Verde è il colore

Green is the colour

Visto che lo abbiamo spesso tirato in ballo, ed anche perchè, come commentavo di recente, tratti di Lui sono ancora presenti in ognuno di noi, è il caso di dedicare l’ennesimo (ma sempre troppo poco) gradito spazio al mitico ed indimenticabile Sergio.
Così, per giocare…
… "Due colori esistono al mondo – Il verde è il secondo"…dice con piglio deciso Sergio Atzeni; frase che dà il titolo alla sua raccolta di poesie, edita manco a farlo apposta nel dieci anni fa, con la casa editrice "Il maestrale". Un lascito testamentario, a leggere la postfazione, "dimenticato" in un floppy.
E noi potremmo seguitare a giocare, parafrasando i titoli dei brani del repertorio psichedelico PinkFloydiano, "Any colour you like"(?)…la risposta senza aspettare "il soffio nel vento" la dà prontamente l’altro titolo (tratto da "More") … Green is the colour. Verde è il colore!
Forse che faccia parte di quei colori vietati, " Forbidden colours", cantati da David Sylvian in "Secrets of the beehive", accompagnato al piano da Ryuichi Sakamoto? Un brano che io classificherei fra i migliori dieci preferiti, benchè malinconico e immerso in una atmosfera rarefatta a tinte che ricordano il sollevante; ma la voce, si proprio quella voce,…irripetibile. De gustibus …!
Dunque continuo nell’esercizio di traduzione, stavolta alle prese con una poesia tratta da questa raccolta, in italiano, … ed io mi onoro di tradurla nella parlata campidanese, cara a Sergio Atzeni.

– V –
Calpestavano,

calpestavano
con decisione
incuranti
dell’assenza di sentiero,

come sapessero bene,
dove andavano,
ma
avanti non c’era nulla
che già
non fosse indietro.

calpestavano i fiori.

Atripillànt

atripillànt
cun gana
chentze tènniri contu
de sa mancàntzia ‘e caminera,

cumenti chi èssint scìpiu beni,
inui fiant andendi,
inantis no ddui iat nudda
chi giai
no ddui fessit agoa.

Atripillànt is froris.

———

.. sic!…"avanti non c’era nulla/che già/non fosse indietro."
Niente di nuovo, o di strano, poiché questo è quello che spesso, in questo non-luogo, a torto o ragione, si sostiene"…inantis no ddui iat nudda/chi giai/no ddui fessit agoa".
Guardare avanti ma con i piedi ben piantati sul vissuto/trascorso/passato. Che poi, prepotentemente ritorna, sgorga, da un fiotto di una nuova fontana, su mitzadroxu.
Stando attenti, ovviamente, a dove si mettono i piedi. Le insidie del "nuovo", si sa, sono sempre presenti. Lucignolo docet.

saludos

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15 responses to “Verde è il colore

  • perlasmarrita

    Uhmmm.. mi toccherà leggerlo questo Sergio Atzeni allora!!!
    Confesso con imbarazzo la mia ignoranza.
    Bard ma è un’impressione oppure no che ultimamente la tua vena poetica, già notevole, si è arricchita di ulteriore dolcezza espressiva ?
    Un abbraccio, forte forte.

  • paniecasu

    su birdi, po no si pigai de ogu!!!!!

    o Bard ghetta unu erchidu candu ollis fai un’arrexonada….

  • perlasmarrita

    Guardare avanti con i piedi ben piantati nel passato… Bard, questo è avere chiara la propria idendità, non essere disponibili a baratterla per un pacchetto di canditi al limone…
    Ciao Bard passa un buon fine settimana :))

  • perlasmarrita

    …ovviamente era identità *__*… vabbè che sono di cosenza, ma non esagiriamo, mo :)))))))
    (i cosentini scambiano a ogni piè sospinto le t con le d. In genere nn faccio st’errore ma…
    Una volta ho fatto un telegramma a un amico cui era scomparso il papà. Io scrivo il testo e poi lo do all’impiegato – mio amico e laureato -__- … che quando lo scrive lui traduce così: non potento essere presente mando le mie più sendite… Giuro io avevo scritto bene ma il mio amico – non calabrese – leggendolo, e nonostante il contesto poco allegro aveva sorriso, e poi è stata la prima cosa che mi aveva detto al tel!!! )

  • nheit

    quante cose e umori di bellezza e nostalgia in questo scritto.
    E io vado piano rileggo mi fermo
    -“dimenticato” in un floppy-
    che aspetta .
    ci sono oggetti che ci aspettano sempre pazienti non sanno non credono che non torneremo mai più.
    Il floppy di Sergio e le sue poesie .
    quante volte abbiamo scoperto queste sue parole che scorrono lisce nel vero e il sardo dona loro il sigillo .
    “avanti non c’era nulla
    che già
    non fosse indietro”

    inantis no ddui iat nudda
    chi giai
    no ddui fessit agoa.

    Sergio Atzeni era ancora in fondo un ragazzo quel giorno in quel mare e già sapeva le cose che ancora cerchiamo .
    non si chiama destino ma è la speranza di non essere soli

    “Ogni notte qualcuno leggeva la parola del creatore,
    all’alba comunicava i nomi delle sillabe luminose e le distanze all’assemblea che in coro ripeteva sillabe e misure.
    Cantando danzavamo”

  • Bardaneri

    Sergio Atzeni scrisse…
    “Io credo che la Sardegna vada raccontata tutta…se avrò vita cercherò di raccontare i paesi, uno per uno, e tutte le persone, una per una”.

    e ancora…

    “Conoscere la storia della propria terra è un diritto-dovere al quale ognuno di noi non può e non deve rinunciare”

    XXX*

    Se il signore mi avesse dato mani abili
    con la chitarra
    e un canto di miele
    avrei fatto un altro mestiere

    ( da “Due colori esistono al mondo il verde è il secondo, Il Maestrale, Nuoro 1997.”)

    saludos

  • paniecasu

    sempre più vicini Bard…..eppure giurerai (a tutti, e forse anche a te stesso) di non avermi mai incontrato…..

  • nheit

    “cercherò di raccontare i paesi, uno per uno, e tutte le persone, una per una”.
    e mentre Sergio col canto di miele amaro , il miele dolce è finito,
    raccontava la terra
    la sua terra,
    il mare geloso come una fata cattiva
    se l’è portato via laggiù negli abissi.
    Sapeva vedere farfalle magnifiche
    Bellas mariposas in ragazze bambine che vivono in bozzoli duri di quartieri che sembrano marci.
    e il suo sguardo ancora va oltre la buccia a capire bellezze
    e
    racconta per sempre
    …ho detto a Luna Ho voglia di baciarti
    e Luna ha detto Anch’io
    ci siamo baciate con labbra leggere
    e Luna ha detto
    Le nostre labbra sembrano farfalle
    ho risposto
    Anche noi sembriamo farfalle.
    Luna ha detto
    Bellas Mariposas
    e ci siamo addormentate

    chissà a che ora Gigi e Samantha sono riusciti a attraversare la strada mano nella mano ?

  • nheit

    “inantis no ddui iat nudda
    chi giai
    no ddui fessit agoa.
    Atripillànt is froris”
    calpestavano fiori
    e oggi in questo quartiere di bozzolo duro ho visto una bambina ragazza ,un tempo camminavo con lei ,scostarsi gentile per non
    uccidere un fiore di campo

  • perlasmarrita

    Bard, credo che sei in vacanza pure te.
    Ti lascio un abbraccio per quando leggerai :)))

  • napartaud

    …appena ritornato da un impegno artistico… leggo e rileggo Atzeni… e mi dovrò informare meglio, perché mi garba parecchio!!!
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

  • nheit

    e ora
    Napartaud uno sguardo un sorriso di Sergio Atzeni
    in mezzo ai suoi libri

  • Bardaneri

    olà, nheit …quello che si dice un gioco di squadra. Atzeni merita questo e altro.

    …continuo le mie vacanze … immerso nel silenzio…

    saludos a totus

  • nheit

    Barda
    rileggo Il quinto passo è l’addio.
    in questi giorni di calma c’è il bisogno di trovare ritrovare persone che entrino dentro la pelle e scalfiscano i muri di isole .
    si prova e riprova si cade delusi si cerca ancora si cerca un’unione di cammino di vita .
    la morte non spezza la compagnia di un cammino ,la luce rimane al solito intensa ,si cerca un aiuto.
    E c’è questa pagina ” Crediamo d’essere principi… Principi senza titolo ,senza terra,senza denari.L’orgoglio della mia famiglia è ridicolo e penoso ,un’allucinazione ,un’oscura mania di grandezza ,non siamo nulla e nessuno”

  • YokoFirst

    adoro Forbidden Colours,è stupenda ..così’ travolgente 🙂
    a presto.
    Yoko F.

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