Archivi del mese: settembre 2008

«No Gelmini Day»

– giovedì 2 ottobre 2008 –

"No Gelmini Day"

No-Gelmini day and night
di Militant A (Assalti Frontali)
su Il Manifesto del 30/09/2008

Sono un genitore della scuola Iqbal Masih della periferia sud est di Roma, in mobilitazione permanente dal primo settembre e vi scrivo da queste mura che sono ormai come una seconda casa. Siamo in emergenza, in allarme rosso e non c’è un’ora da perdere perché dobbiamo bloccare il Decreto Legge 137 del ministro Gelmini. Molti capiscono che è una legge dannosa per la scuola pubblica, ma solo chi è dentro questo mondo può già percepire la violenza che si sta abbattendo addosso ai nostri figli. Dietro la formula del «maestro unico» (e la farsa del grembiulino) ci stanno togliendo sotto gli occhi una delle poche cose che funzionano in Italia: la scuola primaria del tempo pieno. Noi siamo angosciati dalle notizie che arrivano dal ministero e dalla disinformazione in atto, ma anche carichi e determinati a vincere questa battaglia o a vendere cara la pelle. In questi giorni qui all’Iqbal Masih succedono cose incredibili: genitori già gravati da cento impegni e maestre e maestri di tutte le classi si stanno trasformando in leoni che lottano. Il 15 settembre, alla prima campanella, abbiamo deciso di occupare la scuola. E’ stata una decisione presa alla maniera classica con alzata di mano durante un’affollata assemblea, ma per il resto tutta questa esperienza è nuova, fresca, totalmente autorganizzata di giorno in giorno. Simonetta Salacone, la direttrice, la chiama presidio permanente ed è felice di aprire la scuola a questa esperienza che ci fa crescere tutti e ci permette di comunicare e spiegare le ragioni della lotta. Nella sala grande del plesso abbiamo fatto la nostra base e c’è un via vai continuo di gente che viene per restare o solo per portare un appoggio o prendere contatti o portare una torta per i bimbi. Arriva il pedagogo Alberto Alberti a raccontare perché fu deciso di introdurre i due maestri e il tempo pieno e fa un discorso chiaro davanti a trecento persone: «Chi dice riduciamo il tempo nella scuola non ce l’ha col tempo pieno, ce l’ha con la scuola! Vogliono che i ragazzi vengano bocciati per mandarli alla scuola privata, vogliono clienti per la scuola privata». Quando scende la sera srotoliamo i sacco a peli e i materassini per dormire tutti insieme, bambini, maestre e noi genitori in un clima di gioia e eccitazione che è difficile da contenere. Questa notte a scuola oggi è speciale e vale più di un giorno di lezione normale. Sono le esperienze formative come queste che fanno la conoscenza e oggi impariamo a lottare per i nostri diritti. Se ci si addormenta a mezzanotte, per questa volta non fa niente. Piano piano scende il silenzio e noi «grandi» facciamo turni di «guardia» ogni due ore, e che sia un’occupazione nuova si vede anche quando arriva la pattuglia della polizia al cancello: ci chiedono se abbiamo bisogno di qualcosa e che possono fare per noi, poi si allontanano dicendo che abbiamo ragione. Sveglia alle 6.30 per pulire tutto, alle 8 comincia la lezione regolare, arrivano gli altri genitori con i loro figli. C’è chiaramente anche chi è scocciato dagli striscioni, dalle magliette, dalle assemblee, dalle foto e gli articoli sui giornali. Mentre volantiniamo si accendono discussioni. Qualcuno minaccia di togliere i propri figli e trasferirli dalle suore (contenti loro…). C’è chi è fatalista e già sconfitto per cui non c’è niente da fare. Chi è confuso e convinto che maestro unico e tempo pieno sono un aumento della qualità come dice la Gelmini. Buonanotte. La maggior parte, però, comincia a comprendere meglio i meccanismi della truffa che ci stanno cucinando. Non c’è nessuna riforma in atto, è Tremonti il pedagogo di riferimento della Gelmini. Bisogna fare cassa? Tagliamo le spese e gli stipendi dei militari! E’ venerdì 26 settembre, quando dopo una settimana di occupazione e una di assemblea quasi permanente, usciamo dal cancello dell’Iqbal Masih e attraversiamo il quartiere Centocelle con più di duemila persone. Con 38 scuole al nostro fianco. Dobbiamo resistere. Dobbiamo intensificare le azioni. In questi giorni il decreto arriva in parlamento per l’approvazione alla camera. Abbiamo sentito istituti della Puglia e di Milano, maestri del Veneto, a Bologna la scuola elementare XXI aprile ha occupato e anche a Quartu S. Elena vicino Cagliari (e si chiama anche lei Iqbal Masih). Una scuola di Torre in Pietra ci dice che sono pronti a entrare in occupazione. La situazione è bollente. Dopo un veloce consulto collettivo lanciamo per giovedì 2 ottobre prossimo in tutta Italia un «No Gelmini Day». E’ un modo per far parlare insieme queste scuole e le università, per produrre uno sciame di azioni diffuse. Chi può presidiare oltre l’orario scolastico è il momento di farlo. Anche chi si sente isolato può fare qualcosa. E che sia il giorno prima o quello dopo va bene uguale. Attacchiamo striscioni ovunque perchè sia chiaro e visibile il nostro NO! Ricordate le bandiere dell’arcobaleno appese alle finestre? Che ogni scuola abbia il suo striscione. Sarebbe bello che ognuno faccia una foto scrivendo il nome della scuola e la città e la invii a questa mail: nonrubatecilfuturo @ gmail.com . Poi chiederemo a trasmissioni «amiche» come Blob o Striscia o le Jene o la Dandini se possono mandarle tutte con la musica di sottofondo dell’intervallo di un tempo (quando appunto c’era il maestro unico) a rappresentare una rete di scuole in lotta e degne che sono la nostra Repubblica. Come uno spot contro il decreto. Mettiamo sotto pressione la Gelmini. Noi amiamo e difendiamo la nostra scuola.

Firma contro il maestro unico

Video "Fioccolata" contro il maestro unico – Roma 26-09-2008

NO Gelmini day: la FLC Cgil sostiene la mobilitazione delle scuole

rifondazione

No al maestro unico Blog


Sguardi

Ogni tanto occorre fermarsi, riflettere, analizzare, fare il punto, poi, con zaino in spalla, riprendere il cammino, come fa ogni tanto Nheit.

E i versi di Perla, da questo punto di vista, rinfrancano e danno … una mano.
Grazie a tutte e due

Sguardi

Il mondo guarderò con il tuo sguardo 
E saranno fotogrammi di bellezza. 
Saranno riflessi  di luce
per parole stanche.
Disegnati con  colori senza tempo
fermati  su carta stropicciata e smessa.

(Francesca)

Miradas

Su mundu ap’a badiare cun sa mirada tua
e ana a esser fotogrammas de bellesa.
ana a esser riflessos de lughe
po allegas istracas.
Pintaos cun colores chene tempus
arrumbaos in paperi grenziu e betzu.

(Frantzisca)

 


Al Partito!

"No t’inserrist, Partidu, in is aposentus tuus, abarra amigu de is piccioccus de arruga"

"Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada"
Vladimir Vladimirovič Majakovskij
(Влади́мир Влади́мирович Маяко́вский)


Gelmini Vs. Scuola

Semplice calcolo aritmetico:

Scuola:

87.000 docenti +
43.000 a.t.a.  =
________________
130.000 Tagli

Alitalia: 4000-6.000 esuberi

Non mi sembra che 130.000 tagli nella scuola abbiano creato grande sgomento o rabbia nell’opinione pubblica.
Su la testa eccheccazzo!
W la scuola pubblica!


il nine eleven del Popolo cileno, 35 anni fa

…ovviamente, il grande tubo catodico (e non solo) fa di tutto per cancellarne la memoria!

Salvador Allende, 11/09/73

L’ultimo discorso di Salvador Allende
7:55 A.M. RADIO CORPORACIÓN

Habla el Presidente de la República desde el Palacio de La Moneda. Informaciones confirmadas señalan que un sector de la marinería habría aislado Valparaíso y que la ciudad estaría ocupada, lo que significa un levantamiento contra el Gobierno, del Gobierno legítimamente constituido, del Gobierno que está amparado por la ley y la voluntad del ciudadano.

En estas circunstancias, llamo a todos los trabajadores. Que ocupen sus puestos de trabajo, que concurran a sus fábricas, que mantengan la calma y serenidad. Hasta este momento en Santiago no se ha producido ningún movimiento extraordinario de tropas y, según me ha informado el jefe de la Guarnición, Santiago estaría acuartelado y normal.

En todo caso yo estoy aquí, en el Palacio de Gobierno, y me quedaré aquí defendiendo al Gobierno que represento por voluntad del pueblo.
(…)
¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!
Estas son mis últimas palabras y tengo la certeza de que mi sacrificio no será en vano, tengo la certeza de que, por lo menos, será una lección moral que castigará la felonía, la cobardía y la traición.

Cronologia del golpe

La longa manu yankee sul Cile: la I.T.T.
La ITT, compagnia telefonica statunitense, ha imparato in Brasile che investire in un colpo di stato restituisce, moltiplicato, l’investimento. Offre 1 milione di dollari a chiunque ponga fine al governo di Salvador Allende, il presidente democraticamente eletto. Nixon non tarda ad incaricare la CIA di eseguire. Piovono soldi americani a finanziare scioperi, sabotaggi e propaganda.

DI QUALE GRAVE COLPA SI ERA MACCHIATO IL CILE?

Allende ha osato restituire al popolo cileno il rame, il ferro, il salnitro, le banche e aveva annunciato la nazionalizzazione dei telefoni della ITT. Muore, senza abbandonare il suo posto, tradito dalle forze armate mentre avanzano le navi da guerra statunitensi davanti alle coste.

Henry Kissinger, segretario di stato Americano, nobel per la pace, diceva:

“Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare come un paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo” 


Aria di …Crisi

Bugo


Myspace

chi è….

B’est crisi

B’est crisi!
In totube si narat goi
e lu lego in sas caras
No est curpa solu de su lunis
Sunis nutelladas de dillìriu
E codas o corfos de tùssiu
E tue ne pranghes ne errighes
Campas cumente chi siet nudda

B’est crisi in totube
In totube b’est crisi

Opuru semplitzemente
no faghet nudda.

Nudda prus che a prima
E mancumale e mancumale…
Est una noba istratezia
Aboghinade, catzu, aboghinade!
Cun sos benes dividios
e cun sos males a cumone
Semus totus a fila indiana
E ite simpàtica carobana!

B’est crisi in totuve
Ego lu lego in sas caras
In totube b’est crisi

Opuru semplitzemente
no faghet nudda…no faghet nudda

B’est crisi in totuve
Ego lu lego in sas caras
In totube b’est crisi

Opuru semplitzemente
no faghet nudda…no faghet nudda

V I D E O

C’è crisi

C’è crisi!
Dappertutto si dice così
E lo leggo sui visi
Non è colpa solo del lunedì
Sono nutellate di deliri
E code e colpi di tosse
E tu non piangi e non ridi
Vivi come se niente fosse

C’è crisi dappertutto
Dappertutto c’è crisi

Oppure semplicemente
Fa niente.

Niente più come prima
E menomale e menomale…
E’ una nuova strategia
Urlate, cazzo, urlate!
Con i beni separati
E con i mali in comunione
Siamo tutti in fila indiana
E che simpatica carovana!

C’è crisi dappertutto
Io lo leggo sui visi
Dappertutto c’è crisi

Oppure semplicemente
Fa niente.

C’è crisi dappertutto
Io lo leggo sui visi
Dappertutto c’è crisi

Oppure semplicemente
Fa niente…fa niente!