Archivi del mese: agosto 2008

Tamburi di guerra.

Ministri degli esteri a confronto… a distanza di pochi mesi

KOSOVO:D’ALEMA,SENZA RICONOSCIMENTO RISCHI PER TRUPPE ITALIA
(ANSA) – ROMA, 20 FEB – ‘E’ ora interesse dell’Italia procedere ad un rapido riconoscimento del Kosovo’, vista anche l’ingente presenza di militari italiani che senza il riconoscimento sarebbero esposti ‘a dei rischi evidenti’ e ‘dovremmo ritirarli’. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D’Alema parlando oggi alla Camera del Kosovo.
Dopo aver ricordato che l’Italia schiera nel paese balcanico gia’ un contingente di circa 2.600 uomini della missione Kfor, e si appresta a inviare piu’ di 200 civili per la missione ‘Eulex’, il titolare della Farnesina ha aggiunto rivolto ai parlamentari: ‘se non riconoscessimo sollecitamente il Kosovo questi uomini non avrebbero la necessaria copertura politica e diplomatica per operare sul terreno e interagire con le autorita’ di Pristina. Gli esporremmo a dei rischi evidenti.
Dovremmo ritirarli. Il che non gioverebbe a nessuno’. (ANSA).

"dovremmo ritirarli"!!!!!!!
povero D’Alema …una vera iattura per le industrie belliche

FRATTINI: C’E’ RISCHIO SERIO DI BALCANIZZAZIONE (ANSA) 27 AGO 2008 – "Una balcanizzazione su base etnica del Caucaso è un pericolo serio per tutti". L’allarme viene dal ministro degli Esteri Franco Frattini nel suo intervento alla Camera. "Si cambia il criterio della cittadinanza con la base etnica e ciò ci deve seriamente preoccupare tutti", ha aggiunto subito dopo aver appreso del riconoscimento del Cremlino dell’indipendenza di Ossezia ed Abkhazia.

"Una balcanizzazione su base etnica del Caucaso"!!!
Invece nei Balcani la balcanizzazione va bene?

il punto di vista di Daniele Scalea Redattore di “Eurasia, rivista di studi geopolitici”

da "iL Manifesto" 10.08.2008
Manlio Dinucci
"E’ il petrolio del Caspio che alimenta il "farò della libertà" della Georgia. Da qui passa l’oleodotto che collega il porto azero di Baku, sul Caspio, al porto turco di Ceyhan sul mediterraneo: un "corridoio energetico" promosso nel 1999 dall’amministrazione Clinton e aperto nel 2005, lungo un tracciato di 1.800 km che aggira la Russia a sud. Per proteggere l’oleodotto, realizzato da un consorzio internazionale guidato dalla britannica Bp, il Pentagono addestra forze georgiane di "risposta rapida". Dal 1997 infatti il "faro di libertà" della Georgia è alimentato da Washington anche con un flusso crescente di aiuti militari. […] Secondo fonti del Pentagono citate dal New York Times (9 agosto) vi sono in Georgia oltre 2.000 cittadini Usa, tra cui circa 130 istruttori militari".

 

E le navi…vanno

(ANSA) 27 AGO 2008
(…)
NAVI FLOTTA RUSSA IN ACQUE ABKHAZIA
Un gruppo di navi della flotta russa del Mar Nero, tra cui l’ammiraglia, l’incrociatore portamissili Moskva, è arrivato nelle acque territoriali della regione georgiana indipendentista dell’Abkhazia. Lo riferisce l’agenzia Itar-Tass, citando il comandante della flotta di stanza nella base di Novorossisk, Serghei Miniailo. L’alto ufficiale ha spiegato la presenza dei vascelli con l’obiettivo di "sostenere la pace e la stabilità in Abkhazia e nelle sue acque". "Stiamo controllando le acque territoriali dell’Abkhazia e gli spazi acquei adiacenti, il compito delle navi è quello di non consentire il trasporto di armi", nonché "svolgere una missione umanitaria", ha proseguito.
(…)
NAVE USA AL PORTO DI BATUMI PER AIUTI UMANITARI
Una nave da guerra Usa, la ‘Dallas’, é arrivata al porto georgiano di Batumi con un carico umanitario. Lo riferisce l’agenzia Interfax. Il vascello, come pure la ‘USS McFaul’, era atteso inizialmente al porto georgiano di Poti, dove però stazionano forze russe. Mosca continua a mettere in discussione la natura umanitaria dei carici delle navi americane e a criticare l’intesa attività di navi Nato nel mar Nero.

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Luci accese… nel cielo sempre più blu.

Le Luci Della Centrale Elettrica 

  

Vasco Brondi, ferrarese di 24 anni, Si definisce un cantautore denuclearizzato, preso "per mano" da Giorgio Canali (ex CCCP-CSI) è riuscito a dar garbo e maniera alla sua voglia di esprimersi, accendendo "Le Luci Della Centrale Elettrica" pseudonimo/nick del suo essere cantautore/punk.
Schemi e frasari a volte paiono presi in prestito da Giorgio Canali, almeno sul fronte pacifista, "Senti i tuoni, senti i tuoni/Senti i tuoni dagli Stati Uniti bombardare l’Iraq, bombardare l’Iraq, bombardare l’Iraq/Saremo i vostri migliori fornitori di mine" (Fare I Camerieri).
I riferimenti musicali si vedono e si sentono, ma pare non vergognarsene, anzi ci tiene a evidenziarli: Rino Gaetano è l’autore che più usa/utilizza come impianto vocale simil urlato. Ma se vi capiterà di ascoltare “Canzoni Da Spiaggia Deturpata”, in dieci tracce cantate, noterete come anche i Massimo Volume e i CCCP, compresi gli Offlaga Disco Pax, vengano messi nel frullatore delle sue idee.
Se poi vogliamo andare ancora indietro ci vedrei anche parte di Venditti, nessuno me ne voglia!, almeno quando era cantore del disagio giovanile. Ad es. se ascoltate <<Campo de’ fiori (Quando Verrà Natale)>>"…Il tempo ha già sconfitto le ombre di un’età/e gli amori sono proprio veri/e non ho più paura della libertà/ (…)Campo de fiori io non corro più/sulle strade di ieri/Il tempo ha già sconfitto i soldi di papà/ e le partite stavolta sono proprio vere/ e adesso ho un po’ paura della libertà"; e la stessa "Marta" "…Lotta Marta nella sera/io sarò vicino a te/amerò le tue speranze/il tuo tempo vincerà/anche per me", vi accorgerete come quel filo di speranze di libertà, interrotto alla fine della stagione 77, sepellita dal yuppismo anni 80, ma anche dalla legislazione dell’emergenza, viene ripreso da "Le Luci Della Centrale Elettrica".
Per fortuna, dico per fortuna, all’indomani della sconfitta storica della sinistra, di quello tzunami elettorale che ha spazzato via milioni di voti utili e speranze, qualcosa si muove, almeno nell’orizzonte musicale.
Bagliori nei cieli cupi ("cielo padano plumbeo") di questo nuovo millennio, luci, finalmente, almeno con la speranza alla Rino Gaetano che i cieli siano sempre più blu, tanto ci sarà sempre "chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia…chi suda, chi lotta, chi gli manca una casa…Ma il cielo è sempre più blu".Cantore di disagio del duemila, all’acre odore di banlieue:"I cassonetti in fiamme fanno un odore strano/I nostri discorsi seri,di ieri, intercettati dai finanzieri"(La Lotta Armata Al Bar).
Quindi testi crudi, taglienti, concreti, attuali. Un linguaggio giovanile che proviene da chi pare non abbia più riferimenti politici e culturali, con l’amarezza e la rabbia di chi abita/vive un oceano di isolamento nonostante le autostrade internetiane e i mezzi di comunicazione, ma che per fortuna, almeno a scavare dentro i suoi testi, vuole uscirne vivo, magari in controtendenza rispetto allo slogan punk "no future" di sexpistolsiana memoria.
Il raccontare ciò che è l’oggi, fuori (ma non del tutto) dagli schemi estetici del punk filosovietico militante dei CCCP (riferimenti alle coop compresi"..E i CCCP non ci sono più (felicitazioni) … da un bel po’<<La Gigantesca Scritta Coop >>")  per un "giovane" che ne ha le palle piene di stereotipi di "Amici" della DeFilippi, e che quindi deve sfangarsi il quotidiano, fatto di precarietà, può non sembrerà trend ma è concreto, vero, reale, che si preoccupa, oltre del presente, del dopo…"cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero"(La Lotta Armata Al Bar), cantato fuori dai denti.
Controindicazioni: Sconsigliato per chi ama musica ambient e/o romantica. La distorsione della chitarra (talvolta la scordatura) che si confronta con i testi forti e quasi urlati possono dare dipendenza.Mentre svanisce la coltre fumosa dei lacrimogeni, regali degli antisommossa-G8, si reclamano "futuri inverosimili". Chissà, ai posteri l’ardua sentenza
Saludos

 

Lacrimogeni  

Negli appartamenti subaffittati
Sulla scia dei carri armati parcheggiati
Senza toglierci le scarpe ci siamo addormentati
Rovistando tra i futuri più probabili
Voglio solo futuri inverosimili

E non avere mai le mani fredde
E non finire mai le sigarette
E proteggimi dai lacrimogeni
E dalle canzoni inutili
E proteggimi le sopracciglia dai manganelli
E nello scrosciare delle piogge acide

Portami a bere dalle pozzanghere
Portami a bere dalle pozzanghere
Portami a bere dalle pozzanghere
Portami a bere dalle pozzanghere
Portami a bere dalle pozzanghere
Portami a bere dalle pozzanghere

le luci della centrale elettrica in My Space
il blog


TV? no grazie, preferisco leggere.

Ultimamente ho trascurato la lettura di libri che mi ero prefissato di leggere, uno fra i tanti"Italian fiction" di Michele Vaccari (dalla prefazione mi pare meriti una lettura, poi vi farò sapere);

ed ho trascurato, fra i vari propositi, l’ascolto di una vagonata di musica scaricata in rete, ad es. "Le Luci della Centrale Elettrica", alla faccia della siae … free mp3!!!

Intanto fra un pensiero bolscevico e l’altro, fra una girata di falce e il solleone, vedrò cosa posso fare. Credo di riuscire a leggere ed ascoltare il pregresso, ovviamente l’invito è rivolto a tutti. Leggere molto, zero TV, molta musica.
Va da se che una capatina in rete la farò ma in misura minore. Se mi viene una ispirazione, ovviamente, la posterò.
Saludos


Mondo precario.

Mondo precario!
Altro che ferie o vacanze!
…Brunetta e Sacconi
f.o.t.t.e.t.e.v.i.

Precariato.

Con il termine precariato si intende, generalmente, la condizione di quelle persone che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa che rileva, contemporaneamente, due fattori di insicurezza: mancanza di continuità del rapporto di lavoro e mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura; con questo termine si intende fare altresì riferimento al cosiddetto lavoro nero e al fenomeno degenerativo dei contratti c.d. flessibili (part-time, contratti a termine, lavoro parasubordinato). Occorre rilevare che sebbene flessibilità e precariato siano due fenomeni solo indirettamente correlati, ma non sovrapponibili e assimilabili, si caratterizzano entrambi per l’espansione delle forme contrattuali atipiche.

All’interno degli schemi contrattuali c.d. flessibili, il precariato emerge quando si rilevano contemporaneamente più fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all’assenza o meno dei meccanismi di anzianità e di Tfr, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale. Il precariato si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore dentro gli schemi del mercato del lavoro e limitazione, quando non violazione, dei diritti d’associazione sindacale. Soprattutto il precariato intacca la qualità della vita in termini di progettualità personale e sociale.

Per i Giuristi democratici la norma sui precari è un attacco al nostro ordinamento giuridico

Schiavi del precariato

vari link www.flessibilieprecari

Cenni storici sul precariato nella scuola