Archivi del mese: aprile 2006

27 aprile 1937

Terminato il periodo di libertà condizionale, Gramsci riacquista la piena libertà, ma è in clinica oramai morente. Muore per emorragia cerebrale il 27 aprile 1937 . Il giorno seguente si svolgono i funerali. Le sue ceneri sono inumate al cimitero del Verano a Roma e trasferite dopo la liberazione al cimitero degli inglesi. 

Antonio Gramsci

cronologia

pubblicazioni  http://www.gramscitalia.it/biblio2004.htm

pagine corsare

la città futuraDISCIPLINA E LIBERTA’
Associarsi a un movimento vuol dire assumersi una parte della responsabilità degli avvenimenti che si preparano, diventare di questi avvenimenti stessi gli artefici diretti. Un giovane che si iscrive al movimento giovanile socialista compie un atto di indipendenza e di liberazione. Disciplinarsi è rendersi indipendenti e liberi. L’acqua è acqua pura e libera quando scorre fra le due rive di un ruscello o di un fiume, non quando è sparsa caoticamente sul suolo, o rarefatta si libra nell’atmosfera. Chi non segue una disciplina politica è appunto materia allo stato gasoso, o materia bruttata da elementi estranei: pertanto inutile e dannosa. La disciplina politica fa precipitare queste lordure, e dà allo spirito il suo metallo migliore, alla vita uno scopo, senza del quale la vita non varrebbe la pena di essere vissuta. Ogni giovane proletario che sente quanto sia pesante il fardello della sua schiavitù di classe, deve compiere l’atto iniziale della sua liberazione, iscrivendosi al Fascio giovanile socialista più vicino a casa sua. "La Città futura", P. 2. Raccolto in SG, 82.

Casa Gramsci a Ghilarza

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Resistere, resistere, resistere.

Ora e sempre … ricordare

Resistere, resistere, resistere.

"(…)Nella ricorrenza del giorno della libertà che ha diviso il mondo fra chi voleva vivere e chi voleva sottomettere e dominare più deciso corre l’impegno nella ricostruzione d’un  Paese squassato nell’anima che purtroppo ha conservato in una componente politica il senso di morte di chi non vuole governare ma dominare. Da uomini liberi riprendiamo la volontà di costruire non per una parte sola ma per tutti, lottando con ogni mezzo a difesa d’una irrinunciabile democrazia.

tratto da LIBERAZIONE E IL FASCISMO CHE RESTA

  ascoltare e ricordare (bella ciao ed altre in mp3)

link sulla resistenza

resistenza italiana.it (documenti, filmati, cazoni)

dulcis in fundo:

… Beppe fenoglio

"Ginzburg agonizzante ha detto : ‘Guai a noi se non sappiamo far altro che odiarli [i fascisti] !’. Ma ancora oggi io in verità non so far altro."Beppe fenoglio


Se durassimo in eterno

Chi iaus a esìstiri po sempri
 
Chi iaus a esìstiri po sempri
Totu at a cambiai
giai chi depeus mòrriri
meda abarrat cumenti a tandus

 

Se durassimo in eterno
 
Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.

Dauerten wir unendlich

Dauerten wir unendlich
So wandelte sich alles
Da wir aber endlich sind
Bleibt vieles beim Alten.


A fora sa N.A.T.O.

Gettiamo via le basi militari dalla Sardegna.
Basta!!! con l’occupazione militare delle basi N.A.T.O.
La Sardegna al Popolo Sardo.

Intorno ai poligoni militari della Sardegna le morti per leucemia e malformazioni sono superiori alla media nazionale. Gli americani amano la politica del Not In My Back, Non Dietro Casa Mia. Però amano farlo in casa d’altri. Yankee Go Home. Bandaisindi Luegu.

Informazione ufficiale dal sito R.A.S.(Regione Autonoma della Sardegna)
Storia
Lo sviluppo delle servitù, dal dopoguerra ad oggi
La Sardegna, per la sua collocazione centrale nel Mediterraneo e le particolari caratteristiche climatiche e ambientali, ha sempre ricoperto un ruolo strategico all’interno degli equilibri politici internazionali.
A partire dagli anni ’50 la NATO ha assegnato all’isola il ruolo di piattaforma addestrativa per la sua posizione periferica rispetto alla "soglia di Gorizia", punto operativo dell’apparato militare italiano. Contemporaneamente nascono le tre grandi basi addestrative di Teulada, Salto di Quirra e Decimomannu – Capo Frasca.
Nella seconda metà degli anni ’60, il centro di pianificazione della NATO avvia una ricognizione degli impianti obsoleti della Marina militare nel Mediterraneo. Vengono così individuati due nuovi poli per la costruzione di depositi militari: uno nell’Isola di Santo Stefano a La Maddalena; l’altro, a Cagliari, nella Sella del Diavolo. Dal 1972, con la concessione a Santo Stefano di una base per la US Navy, si registra la novità di un uso della Sardegna non più solo addestrativo e logistico, ma anche operativo.
Il 1976 segna invece uno spartiacque importante nella storia delle servitù militari: viene emanata la legge 898 che riconosce maggiore attenzione agli interessi locali e istituisce, per ogni Regione, la nascita di un Comitato Misto Paritetico di controllo. Bisogna attendere però la Conferenza nazionale del 1981 per il riconoscimento ufficiale della presenza nell’isola di un numero estremamente elevato di servitù. Nel 1986 il ministro della Difesa Spadolini e l’allora presidente della Regione Mario Melis firmano un accordo per la costituzione di una commissione mista Stato-Regione con il compito di redigere una mappatura dei beni considerati dismissibili.
Gli anni ’90 si aprono con l’emanazione della legge 104, che integra la precedente norma 898. In base alle modifiche, lo Stato stabilisce un contributo annuo per le regioni più oberate da vincoli militari: la Sardegna risulta essere la prima della lista. La Regione, a sua volta, concede dei contributi ai comuni interessati. In seguito all’accordo del 1999 tra D’Alema e Palomba, i contributi vengono destinati non solo ai proprietari di immobili ma anche ai pescatori, per il fermo pesca nelle zone interessate dalle esercitazioni.


Cosa sono le servitù
La presenza militare nell’isola
Sono oltre 35 mila gli ettari di territorio sardo sotto vincolo di servitù militare. In occasione delle esercitazioni viene interdetto alla navigazione, alla pesca e alla sosta, uno specchio di mare di oltre 20 mila chilometri quadrati, una superficie quasi pari all’estensione dell’intera Sardegna. Sull’Isola ci sono poligoni missilistici (Perdasdefogu), per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca), aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti (nel cuore di Cagliari) alimentati da una condotta che attraversa la città, oltre a numerose caserme e sedi di comandi militari (di Esercito, Aeronautica e Marina). Si tratta di strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate italiane o della Nato.
Qualche numero: il poligono del Salto di Quirra-Perdasdefogu (nella Sardegna orientale) di 12.700 ettari e il poligono di Teulada di 7.200 ettari sono i primi due poligoni italiani per estensione, mentre il poligono Nato di Capo Frasca (costa occidentale) ne occupa oltre 1.400. A questo vanno aggiunte le basi tra le quali spicca il caso di quella Usa di S.Stefano a La Maddalena.
Documenti correlati:
Esempio di ordinanza di sgombero
[file .pdf] ;

gettiamo le basi!


Pàrdulas

il dolce pasquale caratteristico sardo

PARDULAS

INGREDIENTI

1) Ricotta o formaggio fresco… 500 gr.

2) Scorza di limone… 1 limone

3) Scorza d’arancia… 1 arancia

4) Uova… 2

5) Zucchero… 2 cucchiai colmi

6) Semola fine… 2 cucchiai rasi

7) Zafferano… tanto da insaporire l’impasto

8) Semola fine… 200 gr.

9) Strutto… 30 gr.

PREPARAZIONE

Se decidete di farle con formaggio fresco, dovete grattugiarlo… ma procediamo con la preparazione con la ricotta… Schiacciare ben bene la ricotta… aggiungete le scorze di limone e dell’arancia, le uova, lo zafferano, lo zucchero e i due cucchiai di semola… ora che abbiate voglia o no, mescolate bene il tutto, fino a che non vi sembra un bell’impasto uniforme nel colore… Ora preparate la pasta per farne delle sfoglie fini, vi ricordate come si fa?… no?… uff ok lo riscrivo… prendete la semola, quei famosi 200 grammi e vi aggiungete lo strutto e un po di acqua salata tiepida e impastate… dopo che l’avete ben lavorata e vi sembra pronta per fare le sfoglie… si fanno le sfoglie sottili!!! come per i seadas, con una forma tonda fare dischetti da circa 10 centimetri… fatti i dischetti? ok! ora con un cucchiaio da cucina e non da caserma militare… prendete un cucchiaio di impasto e lo mettete al centro di ciascun dischetto.. quando avete terminato… prendete i bordi del dischetto e con due dita di ciascuna mano create dei piccoli spigoli unendo angoli di pasta… come per creare una stella con al centro l’impasto e come contenitore la pasta contratta a stella… ora prendete una teglia… spolverate sul fondo della farina… mettere is pardulas nella teglia… mettere al forno con fuoco moderato… lasciare cuocere fino a quando sono abbondantemente dorate… ora se non volete che si brucino levatele dal forno!!! e cospargete la parte superiore di zucchero semolato… oppure di zucchero a velo.


Devo restare unito!

Le ultime sparate dell’illusionista di Arcore: la Grosse Koalition, i brogli elettorali.
E se avesse vinto Lui? mah!

"Ho sempre rivolto a Dio una preghiera, che e’ molto breve: ‘Signore, rendete ridicoli i miei nemici’. E Dio l’ha esaudita." (Voltaire, lettera a Domilaville)

Oggi mi sento più "moderato", dopo aver superato i 10.000 contatti, grazie alle vostre sempre gradite visite, devo assolutamente cercare di infondere l’idea dell’Unità. Chissà per quanto mi durerà intanto "devo restare unito","devo restare unito","devo restare unito","devo restare unito","devo restare unito",…………..


Anno 1 dell'era post berlusconi

Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi"
(Italo Calvino, Lezioni americane, 1985)

Così è!

Scene di un film tragicomico

scena 1. seggi aperti.
scena 2. urne vuote.
scena 3. flussi abbondanti di coglioni e imbecilli al voto.
scena 4. spoglio.
scena 5. stupore: exit poll fuck off (shining???!!!)


scena 6. bandiera arrotolata, frigo ancora pieno.
scena 7. la mela a metà

scena 8. Alba tragica, odore di sconfitta


scena 9. Salvati ai calci di rigore sul filo di lana: seggi esteri – unione batte CdL 4 a 1!

Berluscani bai a cagai


Bella ciao!

Bella ciao

Stamattina mi sono alzato
o
bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ci ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l"ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
e diranno: o che bel fior!.

E" questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà

BUON VOTO


Vi ricordate quel 18 aprile

Ormai è chiaro che interessano poco, o niente, le condizioni economiche del Paese reale. Ciò che interessa è mantenere il cadreghino comodo di un’intera legislatura. Lo scontro (mi pare chiaro) è come nel 1948: da una parte i "cattivi" comunisti, dall’altra i "buoni" democristi. Oggi come allora. Demonizzare l’altra parte è sport tanto caro al Signore di Arcore e la sua camarilla.Vedremo il 10 aprile quanto "bue" è il popolo italiano. Io non ho perso la memoria storica (“Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare” (Leonardo Sciascia) – "Chi controlla il passato controlla il presente" (George Orwell). Si sa chi sono i sostenitori della casa delle Libertà, diversi personaggi si trovano nelle liste della P2. , altri grazie  alla normativa sulla prescrizione la faranno franca, altri ancora hanno processi in corso. Che brutti figuri! Quindi occhio a come butti il tuo votarello "Senza pensare all’indomani a rovinare la gioventù" ma anche a te stesso.

perciò, dopo essere stato apostrofato con quell’epiteto, conscio di essere ormai nella maggioranza degli italiani, in attesa del fatidico 9-10 aprile, mi godrò la mia quotidiana giornata di coglionitudine

 

Dal Blog di Beppe Grillo …"Far comprendere l’importanza della posta in gioco il 9 e 10 aprile e portare a votare il maggior numero possibile di elettori. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo lanciato anche una campagna banner, sms e e-mail.Scatenati anche tu!Scegli il messaggio che ti piace e fallo girare il più possibile.E’ in gioco il tuo futuro…"dal sito di Forza Italia

Vi ricordate quel 18 aprile

Autore: Lanfranco Bellotti

Anno: 1948

Vi ricordate quel diciotto aprile
d’aver votato democristiani
Senza pensare all’indomani
a rovinare la gioventù

O care madri dell’Italia
e che ben presto vi pentirete
I vostri figli ancor vedrete
abbandonare lor casolar

Ma cosa fa quel Mario Scelba
con la sua celere questura?
Ma i comunisti non han paura
difenderanno la libertà

P.S.: Scusate il post pachiano e un po urlato ma … candu nci bolit nci bolit (quando ci vuole, ci vuole)!!!!
 


La greggia

Su tallu

Tallu, tui chi in bidda impruinau
nci passas a merì; e unu fragu chi mi pracit

a palas ti lassas; e tenis meda istrada de fai
intr’e sa furia de is carrus e su strumbiai

de is tranvais, inui sa fida tenit meda prus pressi
cumenti a pagu a pagu andas cun tui strintu!

Tallu chi istimau de candu fui pipieddu,
po tui su dolu in su coru si fait prus forti;

e mi nci bessit, no ddu sciu, de m’inginugai;
no ddu sciu, in su muntoni de is lanas tuas mi parit

de biri, deu sceti, calincuna cosa de Santu
e de antigu, e de respetau meda.

Ti scudit unu becciu in is peis a s’intzerta;
unu Deus po tui, populu de su desertu.


La greggia

Greggia, tu che il sobborgo impolverato
traversi a sera; ed un lezzo a me grato

dietro ti lasci; e hai tanta via da fare
tra la furia dei carri e lo squillare

dei tram, dove la vita ha più gran fretta,
come lenta procedi e in te ristretta!

Greggia che amai dall’infanzia sperduta,
per te la doglia si fa in cor più acuta;

e mi viene, non so, d’inginocchiarmi;
non so, nel tuo lanoso insieme parmi

scorger, io solo, qualcosa di santo,
e di antico, e di molto venerando.

Ti mena un vecchio sui piedi malcerto;
un Dio per te, popolo nel deserto.

(Umberto saba)

per chi ha voglia di leggere i miei post sulla vita agropastorale non deve far altro che cliccare sul blog di tiscali: – Vita quotidiana,  in viaggio (sa tramuda), vita quotidiana 2 , la raccolta dell’asfodelo , vita quotidiana 3.

Buona lettura