Archivi del mese: luglio 2008

Musica ribelle

Musica reberde

Anna tenet degheott’annos e s’intendet meda sola
tenet sa cara trista e no narat un’allega
tantu est segura chi nemos l’at a cumprender
e mancari las at a cumprener tzertu no l’at a traire
e su sero in s’aposentu inantis de dromire
leghet de amores e de totu sas aventuras
inintro a sos libros chi qualchi àteru iscribet,
chi bisat su notte, ma chi a de die apustis no bivit

e ascurtat sa radio sua cara pro intender
unu pagu de bonusensu de boghs prenas de calore
e sas istrofas isanimadas de totu cuddos cantantes
cun sas caras de pitzinnos e cun sos coros issoro segados

ma de calchi tempus est difìtzile fughire
b’est carchi cosa in s’aghera chi no podimos no ischire
et dulche, ma forte e no t’iscapat mai
est un’unda chi creschet e ti sighet in totube…..

Est sa musica, est sa musica reberde
chi ti drinnit in sos ossos, chi ti ch’intrat in sa pedde
chi ti narat a bessire, chi t’abochinat de mudare
de mollare sos corfos e de si ponner a lutare

Marco de discos faghet sa colletzione
e conoschet a memoria cada noba formatzione,
e intantu bisat, de andare in California
o sas jennas de su cosmo, chi istan in Germania

narat: "inoghe in fundhu sa musica non est mala,
su chi no aparat sunis solu sas allegas".
Ma poi las torrat a agatare cada borta chi andat a foras
inintro sos manifestos o iscritas in sos muros…..

Est sa musica, est sa musica reberde
chi ti drinnit in sos ossos, chi ti ch’intrat in sa pedde
che ti narat a bessire, chi t’abochinat de mudare
de mollare sos corfos e de si ponner a lutare.

video su youtube

Musica ribelle
Eugenio Finardi
(1976)

Anna ha diciotto anni e si sente tanto sola
ha la faccia triste e non dice una parola
tanto è sicura che nessuno capirebbe
e anche se capisse di certo la tradirebbe

e la sera in camera prima di dormire
legge di amori e di tutte le avventure
dentro nei libri che qualcun altro scrive,
che sogna la notte, ma che di giorno poi non vive

e ascolta la sua cara radio per sentire
un po’ di buonsenso da voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti

ma da qualche tempo è difficile scappare
c’è qualcosa nell’aria che non si può ignorare
è dolce, ma forte e non ti molla mai
è un’onda che cresce e ti segue ovunque vai…..

E’ la musica, è la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare
di mollare le menate e di mettersi a lottare

Marco di dischi lui fa la collezione
e conosce a memoria ogni nuova formazione,
e intanto sogna, di andare in California
o alle porte del cosmo, che stanno su in Germania

dice: "qua da noi in fondo la musica non è male,
quello che non regge sono solo le parole".
Ma poi le ritrova ogni volta che va fuori
dentro i manifesti o scritte sopra i muri…..

E’ la musica, è la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare
di mollare le menate e di metterti a lottare.


Porci comodi.

– Manipolazione delle coscienze.
– Controllo dei media.
– Serpenti a sonagli che si fanno Leggi ad hoc.
– Riscrittura dei testi scolastici, perchè, come disse G. Orwell in ‘1984’ "Chi controlla il passato, controlla il futuro".
– Legislatori asini.
– Ministre oche.
– Popolo bue, quand’anche non si fa gregge di pecore.
– Mondo cane.
– Opposizioni scimmiottanti.
– Coccodrilli che piangono dopo aver divorato la sinistra.
– Sciacalli triturano brandelli di Costituzione.
– Struzzi non votanti continuano a far finta di niente.
– Stormi di aquile skin all’assalto del cielo.
– Precari transeunti.
– "Cani poliziotti aizzati contro altri animali".
– Canes sutta de mesa (cani sotto il tavolo), alla ricerca di briciole.
– "Padroni maiali, domani prosciutti"
– Indici dritti, da ostentare con ghigno divertito.
– Jene ridenti ad ogni mossa del Capo.
– Otarie in spiaggia indifferenti di due corpicini Rom privi di vita.


  
"Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due"
(Parte finale de "La fattoria degli animali" di George Orwell)


All'imbarco

<<Imbarco Civitavecchia – Tirrenia ore 22.30 – Nuraghes/Sh>>. Leggeva l’indicazione nel cartello ingiallito, con aloni brumati in prossimità dei supporti metallici. Poco male, pensò. Mancano meno di due ore; uno sguardo ai documenti, al biglietto. "Quasi quasi si va dal tabaccaio". Pensò assorto in una espressione vuota. Ma non aveva smesso di fumare da dieci anni?! Chissà cosa gli era preso. Forse quell’atto automatico, anzi quel pensiero automatico,gli era capitato tante altre volte gli anni che furono. Con la faringite cronica non gli potevano venire idee più esiziali?! "Ma una birra… una birra si può bere". Pensò, quasi distratto. Passare in mezzo alla gente senza conoscere nessuno è una bella sensazione. Venire da un posto dove il controllo sociale era asfittico per finire in un luogo dove sei, dove si è, nessuno, è già una bella vacanza mentale, una sorta di walk-about cerebrale. Eppure si era impegnato nell’evitare di socializzare nel luogo dove era dovuto emigrare, già dal primo giorno che ci aveva messo piede. Ma niente da fare. Lì aveva trovato una comunità di un paese limitrofo al suo e alla fine sapevano tutto di lui, anche i casini che si portava dentro.
Raggiungere la cassa del bar in questo caos di vai e vieni ti fa aumentare la sete. Una casino di gente. "Ma dove cazzo vanno? già, al mare! Mi sa che questi tempi grami sono per tutti". Lo pensò quasi a voce alta, al punto da far girare un signore di mezza età…"dice a me?", "A me cosa?" bofonchiò … con la voce impastata. Non più "vacanze" lunghe. Ferie mordi e fuggi una decina di giorni, magari da parenti. Capiva questa frenesia diffusa. Vacanza veloce, veloci divertimenti, salutare amici e parenti, dormire poco per assorbire quanto più possibile i tuoi luoghi, mare, eritemi solari, festa patronale, per poi ripartire. Questa è la sensazione che ricavava. Questo leggeva nei visi, nel trasudare delle loro intenzioni esposte alla calura, coi visi paonazzi.

Ma lui chi era. Come chi era?!. Dopo tanti anni era un altro, partito per dimenticare cose spiacevoli, oggi veramente non ricordava più cosa. Rimosse freudianamente. Aveva sempre cercato, riuscendoci alla fine, di passare inosservato. Abiti normali, poche parole, pochi interessi, oltre la lettura. Gli altri a poco a poco l’avevano, finalmente, sgregato. L’estate però arriva per tutti, anche per lui. Tornare al luogo d’origine, aggiustare alcune questioni relative agli immobili, per la verità pochi, di famiglia, evitando di scontentare i parenti stretti. Firmare le carte dal notaio, già tutto predisposto a puntino. Aveva l’intenzione di farsi dare la sua parte in denaro. Per poi sparire di nuovo, senza creare problemi fastidi o scazzi. Il biglietto andata e ritorno in nave (l’aereo lo detestava) entro la settimana lo metteva a riparo da eventuali giri fra i parenti, anche perché la scusa del disbrigo pratiche era buona e non avrebbero avuto nulla da obiettare. "Tanto", diceva, "torno prima possibile". Ma non sarebbe più ritornato. Le sue visite si erano diradate negli anni. Sradicato da quei luoghi, non gli appartenevano più. Gli anni si sommavano, diventando lustri. Lui però aveva sempre un aspetto giovanile. Bevuta la birra, lette una trentina di pagine del suo autore preferito, un noir che si lasciava divorare a grandi morsi, gli restava appena una mezz’ora per l’imbarco.

Questa è una storia come tante. Senza un inizio o una fine. Decontestualizzata, forse ambientata negli anni 70, periodi della contestazione settanntasettina, ma anche negli yuppistici anni 80, parafrasando gli Ustmamò "già cos’è l’eternità se gli anni ’80 era tanto tempo fa"; oppure questi giorni. Non credo che possa importare a qualcuno. Probabilmente una storia comune a tante, o mai esistita, in ogni caso un pezzetto di storia.

"Al Ayam Shibti W Ana Sghir
Sono giovane,
eppure gli eventi
hanno imbiancato già i miei capelli"
– Al Ayam (CCCP)


mestieri…

Is coloris de is mestieris

Deu sciu is coloris de is mestieris:
funt biancus is panatteris,
si ndi pesant inantis de is pillonis
e tenint pòddini in is pillus;
funt nieddus is pulizimineras,
de setti coloris funt is imbianchinus;
is operàius de s’officina
tentint una bella tuta colori ‘è xelu,
tenint is manus brutas de ollu:
is preitzosus bandant in giru,
no s’imbrutant mancu unu ‘idu
ma su mestieri chi faint no est puliu


Pace

Sa paghe

O paghe, chi cadaunu amat, chi isperat
dae su primu sole a s’ùrtima die,
no ses tue puru un’umbra, una chimera
chi li sighit trumentu mannu chi caminat istraca?
A ghite chircare supra de montes s’arrastu tuo,
o in s’oru ‘e mare, o in su silèntziu agreste,
a ghite isperare intre de sos biancos bratzos tuos,
in sinu tuo amparu dae sas temporadas,
chi Dante t’iat chircau, dae mundu in mundu
disterrau istracu e afadicadu su pede,
Si Faustu po unu brutu basu tuo,
de badas comente a Deus, si fut intregadu?
Prus de sa gloria, prus de sa forthuna,
in sos zòbanos bisos meos ego t’abio fentomadu,
o Paghe… e tue simile ses a sa luna,
chi su sole sighit e non sighit mai

Keith Haring – Pisa 1989

La Pace

O Pace, che ciascuno ama, che spera
dal primo sole all’ultima giornata,
non sei tu pure un’ombra, una chimera
a cui dietro gran turba erra affannata?
A che cercar sui monti la tua traccia,
o in riva al mare, o nel silenzio agreste,
a che sperar fra le tue bianche braccia,
nel tuo seno un rifugio alle tempeste,
se Dante ti cercò, di mondo in mondo
esule stanco affaticato il piè,
se Fausto per un tuo bacio all’immondo,
inutilmente come a Dio, si diè?
Più della gloria, più della fortuna
nei miei giovani sogni io t’invocai,
o Pace… E tu sei simile alla luna,
che il sole insegue e non raggiunge mai.

Umberto Saba – Canzoniere Apocrifo – 1900-1920


Premio blog

Premio blog
“I premi  sono come le ciliege: se ne arriva uno è facile che poi ne arrivino molti altri …”  dice la mia amica blogadora Francesca nel suo blog che mi nomina e mi trascina, piacevolmente, in questo simpatico “gioco” estivo.
Intanto metto nella bacheca questo gradito premio di: Perlasmarrita.
Da Perlina non c’è sicuramente da annoiarsi, garantisce una mole importante e interessante di post che sono anche una grande mole qualitativa. Dalla cultura, con la C maiuscola, al cinema, politica, emarginazione sociale, musica, test, inchieste, petizioni e … last but no least … le sue poesie, di cui ogni tanto mi onoro di tradurre in limba sarda
Ti ringrazio per l’affetto dimostrato. Saludos amiga mia de su coro

 
 

"Il premio Brillante Weblog è un premio per siti e blog che risaltano per la loro  brillantezza nei temi e nei design e con lo scopo di promuovere ancora una volta  la blogsfera nel mondo."

Regole:
1) Al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato con l’indirizzo del suo blog;
2) Scegliere un minimo di 7 blog (anche di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro design, esibendo il loro nome e il loro link;
3) Avvisare che hanno ottenuto il premio Brillante Weblog;
4) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi premi (FACOLTATIVO).

 
Ed ecco le mie "nomination "….
1. 
Rosaluna: Su iscialu de sa ighina, Pensieri e racconti dalla Sardegna. Già, pensieri e racconti.Spesso ironici e gustosi. Ironici secondo lo stile della nostra terra, la Sardegna. Grazie Rosaluna per le pillole di saggezza popolare che ci-mi regali

2. Nheit:  autentica shardana, mi segue spesso nelle mie ambientazioni, nei luoghi di transito  che ri-cerco senza sosta. Apparentemente non si sa  dove andare, ma spesso ci ri-troviamo in quei meandri che furono di altri, ma che sono anche i nostri.
 
3
Fronesis :Una autentica scienziata-politica animata dal fuoco della poesia, post interessanti, una militante di sinistra, conoscitrice di Gramsci, di questi tempi mica poco.

4. Eva Carriego: nuorese d.o.c., cardiologa errante nel mondo internetiano che di tanto in tanto ci onora di buoni racconti, “Baffi di cacao” dopo averlo acquistato l’ho divorato-letto in poche ore.

5. El Giramundo: tematiche sociali, la pace, la solidarietà, diritti civili, per citarne alcuni, sogno gli ingredienti con cui animano il blog,  sapientemente dosati, riescono a fotografare il mondo che ci circonda. Un mondo che spesso non ci piace.

6. MarcellaTicca: Autentica e sensibile. Animata spesso da dubbi, ma chi non ne ha scagli la prima pietra. Dotata di sensibilità artistica e musicale. Da non scordare … ha origini nuoresi. Un punto a suo favore.

7. PieroC: Militante di sinistra, per chi non se ne fosse accorto è l’area che frequento da quando ho avuto il dono della ragione, mi trovo spesso d’accordo anche perché le tematiche affrontate, es. il precariato, sono fra le mie priorità. Alè Sicilia.

8. Nepartaud: Poeta, viaggiatore nelle strade della anima. Dice di se “"Io sono nato libero… o almeno, lo voglio credere. E se dovrò morire, morirò seguendo la mia libertà… insieme a tutti voi… perché è anche la vostra!!!"”

Per ora indico questi blog, in ordine sparso. Mi verrebbe la tentazione di indicarne tanti altri, la scelta è ampia e tanti sono gli amici blogheris che frequento. Per ora grazie a tutti voi.