Dи3trO UNa дOnNa

Владимир Владимирович Маяковский

Indaesécus de una fèmina

Tirau a susu chin su cùbidu una màdriche de nèula,
passabat biacca dae unu frascu nigheddu
e a brìllias isortas in chelu
canudu e grabe a cardabùddidos intremesu sas nues.
In s’arràmene iscazadu de domos de istàinu
a inserru si mantenen sa tremulias de sas carrelas,
Ispulicaos de unu manteddu rùbiu de punna,
sos ribos ch’intraban sos corros in chelu.
Cossas-vulcanos in suta ‘e su ghiàcciu de sas bestes
incunzas de titas prontas po messare.
Dae sos martzapedes cun atzinnos malandrinos
saettas ispuntadas si che urin pesadas zelosas.
Bolu chi cun corfu de taccu si che pesan bolande in chelu
Pregadorias in artària abian cassau deus a cropu:
Cun errisos de sorighes l’abian ispinniau
E risulanas l’abian tentu dae tzaccadura ‘e liminarzu.
S’Oriente las abiat bidas in d’unu gùturu,
prus a susu abiat mòdiu sos denghis de su chelu
e-i su sole tiradu a foras de sa bussa nighedda
abiat pistadu cun arràbiu sas costas de sa cuperta

Dietro una donna

Spostato su col gomito un lievito di nebbia,
Colava biacca da una fiasca nera
E a briglia sciolta nel cielo
Canuto e greve caracollava fra le nuvole.
Nel fuso rame di case stagnate
A stento si contengono i trèmiti delle vie,
Stuzzicati da un rosso mantello di lussuria,
I fumi diramavano le corna dentro il cielo.
Cosce-vulcani sotto il ghiaccio delle vesti
Messi di seni mature già per il raccolto.
Dai marciapiedi con ammicchi malandrini
Frecce spuntate insorsero gelose.
Stormo che a un colpo di tacco si levi a volo nel cielo
Preghiere di altezze presero al laccio Iddio:
Con sorrisi da topi lo spennarono
E beffarde lo trassero per la fessura d’una soglia.
L’ Oriente in un vicolo le scorse,
Più in alto risospinse la smorfia del cielo
E il sole dalla nera borsa strappato fuori
Pestò con cattiveria le costole del tetto.

Vladimir Vladimirovic Majakovskij

dal museo di Majakovskiy

 

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17 responses to “Dи3trO UNa дOnNa

  • anonimo

    e basta con questi comunisti!

  • nheit

    “Mayakovsky entered the revolution like his own home” and declared: “Long live the new regime, new religion, new art and new love!”..

    e-i su sole tiradu a foras de sa bussa nighedda
    abiat pistadu cun arràbiu sas costas de sa cuperta
    e chi se non i comunisti ancora possono accendere il fuoco luce e calore a questo mondo stanco ?

    Barda
    Banditi e Mayakovsky in questi giorni per te
    luce e parola
    in questi blog stanchi chiusi nel sè prigione

  • giovanotta

    non conosco molto le sue opere ahimé.. ma l’immagine del museo intriga
    un saluto

  • Bardaneri

    vedoi nheit che sei in sintonia, i miei messaggi (neanche troppo subliminali) vanno in quella direzione, che non è il sol dell’avvenir, perchè se arriva prima è meglio…

    saludos

  • Loreanne

    Ciao Bardaneri,
    non è che sia troppo romantica quest’ode!
    Trovo dure, queste parole,
    spinose;
    in un momento in cui,
    ho forte bisogno di armonia.
    PEACE…

  • Bardaneri

    @ Loreanne … non è che l’autore andasse troppo per il sottile, è il 1913, il mondo è in ebollizione fino al giorno famoso che sconvolse il mondo: la rivoluzione d’ottobre.

    vedi ad es….

    A voi!

    Voi che vi trascinate di orgia in orgia
    e avete bagni e gabinetti caldi,
    non vi vergognate di leggere sui giornali
    le proposte per la croce di S. Giorgio?

    Sapete voi, incapaci, numerosi,
    voi che pensate a come meglio abboffarvi,
    che in quest’attimo, forse, una bomba ha staccato
    le gambe al tenente Petrov?…

    Se egli, condotto al macello, potesse
    all’improvviso vedere, dal fondo delle sue ferite,
    come voi col labbro unto di cotoletta
    lascivamente canticchiate Severjanin!

    A voi, dunque, amanti delle donne e del cibo,
    dare la vita per il vostro solo piacere?
    Io, piuttosto, alle puttane in un bar
    offrirò succo d’ananas!

    pochi spazi per il romanicismo!!!

    saludos

  • nheit

    “Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    Voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane”
    Primo Levi

    quando serve devi mordere con gengive e denti aguzzi e spinose parole chi ti sta davanti senza tregua ad armi più affilate.La pace non è una parola romantica da divano e passeggiata armonica .
    la pace è un soprassalto continuo costruito di scomode risposte e domande e azioni
    e poi silenzi dentro e fuori sé.Il romantico però la può affiancare con attenzione e cura al giusto posto così con lucida ironia
    “Tu
    Sei venuta
    a cercare il mio ruggito,
    la mia corporatura:
    hai guardato,
    ed hai visto
    che sono solo un ragazzo.
    Hai preso,
    hai tolto il cuore
    e così semplicemente
    ti sei messa a giocare,
    come una bambina a palla.
    E tutte,
    come davanti a un miracolo:
    “Amare uno così?
    Ma quello ti si avventa contro!
    Sarà una domatrice.
    una che viene da un serraglio!”
    Io, invece, esulto.
    No,
    niente giogo!
    impazzito di gioia,
    saltavo,
    come un indiano a nozze, saltavo
    tanto mi sentivo allegro,
    tanto leggero”

  • Bardaneri

    majakoskiy seppe essere anche leggero e vellutato in amore

    “se io qualcosa
    ho scritto
    se qualcosa
    ho detto
    è colpa
    degli occhi di cielo
    degli occhi
    della mia amata

    ma anche rude

    L’amore
    non è paradiso terrestre,
    a noi
    l’amore
    annunzia ronzando
    che di nuovo
    è stato messo in marcia
    il motore
    raffreddato del cuore.

  • pesse

    salludusu bardaneri.
    seu cuntentu chi ti praxiada sa musica chi acuttu..
    ti acciungiu intra a is amigusu!

  • iry50

    io li trovo molto belli questi versi , profondi e che fanno riflettere anche se antichi ancora rispecchiano una parte di questa era
    baci baci iry

  • nheit

    versi di notevole impatto visivo .scorriamo il suono delle parole
    seguiamole con gli occhi
    Tirau a susu chin su cùbidu una màdriche de nèula,
    passabat biacca dae unu frascu nigheddu
    e a brìllias isortas in chelu
    canudu e grabe a cardabùddidos intremesu sas nues

  • perlasmarrita

    Com’è bella la poesia che hai postato al #10!!!
    Perchè non la traduci in sardo Bard, che la posto anche da me? :)))
    Con tutta la calma possibile eh 🙂

    Intanto un grande abbraccio, Bard e si biri luego 🙂 (ho scritto giusto??)

  • viga

    IL POETA!!!!!!!
    semplicemente questo

  • Loreanne

    mai mi permetterei di criticare i grandi dellaletetratura o della poesia, me ne guardo bene,
    è solo che , anche un’opera sublime
    necessita del “momento giusto”.

  • Charla

    я очинь люблю маяковсктий….. 😛

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