A fora sa N.A.T.O.

Gettiamo via le basi militari dalla Sardegna.
Basta!!! con l’occupazione militare delle basi N.A.T.O.
La Sardegna al Popolo Sardo.

Intorno ai poligoni militari della Sardegna le morti per leucemia e malformazioni sono superiori alla media nazionale. Gli americani amano la politica del Not In My Back, Non Dietro Casa Mia. Però amano farlo in casa d’altri. Yankee Go Home. Bandaisindi Luegu.

Informazione ufficiale dal sito R.A.S.(Regione Autonoma della Sardegna)
Storia
Lo sviluppo delle servitù, dal dopoguerra ad oggi
La Sardegna, per la sua collocazione centrale nel Mediterraneo e le particolari caratteristiche climatiche e ambientali, ha sempre ricoperto un ruolo strategico all’interno degli equilibri politici internazionali.
A partire dagli anni ’50 la NATO ha assegnato all’isola il ruolo di piattaforma addestrativa per la sua posizione periferica rispetto alla "soglia di Gorizia", punto operativo dell’apparato militare italiano. Contemporaneamente nascono le tre grandi basi addestrative di Teulada, Salto di Quirra e Decimomannu – Capo Frasca.
Nella seconda metà degli anni ’60, il centro di pianificazione della NATO avvia una ricognizione degli impianti obsoleti della Marina militare nel Mediterraneo. Vengono così individuati due nuovi poli per la costruzione di depositi militari: uno nell’Isola di Santo Stefano a La Maddalena; l’altro, a Cagliari, nella Sella del Diavolo. Dal 1972, con la concessione a Santo Stefano di una base per la US Navy, si registra la novità di un uso della Sardegna non più solo addestrativo e logistico, ma anche operativo.
Il 1976 segna invece uno spartiacque importante nella storia delle servitù militari: viene emanata la legge 898 che riconosce maggiore attenzione agli interessi locali e istituisce, per ogni Regione, la nascita di un Comitato Misto Paritetico di controllo. Bisogna attendere però la Conferenza nazionale del 1981 per il riconoscimento ufficiale della presenza nell’isola di un numero estremamente elevato di servitù. Nel 1986 il ministro della Difesa Spadolini e l’allora presidente della Regione Mario Melis firmano un accordo per la costituzione di una commissione mista Stato-Regione con il compito di redigere una mappatura dei beni considerati dismissibili.
Gli anni ’90 si aprono con l’emanazione della legge 104, che integra la precedente norma 898. In base alle modifiche, lo Stato stabilisce un contributo annuo per le regioni più oberate da vincoli militari: la Sardegna risulta essere la prima della lista. La Regione, a sua volta, concede dei contributi ai comuni interessati. In seguito all’accordo del 1999 tra D’Alema e Palomba, i contributi vengono destinati non solo ai proprietari di immobili ma anche ai pescatori, per il fermo pesca nelle zone interessate dalle esercitazioni.


Cosa sono le servitù
La presenza militare nell’isola
Sono oltre 35 mila gli ettari di territorio sardo sotto vincolo di servitù militare. In occasione delle esercitazioni viene interdetto alla navigazione, alla pesca e alla sosta, uno specchio di mare di oltre 20 mila chilometri quadrati, una superficie quasi pari all’estensione dell’intera Sardegna. Sull’Isola ci sono poligoni missilistici (Perdasdefogu), per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca), aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti (nel cuore di Cagliari) alimentati da una condotta che attraversa la città, oltre a numerose caserme e sedi di comandi militari (di Esercito, Aeronautica e Marina). Si tratta di strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate italiane o della Nato.
Qualche numero: il poligono del Salto di Quirra-Perdasdefogu (nella Sardegna orientale) di 12.700 ettari e il poligono di Teulada di 7.200 ettari sono i primi due poligoni italiani per estensione, mentre il poligono Nato di Capo Frasca (costa occidentale) ne occupa oltre 1.400. A questo vanno aggiunte le basi tra le quali spicca il caso di quella Usa di S.Stefano a La Maddalena.
Documenti correlati:
Esempio di ordinanza di sgombero
[file .pdf] ;

gettiamo le basi!

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17 responses to “A fora sa N.A.T.O.

  • ruckert

    fuori dalle scatole!

    Nei primi anni 80 ero in vacanza a La maddalena. I miei furono informati che la servitù militare su la spiaggia del relitto di Caprera era stata rimossa. C’era stato un campo di esercitazioni per decenni. Andammo. Ricordo ancora quel pezzo di paradiso deserto in pieno agosto … ora mi piacerebbe vedere santo stefano … basta con le servitù: abbiamo già dato, fin troppo.

  • lesploratore

    Forse un giorno arriverà una nazione che metterà le sue basi dietro La Casa BIanca,e il Presidsnte Americano lo vedremo girare con la mascherina,spero presto.Ciao alla prossimo commento.
    🙂
    L’ESPLORATORE

  • viga

    GUERRA ALLA NATO E ALLE SUE BASI!!!!!! SARDEGNA LIBERA E TAZENDA GOVERNATORI A VITA!!!!

  • Bardaneri

    un programma piuttosto arduo Viga, ma si sa chi ben comincia è a metà dell’opera. Io mi accontenterei nell’immediato l’eliminazione di tutte le basi in stanza da noi; sulla sardegna libera: “La volontà smuove le montagne”, ma per ora ce n’è pochina; sui governatori a vita ci vedrei: Paolo Fresu, Piero Marras, Enzo Favata e anche i Tazenda.
    saludos

  • Bardaneri

    ruckert:siamo realisti chiediamo l’impossibile (che guevara)
    lesploratore:not in my back per noi, le basi per loro (visto che sono le loro)

  • nheit

    Yankee Go Home.
    Bandaisindi Luegu.
    Tornate a casa vostra .
    Ma per la Maddalena con Soru qualcosa è cambiato.
    I colonizzatori da sempre mica mollano l’osso così facilmente, specie se lo dividono con i nativi

    colonizzati di testa e di tasca

  • perlasmarrita

    Mio caro amico… mi hai fatto tornare in mente con tantissima nostalgia i tempi in cui dappertutto era un dire BASTA NATO…
    Poi voi in Sardegna siete letteralmente invasi… qui in Calabria si sono limitati a due … almeno che io ricordi!
    Comunque dopo quasi vent’anni che nei cortei gridavo Via la NATO.. poco è cambiato….
    L’importante è non arrendersi però.
    Un abbraccio

  • napartaud

    Gettiamo le armi, ma non i militari.
    Anch’essi sono uomini… e un calcio in culo, certa gente… non sa neanche perché se lo piglia.
    Tra questi ci sono anche loro.
    Gettiamo l’odio e le basi militari… ma non le basi dell’umanità e della solidarietà civile.
    Buona giornata.
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

  • artemisia80

    grazie della segnalazione!

  • SDOS

    Ma guarda guarda…anche tu stai su splinder e io non ne sapevo niente!!!

  • EvaCarriego

    ciao, Bard: un’altra segnalazione del genere e un’altra intervista di Tremonti, e mi taglio dai polsi le 4 vene
    ossantoccélo

  • Miral

    …saludos a te, amigo!… non smettere mai di… gridare… la verità… dirò di più… sii sempre la stessa “verità”…(qualunque essa sia) Un bacio… 😉

  • anonimo

    Ciao Bard.
    Stasera mi sono permessa di riportare in un post il tuo avatar e la tua segnalazione… spero non ti dispiaccia.
    Un grande abbraccio e a presto
    Perla (chesièsloggataedètroppostancaperriloggarsi)

  • perlasmarrita

    Ciao Bard, come va?
    Ho lasciato un’idea da Paoledhu se poi passi eleggi chissà che nn si riesca a fare una cosa carina.
    Baci
    A domani

  • lesploratore

    Ciao felice giornata.
    🙂
    L’ESPLORATORE

  • perlasmarrita

    Ciao Bard, grazie. Sei sempre presente e meraviglioso, amico mio.
    Io mancherò qualche gg.
    Intanto ti auguro un buon ponte primaverile, se lo fai. Altrimenti dei bellissimi giorni comunque. Un abbraccio

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