Archivi del mese: febbraio 2007

àndalas

Tue chi ses in biazu
sunis sos arrastos tuos
s’àndala, ateru nudda;
tue chi ses in biazu,
no ses in d-un’àndala,
s’àndala la faghes tue andande.
Mentras chi biazas s’àndala si faghet
e zirandedi a palas
as a bider d’andaledda chi no
as a apetigare prus.
Tue chi ses in biazu,
àndala non dde tenes,
petzi tiradas in su mare.
(Antonio Machado)

Sentieri

Tu che sei in viaggio,
sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Tu che sei in viaggio,
non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Tu che sei in viaggio,
non hai una strada,
ma solo scie nel mare.
(Antonio Machado)

Ringrazio per lo spunto la mia carissima amica che come me viaggia nelle strade delle emozioni, in sas andalas de su sentidu

"Ognuno è in viaggio verso qualcosa, verso qualcuno o semplicemente  verso se stesso. (…)

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Andy Warhol al secolo Andrew Warhola

Principe del consumismo o inguaribile provocatore?

Vent’anni fa, il 22 febbraio 1987 a New York, durante una banalissima operazione alla cistifellea, Andy Warhol lascia questa valle di lacrime. La malasanità talvolta colpisce inesorabilmente anche i più quotati e ricchi personaggi del jet set.
Figlio di immigrati Slovacchi, il ragazzo da subito dimostra talento; studia arte pubblicitaria al CIT (Carnegie Inst. of Technology) di Pittsburgh, città dove nacque nel 1928. Dopo la laurea conseguita a 21 anni si trasferisce a New York, dove lavora come grafico pubblicitario presso alcune riviste: "Vogue", "Harper’s Bazar", "Glamour".
Protagonista indiscusso dell’arte americana degli ultimi decenni, ci abbandona non prima di averci lasciato una lunga serie di opere in serigrafia; le più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Liz Taylor, Elvis the Pelvis. Ma anche Disastri, Sedie Elettriche, Jackie, Flowers, Autoritratti.

Geniale nella sua esposizione e riproposizione seriale dei più noti prodotti di largo consumo (bottiglie di Coca Cola, lattine di zuppa Campbell’s) ci lascia con questa disarmante "provocazione":
"l’arte deve essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale e i prodotti di massa, rappresentando la democrazia sociale, come tali devono essere riconosciuti."
Questa l’intuizione che lo porta agli apici della
Pop Art, per la radice popolare, consacrazione del mito consumistico dell’America post-bellica. Su questa forma di arte disse "La pop art è un modo di amare le cose."

Sua l’idea della "Factory", altra intuizione geniale, uno spazio collettivo dove i giovani artisti newyorkesi creavano arte (Jean-Michel Basquiat, Keith Haring); ma anche musica: Bob Dylan, Lou Reed con i suoi Velvet Underrground (famosissima copertina dell’album d’esordio disegnata dallo stesso Andy Warhol, una banana)

Via via supporta e sperimenta altre forme di comunicazione, come ad esempio il cinema e la musica: producendo lungometraggi e film.  Il pensiero "commerciale" di Andy Warhol spaziava in ogni campo.

Disse degli U.S.A. :
– Quel che c’è di veramente grande in questo paese è che l’America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e anche tu puoi berla.
– L’idea dell’America è meravigliosa perché più una cosa è uguale e più è americana.

Disse di se:
Se volete sapere tutto su Andy Warhol, semplicemente guardate alla superficie: dei miei quadri, e dei miei film e di me, ed eccomi qua. Non c’è niente dietro.
– Sono una persona profondamente superficiale.
– Avevo tanti impegni, ma ho deciso di restare in casa a tingermi le sopracciglia.
– Andrei all’inaugurazione di qualsiasi cosa, anche di una toilette.
– Comprare è molto più americano di pensare e io sono molto americano.
– I miei quadri non vengono fuori mai come me li aspettavo ma di questo non sono mai sorpreso.
– Ignoro dove l’artificiale finisce e cominci il reale.
– Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l’anticonformismo deve essere prodotto per le masse.
– Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande.

… e come epitaffio :
– Vorrei une pietra tombale senza iscrizioni di sorta. Nessun epitaffio, neppure il nome. Anzi no, mi piacerebbe che fosse scritto sopra "finzione".


Lieve soffio

E dai turbinii di materiali del passato, pulviscoli di bites, frammenti di files dalle diverse estensioni .html .txt .doc ed affini, che albergano nel mio HD, ritrovo piacevolmente questa poesia di Philmessalina (il Mellontatauta), un mio carissimo amico blogadore isolano che non vedo da diversi mesi; anche egli, in standby riflessivo, viaggia ancor oggi "sopravvissuto" (parafrasanto il titolo del suo blog) "oltre il tempo e lo spazio".
Merita una visita perchè il suo blog è costellato di bellissime poesie in lingua italiana, immerse in rarefatte atmosfere dark. Io mi sono permesso di darne una libera traduzione nella variante nuorese (a suo tempo avevamo abbozzato un progetto con sue poesie tradotte in sardo ed
illustrazioni di Mmanrnademon).
Grazie Phil.

Sùlidu lizeru

Trèmet sa notte
de boghes chi torran dae tando
e de ispoporadas
chi in s’àghera si che pèsan
lizeras.

Comente sùlidu
fràzile est s’isetu
ei sos minutos pinnias
chi su tempus faghet chirighittas
sùtiles.

Isterrinadu est su fritu
in su sou terrenu solitariu
ei s’isperàntzia isparit
de disizos e istrinas
pèrdidas.

Est sa vena prufunda de su poeta
chi no aguantat dinare
gai cumente su coro suo
po fertas de pagu ispera
sàmbenat.

Lieve Soffio

Vibra la notte
di richiami remoti
e di evanescenze
che nell’aria si librano
leggere.

Come soffio
labile è l’attesa
ed i minuti piume
che il tempo solleticano
soffici.

Giace il freddo
nel suo eremo terreno
e la speranza langue
di desideri e oboli
perduti.

È l’essenza del poeta
che non ammette denari
così come il suo cuore
per futili ferite
sanguina.

postato da phil messalina
il mercoledi 26 Maggio 2004


Tutti a Vicenza!

17 FEBBRAIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA
PIAZZALE STAZIONE
RITROVO ORE 13.00 – PARTENZA ORE 14.30
IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI:
DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA

Gettiamo via le basi,!!!!!
Via le basi militari dalla Sardegna ma anche dal resto del mondo.

Mai più guerre.
Not in my name

Manifestare a Vicenza contro tutte le basi che armano le guerre dell’imperialismo è un dovere di ogni cittadino.

Dossier: Aeroporto Dal Molin

per saperne di più entra nel sito dell’altravicenza

per chi non può andare a Vicenza si rechi  a Cagliari alla Manifestazione

Gettiamo le Basi: Fuori da Vicenza, fuori dalla Sardegna, fuori dalla Storia
CAGLIARI, 17 febbraio ore 16,30,  concentramento in Piazza Costituzione
(il corteo percorrerà le vie: Regina Margherita, Roma, Largo C.Felice, Manno, P.zza Costituzione)


Stanco di vedere

Stanco di vedere….. (Orròsciu de biri !!!)

Subsonica
Corpo A Corpo

Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.
Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola.

elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia!!!!

Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
Il mondo è un corpo coperto di lividi,
i miei pensieri sempre più vividi.
Corpi sulla strada che si lasciano affittare,
tavole anatomiche da saccheggiare.
Corpo perfetto, corpo immortale.
Il corpo è la frontiera che si può violare.
 
SANTI BUROCRATI SANGUE D’IPOCRITI
LA VITA SPESSO È UNA DISCARICA DI SOGNI
CHE SEMBRA UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO D’UN GRIGIO INFINITO.
Andare a piedi fino a dove non senti dolore
solo per capire se sai ancora camminare.
Sono le gambe piene di lividi,
sono pensieri sempre più ruvidi.
Corpi di macerie da telegiornale,
corpi diplomatici in diretta a conquistare.
Suona la marcia suonala ancora,
la morte veste bene quando scatta l’ora.
Cristi che piangono per troppo dolore,

Beit Hanoun — Gaza Strip

l’angoscia di un pianeta che puoi sezionare.
Taglia la torta, tagliala ancora:
chi è ricco resta vivo mentre il povero muore.

Darfur!!!!!!

Corpi e macerie da conquistare
per un corpo d’armata sotto le fanfare.
Corpo straziato, corpo a corpo,
il corpo è l’innocenza che si può spezzare.

SANTI BUROCRATI SANGUE D’IPOCRITI
LA VITA SPESSO È UNA DISCARICA DI SOGNI
CHE SEMBRA UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO DI UN GRIGIO INFINITO.
SANTI BUROCRATI SEME D’IPOCRITI
LA VITA È SCRITTA SOPRA UN CUMULO DI SOGNI
COME IN UN FILM DOVE TUTTO È DECISO
SOTTO AD UN CIELO DI UN GRIGIO INFINITO.

Not in my name!!!


Arrivederci fratello mare

A menzus bider frade mare

E como noche andamos cumente semus bènidos
A menzus bider frade mare
mi collo unu pagu de sa zarra tua
unu pagu de su sale tuo a colore de chelu
unu pagu de sa tua infinidade
e pagu pagu de sa infelizidade tua.
Ses istètiu bonu a nos narrer medas cosas
po su fadu tou de mare
semus cun pagu prus ispera
semus cun pagu prus sapidoria
e noche andamus cumente semus bènidos
A menzus bider frade mare

Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

N. Hickmet

p.s.: ringrazio perlasmarrita che mi ha dato l’input positivo