Archivi del mese: aprile 2007

Antonio Gramsci


1937

Terminato il periodo di libertà condizionale, Gramsci riacquista la piena libertà, ma è in clinica ormai morente. Muore per emorragia cerebrale il 27 aprile. Il giorno seguente si svolgono i funerali. Le sue ceneri vengono inumate al cimitero del Verano a Roma e trasferite, dopo la Liberazione, al Cimitero degli Inglesi.-

Antonio Gramsci, un sardo nel “mondo grande e terribile”
Cagliari – Ghilarza – Ales
3-6 maggio 2007

Ai giovani consigliamo la meditazione. Ogni domanda può avere la sua risposta. Basta perciò riflettere. Nella discussione ci si deve trincerare in questi casi dietro la difficoltà che a rispondere a certe domande hanno sentito anche i grandi pensatori. Se si volesse far supporre di poter rispondere vittoriosamente a ogni obbiezione, si sarebbe semplicemente dei vanitosi vuoti e insulsi.
da DUE INVITI ALLA MEDITAZIONE "La Città futura", P. 3. Raccolto in Scritti 1915-I921, appendice, 294.

Il popolo delle scimmie (Antonio Gramsci)
"L’Ordine Nuovo", 2 gennaio 1921


20.000 click!

…da quella fatidica domenica, 08 febbraio 2004, che decisi di iniziare un cammino parallelo al blog di tiscali  postando un vecchio post (Vita Quotidiana).
Tutto accadde casualmente e velocemente, sia perché già da tempo la piattaforma tiscali-blog ci stava stretta, a noi gruppo di bloger sardi e non solo, sia per la difficoltà del periodo (connessioni impossibili, post cancellati che riapparivano, ecc. ecc.), per  il template praticamente fisso,  per la limitata disponibilità di spazio per le foto (solo una!) e per l’assenza di spazio per avatar et similia.
Nonostante le mie capatine in tiscali-blog, la piattaforma splinder resta la principale; mi trovo bene e ho avuto la fortuna di incontrare tante amiche e tanti amici blogadores, che ringrazio per la pazienza e disponibilità dimostrate.

saludos a totus


E la chiamavano pace, ma facevano la guerra

look this, castia custa, mi è arrivata a mezzo e-mail, m’est arribada in literedda informatiga…
prima digitate su di un motore di ricerca:

Aegis Defense Services "violazioni dei diritti umani"
oppure
Aegis Defense Services
o simili 
    e poi leggete con maggior cognizione di causa questa nota di stampa del Ministero della "difesa" italiano, governo di sinistra votato da milioni di italiani e non per sconfiggere le destre…
questa notizia della Aegis è passata quasi inosservata
"Al fine di garantire l’incolumità dei civili presenti a Nassiriya, il
Ministero della Difesa italiano ha stanziato 3.490.000 euro per
stipulare un contratto con l’agenzia di sicurezza Aegis".
 
A difendere i pozzi di petrolio di Nassiriya rubati dall’Eni agli
irakeni ci sono adesso i mercenari tagliagole dell’Aegis Defense Sevices
noti per le violazioni dei diritti umani in Nuova Guinea e Irlanda del Nord.

Ma chini est, Chi è la Aegis, guarda nel sito de L’Unità
AEGIS
Specialist Risk Management

Castia custu jassu…
I nostri soldi (www.piazza-grande.it)

castia custu jassu ddui est s’interpelantzia chi an presentadu duus cumpàngius de sa Camera
Articolo 11
Iraq
«L’Italia finanzia i body guard?»
Elettra Deiana del Prc alla Camera e il dissidente Franco Turigliatto al Senato hanno presentato due interpellanze (analoghe ma non concordate) per chiedere se sia vero che un capitolo del decreto di rifinanziamento delle missioni l’Italia di 3.498.000 euro serve a pagare l’agenzia di sicurezza Aegis Defence Services di Tim Spicer che sarebbe stata coinvolta in numerose violazioni dei diritti umani. I body guard dovrebbero proteggere tecnici civili italiani impiegati in Iraq.
castia puru inoi…

ma castia puru inoi Iraq, la guerra privatizzata: il collegamento col Sudafrica

la pace nasce… dalla canna del fucile???????

pam, pam, bang, sbeng, wrooooooooomb, bum


Majakovski – Gli ultimi versi

Vladimir Vladimirovic Majakovski
il 14 aprile 1930 si uccide con un colpo di rivoltella al cuore
nel vicolo lubjanskij poco dopo le 10 del mattino.

                             ……………..Gli ultimi versi …………

"A tutti.
Se muoio non incolpate nessuno.
E, per favore, niente pettegolezzi: il defunto non li poteva sopportare.
Mamma, sorelle, compagni, perdonatemi.
Non è una soluzione (non la consiglio a nessuno),
ma io non ho altra scelta. Lilja, amami.
Compagno Governo, la mia famiglia è Lilja Brik,
la mamma, le mie sorelle e Veronika Vitoldovna Polonskaja.
Se fari in modo che abbiano un’esistenza decorosa ti ringrazio (…)
Come si dice, l’incidente è chiuso: La barca dell’amore si è spezzata
contro gli scogli banali della vita quotidiana.
La vita e io siamo pari, inutile elencare offese,
dolori, torti reciproci.
Voi che restate siate felici."

A PIENA VOCE
Spettabili
compagni discendenti!
(…
…)


Lyubov Popova, Portrait, 1914-15, State Museum of Contemporary Art.Lyubov Popova, Portrait, 1914-15, State Museum of Contemporary Art.

scampoli di colonna sonora futurista/futuribile(!) CLIKA QUI PER L’INTERNAZIONALE


Non per l'eternità

No po s’eternidade
(dae "S’arbeschida de cras")

Est discansosu in bisos bider sos pensamentos tuos
chi sunis che a sos meos mancari siemus diferentes
si ischis chi no est Deus chi t’at a darrer tempus benidore

E su tempus coladu morit chene rispustas
naufragande in su mare, apicadu in su mare
ap’a buscare sas allegas, discansande chistiones

Po prènere sos meries
cun sas miradas de chie m’est chircande
liberu in sos bisos meos sighinde
petzi un’atzinnu de libertade

Petzi unu mamentu
no po s’eternidade

In su mare, in su mare ap a benner a ti chircare
po chistionare de sas dies in su mundu
e de cudda esistentzia chi no si che cheriat mòere

Non per l’eternità
(da L’Alba Di Domani)
– Tiromancino –

E’ facile sognando vedere i tuoi pensieri
che sono come i miei anche se siamo diversi
se sai che non è Dio che ti darà un futuro

E il passato svanisce senza risposte
naufragando nel mare, sospeso sul mare
troverò le parole, evitando i discorsi

Per riempire le sere
con gli sguardi di chi mi sta cercando
libero nei miei sogni inseguendo
nient’altro che un gesto di libertà

Solo un momento
non per l’eternità

Nel mare, nel mare verrò a cercarti
per parlare dei giorni sulla terra
e di quell’esistenza che non voleva andarsene


La crocifissione

Cun Issu furin istètios incravaos duos ladrones, unu a manu sua deretta s’àteru a manca.(Marcu 15,27)

Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. (Marco 15,27)

‘La Crocifissione’ di Antioco Mainas"

VIA DELLA CROCE
(La Buona novella – F. De Andrè)
"Poterti smembrare coi denti e le mani,
sapere i tuoi occhi bevuti dai cani,
di morire in croce puoi essere grato
a un brav’uomo di nome Pilato."

Ben più della morte che oggi ti vuole,
t’uccide il veleno di queste parole:
le voci dei padri di quei neonati,
da Erode per te trucidati.

Nel lugubre scherno degli abiti nuovi
misurano a gocce il dolore che provi;
trent’anni hanno atteso col fegato in mano,
i rantoli d’un ciarlatano.

Si muovono curve le vedove in testa,
per loro non è un pomeriggio di festa;
si serran le vesti sugli occhi e sul cuore
ma filtra dai veli il dolore:

fedeli umiliate da un credo inumano
che le volle schiave già prima di Abramo,
con riconoscenza ora soffron la pena
di chi perdonò a Maddalena,

di chi con un gesto soltanto fraterno
una nuova indulgenza insegnò al Padreterno,
e guardano in alto, trafitti dal sole,
gli spasimi d’un redentore.

Confusi alla folla ti seguono muti,
sgomenti al pensiero che tu li saluti:
"A redimere il mondo" gli serve pensare,
il tuo sangue può certo bastare.

La semineranno per mare e per terra
tra boschi e città la tua buona novella,
ma questo domani, con fede migliore,
stasera è più forte il terrore.

Nessuno di loro ti grida un addio
per esser scoperto cugino di Dio:
gli apostoli han chiuso le gole alla voce,
fratello che sanguini in croce.

Han volti distesi, già inclini al perdono,
ormai che han veduto il tuo sangue di uomo
fregiarti le membra di rivoli viola,
incapace di nuocere ancora.

Il potere vestito d’umana sembianza,
ormai ti considera morto abbastanza
e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni
degli umili, degli straccioni.

Ma gli occhi dei poveri piangono altrove,
non sono venuti a esibire un dolore
che alla via della croce ha proibito l’ingresso
a chi ti ama come se stesso.

Sono pallidi al volto, scavati al torace,
non hanno la faccia di chi si compiace
dei gesti che ormai ti propone il dolore,
eppure hanno un posto d’onore.

Non hanno negli occhi scintille di pena.
Non sono stupiti a vederti la schiena
piegata dal legno che a stento trascini,
eppure ti stanno vicini.

Perdonali se non ti lasciano solo,
se sanno morir sulla croce anche loro,
a piangerli sotto non han che le madri,
in fondo, son solo due ladri.

Abian acumpanzau duos delincuentes e abian incravau Zesucristu intre e mesu issos. Ma issu callabat belle chi no essere intesu perunu dolore.

Condussero due malfattori e crocifissero il Signore in mezzo a loro. Ma lui taceva quasi che non sentisse alcun dolore.
Il Vangelo di Pietro [4, 10]