Archivi del mese: settembre 2007

maglietta rossa per la Birmania

Birmania
Questo Blog aderisce alla giornata di solidarietà, per i monaci buddisti e per il popolo birmano, lanciata dal quotidiano "La Repubblica".
(anche se in ritardo, scusate!!!… devo ringraziare P
erlasmarrita per lo spunto)

E’ possibile aggiungere la propria firma alle e-mail che l’organizzazione invierà all’ONU e al governo cinese. Se volete saperne di più, cliccate su: AVAAZ.ORG – the world in action

link utili
birmania in wikipedia
articolo unità
peace reporter
Aung San Suu Kyi
Aung San Suu Kyi su pink blog
Aung San Suu Kyi su wikipedia
birmania su MTV
– sottoscrivere la petizione della Burma Campaign inglese
– Per aderire all’invito di The Hours

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V. Majakovskij

NO ALLA GUERRA, SENZA SE E SENZA MA!

Sa terra no at a tenner prus
ancas e bratzos ìnnidos
e cras s’anima at a essere pistada
de pedes istranzos
totu poite unu calesisiat fulanu
potzat illonghiare sas manos
supra calchi Mesopotamia…
Tue chi gherras po issos e moris,
cando t’as a pesare ritzu
longu totu cantu ses
as a iscuder in cara issoro
sa irada tua cun gana
a boghe manna: "Poite
si cumbatet custa gherra?"

=====
La terra non avrà
più membra intatte
e domani l’anima sarà calpestata
da piedi stranieri
e tutto ciò perché un tizio qualsiasi
possa allungare le mani
su qualche Mesopotamia…
Tu che combatti per loro e muori,
quando ti leverai in piedi
in tutta la tua statura
e lancerai sulla loro faccia
la tua ira profonda
in un grido: "Perché
si combatte questa guerra?"

(da "La guerra e pace" 1915-1916
V. Majakovskij

 


Tutta mia la città

Tutta mia la città

– Equipe 84

No, non verrai
l’orologio nella strada ormai
corre troppo per noi
So dove sei
tu non stai correndo qui da me
sei rimasta con lui.
Le luci bianche nella notte
sembrano accese per me
è tutta mia la città.
Tutta mia la città
un deserto che conosco
tutta mia la città
questa notte un uomo piangerà.
No, non verrai
fumo un’altra sigaretta e poi
me ne andrò senza te.
Porto con me
un’immagine che non vedrò
tu che corri da me
da un’automobile che passa
qualcuno grida va a casa
è tutta mia la città.
Tutta mia la città
un deserto che conosco
tutta mia la città…
questa notte un uomo piangerà.
Tu non ci sei
io mi sono rassegnato ormai
tu non eri per me
Tu sei con lui
cosa importa io non soffro più
forse è meglio così.

Totu mea sa tzitade

No, no as a benner
su relozu in carrela zae
curret tropu pro nois
Isco ube ses
Tue no ses currende cara a mene
ses arrumbat cun issu.
Sas lughes craras in sa notte
paren allutas pro mene
Est totu mea sa tzitade.
Totu mea sa tzitade
unu desertu chi isco
totu mea sa tzitade
custa notte un’omine at a prangher.
No, no as a benner
pipo un’atera sigareta e pustis
mi c’ap a andare chene tue.
Zuto cun mene
una imazine chi no apa a bider
tue chi curres cara a mene
dae una machina chi colat
cancunu mutit bae a domo
Est totu mea sa tzitade.
Totu mea sa tzitade
unu desertu chi isco
totu mea sa tzitade
custa notte un’omine at a prangher.
Tue no bi ses
Ego che soe belle iscrètiu
tue no fustis pro mene
Tue ses cun issu
ite mi nd’afutit eo no sunfro prus
fortzis menzus gai.
(traduzione in limba nugoresa
)

Giuliano Palma and the Blue Beaters sono a dir poco fantastici. Cantano, rifacendo, pezzi del repertorio beat italiano, e non solo, in una mistura sapientemente dosata col genere blue beat (di cui si fanno portatori col loro nome) ed il genere rocksteady.
 Generi che insieme allo ska anticipano le sonorità reggae (nato negli anni 70). L’altra sera ho sentito alla radio (radio 2) "Tutta mia la città" (degli Equipe 84) cantata da loro e sono rimasto favorevolmente colpito. Pare sia in uscita il nuovo disco di questo gruppo che, a quanto pare, s’intitola Bugaloo.

Notizie sul gruppo le trovate quì

visitate anche myspace


Treballai fàdiat

Lavorare stanca  (Cesare Pavese)

Da "Lavorare stanca"
Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.
Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.
Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Trebballai fàdiat, Lavorare stanca… teniat arrexoni Cesari Pavese. Donnia tantis de tempus mi pracit a ddu lìgiri mescamenti custas poesias. Ma su chi at fatu cosa praxili est stètiu Danieli Sepe, chi apu intèndiu a Casteddu in  beranu de-i cust’annu. Issu at fatu unu CD cun custu tema. A chini ddi pracit custa mùsiga (amesturada cun cosas a sa Frank Zappa) dd’at agatai bellu de veras.
Chi oleis sciri prus cosas de
Danieli Sepe cracai su jassu


L'urlo

La strada di ogni abominio è lastricata di
"io non sapevo"

Guerra!

U.S.A. vs. Irak ( foto cuccata da "Ansa")

Lager!

Il "muro" della vergogna in Palestina

Tortura!


Prigione di Abu Ghraib

L’orrore della guerra può essere sintetizzato nell’immagine de "L”urlo" di Munch

Buon settembre a tutti e… saludos


Anima nuda

La mia amica blogadora Perlasmarrita ha dedicato un post a questi suoi versi molto intensi… d’amore. Per gioco, giusto per tenermi in allenamento, ho fatto al volo una traduzione nella variante campidanesa nel commento al post. Perlina, ha inserito nel post la traduzione.
Ritento ora , in "domo mea", nella variante nuoresa. Sempre per diletto.
saludos

Anima nuda

Istichia intre coro e anima
àrtian a sas lavras pilisos abrandaos
chi faghen possìbile s’impossìbile
nàrrer allegas mai naradas
pèrdias
sighinde su colore de su bentu.
atzinnos arrumbaos in s’umbra
chi isettan
cuddu brìnchiu de machiore lèpiu
pro chi una die ego sie capassu
de mi mustrare a tibe
mutìndedi
…………
amore

Anima nuda

Incastrate tra cuore e anima
salgono alle labbra emozioni sopite
e rendono possibile l’impossibile
pronunciare parole mai dette
smarrite
seguendo il colore del vento.
Gesti riposti nell’ombra
che attendono
quel guizzo di leggera follia
affinché io possa un giorno
rivolgermi a te 
chiamandoti
,,,,,,,,,,,
Amore

Francesca