Archivi del mese: ottobre 2006

Michelangelo Pira

Michelangelo "Mialinu" Pira, (Bitti, 1928 – Capitana di Quartu Sant’Elena, 1980), illustre antropologo, scrittore e uomo politico, fu uno dei primi e piú impegnati studiosi della lingua sarda e dei suoi problemi. É l’autore de "La rivolta dell’oggetto", il primo ampio inventario dei problemi in Sardegna al momento della presunta transizione dalla civiltá agropastorale alla moderna civiltá dei consumi e una presa di posizione sull’identitá del popolo sardo.

"Suggestionato dalle teorie di Pigliaru e di Gramsci articolò il proprio pensiero sui temi della lingua e della cultura. Nel 1968 sviluppò un’analisi originale dei problemi della lingua in Sardegna affrontando il tema del pericolo della morte del sardo in conseguenza del disuso. Per la terza rete televisiva della RAI curò un brillante e apprezzatissimo reportage su alcuni importanti aspetti antropologici della provincia nuorese"
per la biografia
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Scriveva in "Sos Sinnos" (i segni)
……"B’a’ cosas chi pro las cumprendere bi chere’ tempus e isperienzia; e cosas chi cand’un’at isperienzia non las cumprende prusu. Cosas chi pro fortuna s’irmenticana e cosas chi pro fortuna s’ammentana; e cosas chi si credene irmenticadas e chi imbezzes una die a s’improvvisu torran’a conca "……..
……"Ci sono cose che per capirle serve tempo ed esperienza; e cose che quando uno ha esperienza non capisce piu’. Cose che per fortuna si dimenticano e cose che per fortuna si ricordano; e cose che si credono dimenticate e da vecchi all’improvviso ritornano alla mente"…..

Una curiosità degna di nota:

Michelangelo Pira anticipa di quasi trent’anni il "villaggio informatico" di INTERNET. Nel suo racconto profetico, scritto nel 1970, immagina una rete di computer che consente all’umanità, attraverso l’elettronica, la fruibilità e lo scambio della cultura universale ma soprattutto il recupero della spontaneità di comunicazione e delle proprie radici culturali.

La bibliografia:
Sardegna tra due lingue (Cagliari, La Zattera 1968)
La rivolta dell’oggetto (Giuffrè, Milano, 1978)
Antropologia della Sardegna (Milano, Giuffrè, 1978)
Paska Devaddis, per un teatro dei sardi (Edizioni della Torre, 1981)
Sos Sinnos (Edizioni della Torre, 1983)
Pustis su camminare (1995)
Isalle (AM&D Edizioni, 1996)
Il Villaggio elettronico (1997)


Su porcu

Il maiale è un animale di Dio come tutti gli altri, a cui si fa l’atroce torto di paragonarlo a certi uomini.
– Anonimo –

…il maiale, "Su Porcu", è un amico dell’uomo!

Un "buon" amico, almeno per quanto mi riguarda.

Dimenticavo, buon appetito e saludos

 


il cielo in una stanza

Su chelu in s’aposentu

Cando ses inoghe cun mene
cust’aposentu non tenet prus muros
ma matas,
matas chene fine
cando ses acurtzu e mene
custa bòveda colore viola
no, no esistit prus.
Ego bio su chelu in conca nostra
chi arrumbamus inoghe
ismentigados
comente no bi siet prus
nudda, prus nudda in sa terra.
Sonat unu sorgonitu
mi paret un organu
chi drìnnit pro mene e pro tene
supra sas imensidades de su chelu.
Pro tene, pro mene:
in chelu.

Il Cielo In Una Stanza
– Gino Paoli –

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un’armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del cielo.
Per te, per me:
nel cielo


ottobre

Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza…
Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse…

Mmmmmmmmmmm, ottobre, "mesi de ladaminis", "Santu bainzu", … numble numble, mah!!!

Tagliare l’uva, l’aria tersa di profumi, goccioline di pioggia, i raggi di sole isolani, leggera brezza maestralina, gli uccelli che già infreddoliti cercano chicchi d’uva e semi, le formiche che trasportano provviste necessarie, il letame nei campi pronti per l’aratura,il canto di un pastore dietro gli armenti, ricordano linguaggi intramontabili e poesie senza copyright, il rombo di un trattore carico di ceste d’uva, fra poco arriverà al casolare, dopo, di nuovo da te in vigna per l’ultimo carico; suono di torchi, voli di moscerini alla ricerca di fumi alcolici.
E tu, eterno transumante attendi il giorno dell’assaggio.

Prosit, amigas e amigos blogadores


quello che non ho

Su chi no tenju est unu trenu arruinau
chi mi nci torrit a agoa de innui ndi seu partiu

Quello che non ho è un treno arruginito
che mi riporti indietro da dove son partito
F. d. A.