Cile ferito

La morte ha ucciso il boia. Avrebbe meritato, per il male arrecato ad un intero popolo, il Cile, la vita perpetua. Non fosse altro per espiare e meditare sulle proprie colpe. Da noi si dice "Ancu mai morzas", "che tu non possa mai morire". Una sorta di dannazione perpetua, fra i "vivi", in eterno, lentamente dimenticato ed abbandonato dai viventi, come una cosa inutile e dannosa, ma vivo. Questo avrebbe meritato, senza un briciolo di "pietas". Le grida dei torturati esigono questo. La dannazione perpetua fra i viventi.
Tuttavia il boia latinoamericano ha lasciato il mondo dei viventi alla veneranda età di anni 91. Si dice "Zente mala non morit mai", gente cattiva non muore mai". Tuttavia! Da quel funesto undici settembre 1973, per il popolo cileno, un undici settembre indimenticabile, a seguire 17 lunghi anni di dittatura atroce.
Luis Sepùlveda, ricorda così quel giorno di golpe: <<Era un giorno cupo pieno di nuvole, come se anche il tempo avesse capito che si stava avvicinando una notte di grande tristezza. Ma Allende, nel suo ultimo messaggio a Radio Santiago, non ebbe parole di tristezza, bensì di ottimismo, di grande onestà. Un giorno come oggi, quando mi guardo allo specchio, mi dico "compagno, sei stato nel giusto.>> Ottimismo e speranza che presto si spensero col presidente Salvador Allende, e con lui la democrazia.
Ma torniamo all’uomo che oggi più non c’è. La sua politica si fondò sopratutto sulla violenza e la tortura, lo stadio nazionale di Santiago venne trasformato, nei giorni del golpe, in un campo di concentramento. Tremila perseguitati spariromo definitivamente. Diciasette anni terribili di giunta militare.
Oggi, la calca dei suoi supporters per l’ultimo saluto, alcuni giovanissimi, insieme ad altri meno giovani, che ne supportano la complicità dei crimini di questo animale contro l’umanità. Altri brindano festosi la dipartita dell’aguzzino. I familiari ne richiedono i funerali di Stato, già!di Stato!, quello che in quegli anni era diventato la depandance di casa sua, con potere di vitae e necis su tutti. Avrà funerale militare, quello che si addice ad un macellaio di vite umane.
Oggi il sipario è calato. Ma non si deve dimenticare. Non si può dimenticare, non si possono dimenticare le ferite ancora aperte del popolo cileno.

Chile Herido
1974]
Testo di Jorge Coulón Larrañaga
Musica di Luis Advis Vitaglich
– Inti illimani
Dall’album "La nueva canción Chilena"
Una historia cuenta el viento
de amor, lucha y agonía,
de un pueblo que florecía
conquistando el nuevo tiempo.
Y el hombre de cada día
trabajando la esperanza
con la canción en los labios
su futuro construía.
El canto se hizo silencio,
mil manos quedaron frías,
cayó violenta la noche
sobre miradas vacías.
Y el hombre que caminaba
entre banderas floridas
quedó mirando sin ver
cómo su patria moría.
Cayó violenta la noche,
en Chile sangra una herida.
Se ofende toda la tierra
de ver este pueblo herido;
millones piden castigo
para estas feroces hienas.
Y el Chile que lucha unido
por alumbrar la mañana
sabrá imponer la justicia
de los puños contenidos.
Y de banderas de pobres
se llenarán los caminos;
renacerá con la patria
el canto de los martillos.
Y el compañero caído
muerto por cuatro asesinos
verá por las alamedas
marchar a los oprimidos
y de banderas de pobres
se llenarán los caminos.

traduzione in italiano

Bye bye

Annunci

7 responses to “Cile ferito

  • golem79

    di sicuro mai dimenticare. interessante a proposito della divisione del paese l’articolo di peacereporter sulle due facce del Cile dopo la morte del dittatore, con parole di bloggers cileni. un saluto

  • nheit

    ricordiamo anche questo

    l’11 settembre del 1973, il generale Pinochet rovesciò il governo di Salvador Allende, democraticamente eletto, con un colpo di Stato appoggiato dalla Cia.
    «Non si può permettere che il Cile diventi marxista, per il semplice motivo che la sua popolazione è irresponsabile», disse Henry Kissinger, premio Nobel per la pace, all’epoca segretario di Stato degli Stati Uniti.

    e ricordiamo , con gli altri cileni torturati e uccisi dal boia, Victor Jara e le sue canzoni

    Canto que mal me sales
    cuando tengo que cantar espanto!
    Espanto como el que vivo
    como el que muero, espanto,
    de verme entre tanto y tantos
    momentos del infinito
    en que el silencio y el grito
    son las metas de este canto

    Canto , hai un cattivo sapore
    quando devo cantar la paura.
    Paura come quella che vivo,
    come quella che muoio.
    Paura
    di vedermi fra tanti e tanti
    momenti di infinito
    in cui il silenzio e il grido
    sono i fini di questo canto.

  • nheit

    Barda , ho scritto le tue parole
    su Pinochet sul blog “Il coraggio del pettirosso ”
    Sono le più vere che si possono dire

  • SempreGio

    Grazie Amico mio per lo splendore che hai lasciato fra le mie emozioni, un sorriso e un abbraccio
    Gio

  • perlasmarrita

    Se è vero che esiste la pietas.. è vero anche che Pinochet non la conosceva.
    Io sono contro la pena di morte, ma avrei voluto tanto che avesse ascoltato parole di condanna, che il mondo potesse vedere quel suo sorriso di circostanza e beffardo spegnersi.Invece non è stato così.
    Spero che almeno la giustizia nn si fermi e condanni i corresponsabili.
    Che la morte di Victor Jara, come simbolo di migliaia di morti, non sia stato solo come ha detto un ragazzo sostenitore di Pinochet in tv, una mistificazione della storia

    Hanno ucciso Victor Jara
    Libera voce del Cile
    La sua voce era grido
    La sua chitarra fucile.
    Hanno ucciso Victor Jara
    E gli han spezzato le dita
    Per far tacer il coraggio
    Gli hanno levato la vita
    Gli hanno ammazzato il sorriso
    E l’allegria e il dolore
    E la dolcezza e la lotta
    Il desiderio e l’amore
    Fascisti che imprigionate
    La voce di Jara e di Allende
    Non moriranno le idee
    Il Cile no non si arrende
    Hanno Ucciso Victor Jara
    Libera voce del Cile
    Ogni canto è già speranza
    Ogni chitarra un fucile
    Il grido di Victor Jara
    Ora si chiama Miguel
    Violeta Antonio Maria
    Horacio Pedro Josè
    Fascisti che imprigionate
    La voce di Jara e di Allende
    Non moriranno le idee
    Il Cile no non si arrende

    Lo linko anche io, Bard. Gran bel post 🙂

  • perlasmarrita

    *che il mondo avesse potuto vedere.
    chiedo scusa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: