Il bandito nella poesia sarda

Se vogliamo fare un giro poetico sul come veniva visto il "bandito" fra i vari poeti sardi non sfugge il taglio nostalgico di Sebastiano Satta in "Vespro di Natale", poeta in lingua italiana, il quale descrive i banditi sardi, nei giorni di Natale, mentre pensano alla loro casa e agli affetti lasciati per "intraprendere" la vita del bandito.

Vespro di Natale

Incappucciati, foschi, a passo lento,
tre banditi ascendevano la strada
deserta e grigia, tra la selva rada
dei sughereti, sotto il ciel d’argento.
Non rumore di mandre o voci, il vento
agitava per l’algida contrada.
Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada
ridea bianco nel vespro sonnolento.
O vespro di Natale! Dentro il core
ai banditi piangea la nostalgia
di te, pur senza udirne le campane:
e mesti eran, pensando al buon odore
del porchetto e del vino, e dell’allegria
del ceppo, nelle lor case lontane.

Piglio più deciso e concreto lo dà, invece, Antioco Casula noto "Montanaru" quando descrive i "bardaneris" (i grassatori), in modo più crudo e concreto in "Andende a bardanare"; a leggerlo in limba sarda pare di vedere dei dipinti, magari quelli di Carmelo Floris, che di paesaggi e volti della Sardegna centrale se ne intendeva. Ho anche pensato di fare la traduzione in italiano ma, aimeh!, credetemi  perderebbe certamente il suo significato più autentico. A questi versi di Montanaru ci sono affezionato, non fosse altro perchè fu uno dei miei primi post (nel blog di tiscali). Ma anche perchè mio padre, di tanto in tanto, mi recitava una delle sue poesie compresa questa.

… vabbè provo a tradurre l’ultima strofa…

"Tottus chimbe che una marrania.
E s’avviein lestros, ben’armados
In mesu a su entu forte, a s’istrazzìa,
Che una truma d’iscominigados."

"Tutt’e cinque come dei marrani.
s’avviano lesti, ben armati
in mezzo al forte vento, alla pioggia battente,
come una torma di scomunicati"

(per la biografia clicca qui)

…(oppure, se vuoi leggerlo in limba clicca qui)

Andende a bardanare

«Sa notte amigos mios est iscura
Che i su trumentu; passat furiosu
Su entu e sighit s’aba a istrasura.

Su procalzu est bezzu e sonnigosu
E in cust’ora dromidu est che procu.
E no intendet nè dannu, nè gosu,

Non solu de intendere unu tzocu,
Pro chi sas arulas siene serente
A su cuile ’e Bau ’e Su Trocu.

Leade sos fusiles lestramente
E andemus a fagher sa bardana!».
Gai neid’in tonu prepotente,

Mimia Monni cun bogh’e campana
In su cuile ’e s’Abile a sos pagos
Amigos chi su notte acuilàna

Che a mazzone subra sos serragos.
Bi fit Bobore Crispu, unu giovanu
De vint’un’annu chi leiat sos tragos

E los frundiat che fustes lontanu,
E in sos attaccos lestru e attrividu.
Bi fit Franziscu Mannu e Bustianu,

Pili Murtinu e Bobore Bandinu,
Tres omines ch’in tottu fid’insoro,
Mai biu, nè mortu hana timidu

In tottu Nuoresu e Logudoro
«Avanti o coragiosa cumpagnia!»
Narein a una oghe a unu coro,

Tottus chimbe che una marrania.
E s’avviein lestros, ben’armados
In mesu a su entu forte, a s’istrazzìa,

Che una truma d’iscominigados.

per le  poesie di Montanaru "Ichnussa" mi sembra il sito più completo!
Cliccare per credere

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29 responses to “Il bandito nella poesia sarda

  • PikkuRuju

    Incappucciati, foschi, a passo lento,…….oddio mi ricorda le elementari al paesello..
    saludos

  • nheit

    belli sempre i versi
    sempre belli
    più passa il tempo più assomigliano ai versi di Omero ,classici di civiltà
    pathos di tempi andati eppur presenti nelle nostre strane vite d’oggi al caldo al sicuro imbalsamate nel niente dei parcheggi indispensabili irrinunciabili.
    Barda ci son dei giorni come oggi che mi sento addosso ereditata da antenati certi ,
    mi piove sopra si dice in sofistica parlata , quell’anima gagliarda disperata fiera forte saggia criminale di bandito nei monti di sa Genna ‘e argentu

  • napartaud

    ..struggenti, i versi.
    Pieni di sogno e desiderio.
    Un inchino.
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

  • perlasmarrita

    Ci andrò su quei siti Bard. non stasera perchè ho ancora gli occhi stanchissimi e nn riuscirei a leggere.
    Ma ci andrò:))
    Ero passata a lasciarti un saluto, per ora :))
    ps. che poi io ho molto da dire sui banditi e sul banditismo. Io lo trovo un movimento che aveva in se del romanticismo 🙂

  • Bardaneri

    pensa un po nheit
    ..incredibile ma non tanto in questi tempi, ho fatto un giro in rete per verificare cosa si dice sui “banditi”. Sono sconcertato. Ne ho trovato diversi, ma tanti, che sparano palate di letame su di loro (per certi vesti giustissimo) ma utilizzano l’argomento come grimaldello per scardinare quello che può essere definito come “orgoglio di popolo”, di cuyi alcuni ne erano i portavoce, quasi a mettere insieme chi si è battuto per i principi della solidarietà e dell’eguaglianza, con chi delinque/delinqueva per il vil denaro. Atteggiamento che ho notato spesso nei giornali: trasformare la “ribellione”, o prinicipi di essa, e l’indignazione popolare, in ribellismo fine a se stesso che porta solo disastri.
    Da li fino al divorare le varie rivoluzioni, come quella di ottobre, che a sentire quel TG2 fu lo spunto per i fascismi.
    Questa è riscrittura della storia, in senso revisionistico.

    saludos

  • Bardaneri

    per Perla:
    ti ho preparato dei link sulla figura “romantica” di Graziano Mesina, bandito romantico
    Mesina, vita da bandito pastore tra faide, evasioni e leggende

    ..la sua figura mitica

    – e altre storie da :
    Archivio ‘900

    credo che a breve ci farò un post.

    saludos

  • perlasmarrita

    Grazie, grazie mille Bard :))
    Oggi pomeriggio farò un viaggetto.
    Intanto ti racconto una cosa.
    nella mia terra il banditismo ha attecchito, come in tutte le terre in cui le condizioni della popolazioni erano miserevoli, a fronte di sfarzo da un’altra parte di popolazione.
    Qui da me ancora si cantano le gesta, che risalgono a prima di graziano mesina.
    Uno dei maggiori scrittori che proveniva da un luogo vicino al mio, Padula, (autore del romanticismo) ne ha trattato in tante maniere tra cui una rappresentazione teatrale
    La mia stessa famiglia fu interessata.
    La famiglia di mia madre, una delle più in vista del luogo, aveva ammassato notevoli ricchezze, spesso a scapito dei coloni e mezzadri(pochi) che lavoravano le sue terre.
    Un giorno un gruppo di “banditi” rapì uno dei due figli maschi, chiedendo un riscatto.
    Siccome la famiglia tergiversava, lo portarono con se sulle cime più inaccessibili della Sila.
    Era un giovanottone molto sveglio e intraprendente. La notte, per evitare che fuggisse ogni componente della banda legava i propri lacci di una scarpa ai lacci di un altro.
    Una notte il mio antenato legò molto lenti i lacci e quando tutti sprofondarono nel pieno del sonno riuscì a lasciare le scarpe e fuggì scalzo.
    Riuscì a salvarsi ma questa esperienza lo segno profondamente.
    Un pò quel che successe a De Andrè.
    Quando, sposatosi, ricevette la sua parte di eredità chiamò a lavorare con se tutti i banditi superstiti alle feroci repressioni che nel frattempo erano state attuate. Li chiamò a lavorare e li trattò da pari, non da subalterni. A due famiglie, che avevano perso il capofamiglia, regalò anche due piccoli appezzamenti di terreno.
    Certo, questo modo di fare non poteva essere visto di buon occhio dagli altri e gli causò anche una perdita sostanziale della propria ricchezza ma… ma quando molto tempo dopo – lui passato ormai a miglior vita – un incendio stava distruggendo tutto quel che gli era rimasto come per incanto arrivarono da tutte le parti persone che si prodigarono fino al limite del sacrificio umano.
    I terreni confinanti furono ridotti a cumulo di cenere i suoi no.
    Il soprannome di mia mamma deriva direttamente da quell’episodio :)))… e si ritrova su certi libri di storia.

  • perlasmarrita

    Sono andata a leggere su tutti e tre i siti.
    Non parla delle origini del banditismo ma in questa frase:
    “Regola numero uno: niente morti. Regola numero due: niente trucchi. Regola numero tre: rispetto per i perdenti”
    ci ritrovo moltissimi punti di contatto con il banditismo calabro (che qui si chiamavano briganti).
    Infatti anche da noi i briganti avevano l’appoggio della popolazione fino a quando, però, non si macchiarono di una grave strage di notabili.
    Le posizioni sono discordanti, alcuni di quei notabili uccisi crudelmente ( furono buttati in un grande fuoco e uno dei banditi tagliò in due una sorta di ciambella di pane, chiamato pitta, e lo intinse nel grasso che scorreva a rivoli) erano ragazzi. Da allora la repressione fu feroce.
    Se ti interessa trovo qualche riferimento storico su internet e lo posto 🙂
    Ciao Bard, buona domenica 🙂

  • Bardaneri

    @ perla:
    a suo tempo avevo postato qualcosa sul brigantaggio, non me lo ritrovo, forse l’ho postato in tiscali.
    Comunque il post cominciava con Briganti se more di E. Bennato.
    Sto continuando a accogliere materiale. Di recente ho letto un libro sul banditismo e le sue origini.
    Ne ho fatto una “storia” in uno dei post recenti.
    http://bardaneri.splinder.com/post/14508261
    Ma il taglio più informativo l’ho procastinato. Forse è giunto il momento.

    saludos

  • VIQUE

    mi e’ venuto un colpo!abbiamo messo ai ferri corti Lorenzo che stava facendo fare tutto a Anne e me e ha preparato un po’ di articoli.uno e’ su Montanaru
    🙂
    lo pubblicheremo nei giorni prossimi

  • Bardaneri

    un colpo!? spero benefico,
    Montanaru è fra i miei preferiti ma fare diversi post è un bell’omaggio. Melius abundare quam deficere

    saludos

  • VIQUE

    un colpo benefico-certo!
    🙂
    per la coincidenza!
    non l’abbiamo ancora pubblicato però abbiamo rilanciato la petizione per salvare il nuraghe Orolio

  • viga

    non conosco questi poeti,grazie per avermeli fatti conoscere.
    La figura del bandito è in positivo nel sud del mondo saccheggiato dai criminali autorizzati da Dio e il Capitale

  • perlasmarrita

    Per una volta sono completamente d’accordo con Davide.
    Credo che il banditismo sia stata proprio una risposta così… e non è un caso che abbia attecchito al sud.
    Ciao Bard, un abbraccio 🙂

  • nheit

    «Sa notte amigos mios est iscura
    Che i su trumentu; passat furiosu
    Su entu e sighit s’aba a istrasura

    amici miei
    come il tormento la notte è scura.
    il vento passa sibila furioso
    la pioggia lo insegue a gran secchiate .

    E Montanaru poi nelle nostre radici
    Est una notte e luna
    de cuddas lunas de atonzu giaras,
    chi cando tue t’acciaras
    a sa ider’andare,
    isperas novamente in sa fortuna…

    è una notte di luna
    di quelle notti chiare di autunno
    che ti accompagnano nel cammino
    e ti fanno sperare nella fortuna
    un’altra volta

  • kreben

    Tottus chimbe che una marrania.
    E s’avviein lestros, ben’armados
    In mesu a su entu forte, a s’istrazzìa,

    Che una truma d’iscominigados.

    C’è in questi versi una tale forza che persino io posso fare a meno della traduzione.
    E’ già uno splendido quadretto, di quelli tutti scuri,con le omre ce passano scure e cupe senza però suscitare timore perchè hanno scelto il loro destino e si adeguano orgogliosi al loro essere.
    In modo diverso c’è quasi una anticipazione del
    “fischia il vento, urla la bufera…” senza però a riferimenti del tipo “scarpe rotte e pur bisogna andar” L’andare è invitabile l’abbandono della normalità è irreversibile e cosciente.
    Mi vengono in mente le descrizioni della Sardegna di Joyce, la moglie di Lussu, un popolo che ha cercato in sè stesso motivi di vita che non fossero di pura sopravvivenza. Senza che alcuno se ne sentisse responsabile, nè la Chiesa, culturalmente povera e sciancata, e neppure un qualche barlume di borghesia di fatto inesistente e comunque estranea ed esterna.

  • Bardaneri

    lo sai kreben che quando ho tradotto quella strofa mi ricordava un certo qualcosa ma non riuscivo a rammentare esattamente cosa. Mi sai che ci hai azzeccato.

    saludos

  • retorico

    Quella di Satta la studiammo alle medie e l’avevo ormai dimenticata.
    Allora mi faceva pensare al buio di un posto sconosciuto, ora al crepuscolo in una zona tra Fonni e Desulo conosciuta un po’ meglio.

  • anonimo

    questa canzone fa scifo

  • anonimo

    as vandal as the guys who post generic viagra links on my page !

  • anonimo

    Sono affascinato da diversi stili di scarpe e stili tra cui scegliere. Penso che ogni persona sceglie uno stile di scarpe o vestiti misura la vostra personalità e come io sono consapevole di questo, ho sempre messo l'accento su quello che io uso per attirare l'attenzione particolare per la persona che desidera attrarre.http://buyonline-rx.com/http://buyonline-rx.com/sitemap.html

  • anonimo

    POETA CIAOOOOOOOOOOOOOO !!!!
    POETA … CIAOOOOOOO…..
    MOLTO BELLA LA POESIA DEL
    BANDITO SARDO……BRAVO !!!…………ARRIVEDERCI

    BENITO

  • anonimo

    NON PèOTHO REPOSARE AMRE E CORO
    PENSENDE A TIE SI DONZI MOMENTU DE SA DIE
    NON  ISTES IN TRISTURA…..
    ……
    MANNAGGIA SUONANA SU CAMPANELLO .. DEVO ANDARE… GIA' TOTTO SUBITU…………. (ALMENO CREDO.)
    BENITO … CIAO

  • anonimo

    torno subito…
    TORNO SUBITO…

  • anonimo

    BRAVO GRAZIANEDDU
    CHE USAVA IL CODICE SARDO
    _*___________________________*_
    BUONA SERATA
    BENITO

  • BENITO

    @_______________________@

    BUON NATALE

    @______________________@

    • BENITO

      BUON ANNO 2015

      SPERANDO CHE CADA QUESTO GOVERNO DELLE TASSE…

      GOVERNATA DA UN EXS SINDACO DELLA SINISTRA,

      SENZA ESSERE VOTATO SCELTO DAL POPOLO ITALIANO.
      ——————————————————————————————-

      (BUONE FESTE.)
      @________________@

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