venature più realiste e di ottimismo, probabilmente in "100, Pennsylvania Ave."(Io credo che sappiamo che è diverso/ se le cose son state poi più avare,le accetti, tiri avanti e non hai perso/ se sono differenti dal sognare/ perché non è uno scherzo sapere continuare.). Le accetti e tiri avanti, dunque, aspettando tempi migliori, almeno lo speri. Certo non è uno scherzo sapere continuare, spesso si è tentati dal tirare i remi in barca, sopratutto quando i cambiamenti stentano ad arrivare. Perciò è buona regola stare,il più possibile, attaccati al reale, al concreto, giusto antidoto contro le facili illusioni. Forse dopo il nove aprile sarà diverso, a prescindere. Tutti ci aspettiamo un cambiamento (qualcuno di certo no, ma nel mio blog non c’è spazio per la par condicio, io sono al di qua della linea gotica)
Io so cosa si prospetta, almeno ne colgo i segni, non mi aspetto svolte epocali, semplicemente uno slancio verso un mondo solidale meno attaccato al dio denaro. Lo spero preferisco pensarla più alla Guccini, malinconicamente ma con un, seppur esiguo, filo di speranza. Anche perché coltivare i sogni è gratis, accada quel che accada, sarà comunque meglio. Non voglio sperare più per abitudine, ma per i cambiamenti concreti, mi accontento di avere un pezzetto per volta del "sol dell’avvenire" in attesa di quello che cambierà “lo stato presente di cose”.
 Ma quel verso di Luigi resta come una spada di Damocle (quell’avvenire che avevano sognato/ma i sogni sono ancora sogni/e l’avvenire e’ ormai quasi passato.), che comunque  viene neutralizzato dai colori della primavera.
Ciao Luigi.
 

Un Giorno Dopo L’altro (Luigi Tenco)

Un giorno dopo l’altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l’altro
e tutto e’ come prima
un passo dopo l’altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell’avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l’avvenire e’ ormai quasi passato.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e’ un’abitudine.

 


Aposentu

APOSENTU 218

Imoi ca no tenju prus famini de fueddus
ia tenniri abbisonju de fueddus
Fueddus chi cùrrint a discansu
e no imbrùchinint intre mesu ‘e is didus.
M’iscrisi po isciri ita tempus ddui est in conca mia
e t’ia bòlliri arrespundi.
Apu pregontau a Dàriu chi bidi su soli in conca mia
Deu intendu sceti s’airi
chi nc’imbucat in d’una fentana segada.
Intendu sceti is pianelleddas fridas asuta ‘e is peis
e is murus chi tzinchìrriant.
Intendu sceti is venas
chi acàbant inui acabu deu.
E passu tempus aprapudendi is tretus inui m’istramancas.
E ddus intendu afunghencidinci.
E imoi chi no tenju sidi de fueddus
ap’a tenniri abisomju de fueddus.
Fueddus chi nd’orruint in gùturu a cumenti àcua buddia.
Fueddus chi no s’ingrògant asuta custu soli.
M’iscrisi po isciri ita tempus ddui est in conca mia
e t’ia bolliri arrespundi.
Dàriu est partiu
Deu pregontu a fùrriu chi si bidi su soli in conca mia.
Deu intendu sceti s’airi
chi nc’imbucat in d’una fentana segada.
Intendu sceti is pianelleddas fridas asuta ‘e is peis
e is murus chi tzinchìrriant.
Intendu sceti is venas
chi acabant inui acabu deu.
E passu tempus aprapudendi is tretus inui m’istramancas.
E ddus intendu afunghencidinci.

Stanza 218

Ora che non ho fame di parole
avrei bisogno di parole
Parole che scorrano facili
e non inciampino in mezzo alle dita
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Ho chiesto a Dario se vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l’aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
Ora che non ho sete di parole
avrei bisogno di parole
Parole che cadano in gola come pioggia calda
Parole che non sbiadiscano sotto questo sole
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Dario è partito
Io chiedo in giro se si vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l’aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere

recensione  + Massimo Volume + Emidio Clementi


La pace al primo posto

Perché la morte smetta di danzare: una giornata per la pace, contro la guerra, contro tutte le guerre.

 18 marzo 2006 – Giornata Internazionale Contro La Guerra e Le Occupazioni
L’Italia che ripudia la guerra
L’Italia che ripudia lo scontro di civiltà…
  le adesioni

   Il 18 marzo sarà il terzo anniversario dell’inizio della guerra all’Iraq. Sarà una giornata internazionale di mobilitazione, con manifestazioni e iniziative in tutto il mondo.
Nel nostro paese, questa giornata assume una importanza particolare. Saremo in piena campagna elettorale: crediamo che mettere la pace al primo posto sia cruciale. Siamo convinti sia importante in questo periodo ribadire a chiunque governerà il nostro paese nei prossimi anni che una politica estera alternativa è una priorità e una necessità, convinti come siamo che la pace sia l’unica sicurezza possibile.Nelle ultime settimane il governo, dopo aver trascinato il paese in una guerra di occupazione, ha anche gettato l’Italia da protagonista nella costruzione dello scontro di civiltà. Se c’è un compito a cui oggi il nostro paese deve assolvere, nella difficile situazione internazionale, è invece opporsi a ogni tentativo di costruire una artificiosa frontiera armata fra  "mondo  islamico”  e  “mondo occidentale". Ripudiare l’intolleranza, qualsiasi forma di razzismo, ogni tentativo di affermare la superiorità della civiltà occidentale, rimettere al centro i diritti di donne e uomini, indipendentemente da appartenenze religiose,  è indispensabile per evitare ulteriori disastri.Per questo, saremo a Roma il 18 marzo, dopo una settimana di iniziative diffuse in tutta Italia, rispondendo all’appello europeo:

LA PACE AL PRIMO POSTO giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni
 Tre anni fa, una coalizione guidata dal Governo USA diede avvio alla guerra contro l’Iraq.
Oggi, le ragioni per mobilitarsi contro la guerra sono sempre più evidenti.
Il 18 marzo 2006 manifesteremo in tutta Europa, insieme ai
movimenti statunitensi e globali
per l’immediato e incondizionato ritiro di tutte le truppe straniere dall’Iraq
contro la guerra preventiva, la sua estensione alla Siria, all’Iran e al Medio Oriente;

(……….) per il testo completo clicka quì 

Il Comitato Organizzatore del 18 marzo 

 

Angelo Branduardi

  Ballo In Fa Diesis Minore –  

Seu deu sa morti e tengiu corona,

e de bosatrus totus meri e sennora

seu aicci crudeli, aicci forti e tostada

chi no m’ant a frimai custus murus.

Seu deu sa morti e tengiu corona,

e seu de bosatrus totus meri e sennora

e anantis de sa fraci mia sa conca as’ a abasciai

e de sa niedda morti marciendi as’ a bandai.

Ses sun primu ospiti de su baddu chi sonaus po tui,

lassa sa fraci e badda tundu a tundu:

su furriu de una danza e apustis un atru ancora

e tui de su tempus no ses prus sennora

 

Angelo Branduardi

  Ballo In Fa Diesis Minore – 

 Sono io la morte e porto corona,

io Son di tutti voi signora e padrona

e così sono crudele, così forte sono e dura

che non mi fermeranno le tue mura.

Sono io la morte e porto corona,

io son di tutti voi signora e padrona

e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare

e dell ‘oscura morte al passo andare.

Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo,

posa la falce e danza tondo a tondo:

il giro di una danza e poi un altro ancora 

e tu del tempo non sei più signora.

(fra gli strumenti del brano … le launeddas)                            


La luna di Borges

Sa luna

B’est meda solitudine in cudd’oro
Sa luna de sas nottes no est sa luna
chi abiat bidu su primu Adamu. Sos seculos longos
de s’ischida de s’umanidade l’an prena
de prantu antigu. Ampaniala. est s’ispricu tuo.

(traduzione nella variante lingustica nuorese)

La luna
C’è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l’hanno colmata
di antico pianto. Guardala. E’ il tuo specchio.

Jorge Luis Borges

per la traduzione nella variante linguistica campidanese clicka : http://sagentiarrubia.splinder.com/1141828612#7390858


Otto marzo. Giornata di lotta, Giornata internazionale della donna.

La storia:-

L’8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.La Festa della donna si celebra l’8 marzo ogni anno. Si tratta di un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo.L’origine dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, è piuttosto controversa.

Ma la data simbolo è legata all’incendio divampato in un opicificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una Giornata Internazionale Della Donna, anche in ricordo dei fatti di Chicago.

Alcune femministe  italiane (Irene Giacobbe, Tilde Capomazza, Marisa Ombra) sostengono che non c’è nessuna evidenza documentata sulla sua istituzione nel 1910 nel corso della II Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenaghen.Fu di Rosa Luxemburg la proposta di dedicare questo giorno alle donne.  

Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta, nel 1943, dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera,proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata. La vera "esplosione" in termini di popolarità e di partecipazione, l’8 marzo l’avrà negli anni ’70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l’altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista, risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell’8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi.

Il percorso dell’8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l’obiettivo dell’emancipazione e della liberazione delle donne.

Il simbolo:-

Vale la pena di ricordare perchè la mimosa sia diventato il simbolo di questa festa: perchè all’inizio del secolo l’8 marzo la mimosa era uno dei pochissimi fiori già fioriti in questa stagione invernale.

 

Un’immagine:-

Wangari Muta Maathai, keniana, prima donna africana a vincere nel 2004 il premio Nobel per la pace

 

Una pregunta:-

Cosa ne pensate, l’8 marzo è ancora da festeggiare?


Zappa 40 anni fa.

Non sto sulla pelle ragazzi, ho appena riascoltato Freak Out di Frank Zappa. (Naturalmente piratato, sennò che bardaneri sono, esproprio proletario mediatico alla grande).

Freak Out!, il suo primo album,  viene inciso nel marzo 1966, pensa un po 40 anni fa, e pubblicato pochi mesi dopo, suscitando parecchio clamore e spiazzando pubblico e critica per il suo provocatorio anticonformismo. il disco fece scalpore non solo perché era il primo doppio album della storia del rock, ma anche per i testi e la parodia dissacrante del rock degli anni 60. Uno dei primi dischi doppi nella storia del rock (preceduto di poco da Bob Dylan con Blonde on Blonde), e già rivelatore di alcuni aspetti tipici del suo autore, assolutamente anticonvenzionali per l’epoca, come l’uso delle voci e delle percussioni, in particolare nel lungo brano sperimentale che chiude il disco, "The Return of the Son of Monster Magnet", mentre i testi oscillano tra satira e critica sociale.

Disco godibile nonostante gli anni. La classe non è acqua minerale.
Visto le schifezze che girano, visto il Sanremo dei giorni scorsi, meglio non pensarci più e rifarsi le orecchie.
Cuffie, bello sdraiato e comodo … e
turn up the light.