Colle Tuvixeddu: Uniamo le mani

Catena umana per salvare Tuvixeddu

Il colle di Tuvixeddu a Cagliari è uno dei simboli dell’archeologia mediterranea. E’ uno dei luoghi dove si gioca il concetto di una città sostenibile sottratta, nei suoi valori paesaggistici e storici più intimi, alla speculazione. E’ per questo che appare importante l’appuntamento con la catena umana a difesa e protesta contro il gravissimo errore e scempio urbanistico che si sta perpetrando.
Questo l’appuntamento, promosso da Cagliari Social Forum, Legambiente Sardegna, Italia Nostra, Studenti Universitari di Cagliari:

Domenica 5 aprile

ore 10 – inizio della catena umana dalla sommità del colle (prolungamento Via Bainsizza);
ore 11 – concentramento in Via Is Maglias (parcheggio facoltà di Ingegneria);
ore 12 – conclusione in Viale S. Avendrace Vico I (Grotta della Vipera).
Info: Tel/fax 070.659740 –
salegambiente@tiscali.it

Wiki…

I colli di Tuvixeddu e Tuvumannu

Tuvixeddu & dintorni(blog)

E’ estrememanete importante attivarci contro la Voce del Mattone dei i vari palazzinari, come l’imprenditore Zuncheddu , che si stanno fregando le mani per scipparci ciò che ci è stato donato dai nostri nonni

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7 responses to “Colle Tuvixeddu: Uniamo le mani

  • kreben

    auguri per la Vostra battagliaPeccato non poterci essere masono confinato in Padania.

  • nheit

    Barda. bel lavoro di informazione . è quel che possiamo fare . stamattina ho fatto il giro dl colle .tutto verde e luminoso per la pioggia di questi giorni .splendido.
    Una volta come una minaccia il confino era qui nell’isola. e c’era il detto “pinta sa linna e bàtinchela a Sardigna”.

  • ROSALUNA37

    Son troppo lontana per stendere la mano anch’io?
    Chi su pessamentu sò chi’n bois!!

  • pietroatzeni

    Ma la famiglia Agnelli quando ha venduto il colle di Tuvixeddu? Perchè quella zona era di una società di sua proprietà dove prima ne ha ricavato cemento ed ora ne vuole ricavare palazzi e per giunta nemmeno viene tirata in ballo nascondendosi dietro dei prestanome! Bisognerebbe protestare anche con loro a meno che non abbiua venduto di recente. Ciao, Pietro.

  • anonimo

    Macerie

    di Alessandra Daniele

    Abruzzo più di un centinaio di morti, e decine di migliaia di senzatetto.
    In Parlamento il solito accordo bipartisan: ”questo non è il momento delle polemiche”.
    Certo, sarebbe assurdo parlare di norme antisismiche dopo un sisma.
    Parliamo di norme antiforfora.

    Poi magari diamo fuoco anche alle baraccopoli degli abruzzesi sfollati come facciamo con quelle dei rom.
    Questo non è il momento di parlare di speculazione edilizia, incuria, ecomafia, corruzione, per riflettere su quanto sia appropriata la definizione “condono tombale”.
    È il momento di dare al governo la possibilità di sfruttare la tragedia come ennesimo spot “sociale” per le elezioni europee.
    Qualcosa tipo la strappona sdraiata sulla monnezza che ringrazia il governo di avere “ripulito Napoli”, ma più in grande, e a reti semi-unificate.
    I pezzi grossi da Vespa, il gran sacerdote del Cordoglio Controllato, l’imbalsamatore capo d’ogni tragedia da mummificare nella retorica istituzionale.
    Gli sfigati al tavolo tondo da seduta spiritica di Lerner e Gruber, accanto all’inquietante materializzazione dell’ectoplasma di Zamberletti.
    Questo non è il momento di dare la colpa ai colpevoli, di attribuire le responsabilità ai responsabili.
    È il momento di intervistare gli esperti, e domandargli basiti e increduli come sia possibile aspettarsi un terremoto in un paese che da sempre trema come un parkinsoniano all’ultimo stadio.
    Ci faranno una puntata di Voyager. Lo chiederanno a Titor, alla setta dei Cugini di Satana, al sagrestano di Rennes-le-Château: com’è possibile aspettarsi un sisma in zona sismica?..
    Questo non è il momento di chiedere conto a chi costruisce palazzi con lo zucchero a velo al posto del cemento, sarebbe indelicato verso chi sotto le macerie di quei palazzi c’è morto.
    Il loro ultimo desiderio è stato di certo un accordo bipartisan in Parlamento che evitasse le polemiche.
    Questo è il momento di ravanare tra le macerie delle vite altrui, a caccia di reperti strappalacrime da esibire alle telecamere, e poi accusare di sciacallaggio chi quelle vite le avrebbe volute salvare.
    Questo è il momento di pregustare il business per la ricostruzione, condito dalla deregulation del nuovo piano casa.
    È il momento di preparare il prossimo condono tombale.

    preso da

    http://www.carmillaonline.com/archives/2009/04/003002.html#003002

  • pieroC

    E’ come se fossi presente, insieme a te ed ai veri Sardi.
    hasta siempre

  • perlasmarrita

    Ti lascio i miei saluti affettuosi Bard :))
    Buon fine settimana :))

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