Vladimir Vladimirovic Majakovskij 3

Majakovskij
(last but no least)

Si ego calchi cosa
apo iscritu
si calchi cosa
apo narau
est curpa
de sos ocros de su chelu
de sos ocros
de s’amorada mea

se io qualcosa
ho scritto
se qualcosa
ho detto
è colpa
degli occhi di cielo
degli occhi
della mia amata

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5 responses to “Vladimir Vladimirovic Majakovskij 3

  • nheit


    est curpa
    de sos ocros de su chelu
    de sos ocros
    de s’amorada mea

    “L’amore

    non è paradiso terrestre,
    a noi
    l’amore
    annunzia ronzando
    che di nuovo
    è stato messo in marcia
    il motore
    raffreddato del cuore.”

    E

    “…
    Quando poi, tetra e lamentevole,
    spegnerà i segnali dei lampioni,
    innamoratevi sotto il cielo delle bettole
    dei papaveri sui bricchi di maiolica”

    E
    “…
    Nostra arma sono le nostre canzoni.
    Nostro oro sono le voci squillanti.
    Prato, distenditi verde,
    tappezza il fondo dei giorni.
    Arcobaleno, dà un arco
    ai veloci corsieri degli anni.
    Vedete, il cielo ha noia delle stelle!”

    Che bomba questo bolscevico , Poeta
    sempre
    ancora

  • Bardaneri

    proprio così nheit , non a caso gli ho dedicato una, seppur umilissima, trilogia.

    saludos

  • perlasmarrita

    … questa me la ricopio nella mia agenda degli appunti del cuore 🙂
    Ti lascio un abbraccio

  • nheit

    non umilissima Barda e lo sai.
    E last but not least
    Noi che amiamo Vladimir Majakovskij

    sappiamo che il suono di queste nostre

    parole

    Si ego calchi cosa
    apo iscritu
    si calchi cosa
    apo narau
    est curpa
    de sos ocros de su chelu
    de sos ocros
    de s’amorada mea

    è quello che s’avvicina di più alla musica della sua lingua.
    Potessi dire in sardo anche queste

    “ascoltate!
    se accendono le stelle,
    vuol dire che qualcuno

    ne ha bisogno?
    vuol dire che è indispensabile
    che ogni sera
    al di sopra dei tetti
    risplenda almeno una stella?

  • nheit

    “…come suol dirsi «l’incidente è chiuso». la barca dell’amore
    s’è spezzata contro la vita quotidiana. tra la vita e me i conti tornano ed è vano elencare guai. dolori. offese reciproche.

    Buone cose.
    Vladimir Majakovskij 14/IV/’30

    Scrive Pasternak osservando la maschera funebre , che
    «la sua era un’espressione con cui si dà inizio, e non si mette fine alla vita. Era imbronciato e indignato”

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