Istrales…colpi di scure

Un’Istrale a sos cumpanzos
chi cumpanzos non sun’ prusu
como atenden sos istranzos
cara a terra e fundu a susu.

ISTRALES (Piero Marras)

Oggi mi va di ascoltare il nostrano Piero Marras (canta-autore, di spessore)….se vi va fatte un giro in rete per sapere/conoscere chi è. Merita. In questo mondo di ciechi muti e sordi

Istrales…

tzafos de istrale in totube, e amus a narrer ca bat zente meda chi nde meritat


Istrales (Piero Marras)

Un’Istrale a sos cumpanzos
chi cumpanzos non sun’ prusu
como atenden sos istranzos
cara a terra e fundu a susu.

Un’Istrale a sos cumpanzos
chi non lassen su masone
e una bella surra ‘e punzos
gai torramus a cumone.

Un’Istrale a sos cantores
de su binchidore nou
razza mala ‘e brincadores
chi in totube faghen s’ou.

A sos bator moriteddos
chi los truvet s’istoria
che puntorzu a sos poleddos
gai lis torrat sa memòria.

A sa corte printzipale
chi sos Sardos cheret mudos
chene limba naturale
gai non semus limbudos!

A sos òmines de nudda
sos chi furan sa zente
chene coro e chene tudda
furan puru s’innotzente
Un’istrale a tie cumpare
disizosu e abramidu
chi pro fagher su dinare
fintzas s’anima es futidu.

Un’istrale a tie cumpare
e unu rayu mannu mannu
cun s’inferru a murrapare
chi t’accaten intro s’annu.

Ammentaebos cuss’istrada
cuss’istrada ‘e malasorte
chi Feliza es’ numenada
sinde riet puru sa morte.

Ammentaebos cuss’istrada
ammentaebos sas ruches
bos amparet sa torrada
Deus in nottes chene luches

Bi nde cheren de cosinzos
a la cùrrere sa vida
tra suore e pistichinzos
isetende sa bessida.

Bi nde cheren de cosinzos
ma b’at chie, sende sintzeru,
custa vida de meschinzos
l’es currende iscurtzu aberu ..

isetende sa bessida

Bi nde cheren de cosinzos
ma b’at chie, sende sintzeru
custa vida de mischinzos
l’es’currende iscurzu a beru..

Piero Marras (pseudonimo di Piero Salis) è nato a Nuoro nel 1949 ma le origini sono di Sassari e Cagliari l’ha fatto suo.
E’ considerato il precursore e l’esponente più importante dell’esperienza musicale etnica regionale. E’ pur vero che tanti testi delle sue canzoni sono in lingua italiana, soprattutto quelli dei primi anni di attività: testi apprezzati dal pubblico e dalla critica, testi che gli sono valsi importanti riconoscimenti.
Nasce discograficamente nel settembre del 1978 con l’album “Fuori campo”, edito da EMI. L’album, che è la mediazione tra il suo passato e i lavori a venire, viene segnalato da Renzo Arbore nella trasmissione televisiva cult del momento, "L’altra domenica", dove Marras canta l’oramai divenuta celebre “Diglielo tu Maria”, a metà strada tra canzone impegnata e leggera.
Nel 1980 esce il suo secondo LP “Stazzi Uniti”, ironico riferimento alla sua terra d’origine.Il disco entra velocemente in Hit parade.
Nel 1982 vince la Vela d’Argento alla Mostra Internazionale della Musica di Riva del Garda per il suo terzo album "Marras". Fra i brani più significativi dell’album “Quando Gigi Riva Tornerà”.
Ma è con la rivisitazione delle sonorità tradizionali e della lingua degli antichi nuragici che Piero Marras ha saputo fondere, in un connubio felice, il codice, i ritmi e i profumi dell’isola. Lui stesso ama definirsi, non a caso, un cinghiale. Il cinghiale per eccellenza, diremmo noi, capace di fiutare le radici della tradizione e della storia di questa terra ubriaca di mare e di verde.
Ubriaca di canto e di poesia.
Nel 1985, con "Abbardente", i versi "in limba" diventano protagonisti del suo messaggio. "Abbardente" (Acqua ardente), è senza dubbio uno dei primi e felici esempi di world music mediterranea. Dall’acqua che brucia a quella fresca che sgorga dalle sorgenti barbaricine passano appena due anni.
Con "Funtanafrisca" (acqua fresca di fonte), scritto a quattromani col giornalista Paolo Pillonca, Marras apre al sociale. Il verso poetico diventa strumento d’analisi della società sarda, delle sue gioie e dei suoi dolori. "Osposidda" e "Domos de pedra" ne sono una bella testimonianza. Il 1988 è l’anno di “Piero Marras in concerto”, suo primo album live. Seguono gli anni e nel 1995 esce l’attesissimo “Tumbu” con l’omaggio a Maria Carta in “Sa oghe ‘e Maria” e a Franceschino Satta in “Bae luna”. Con quest’ultima le tematiche più care a Piero Marras riemergono prepotenti: la pace e l’amore, le guerre e gli odi secolari, ………. i bambini. Anche per questo motivo il cantautore sardo, il nostro “cinghiale”, merita attenzione. Per questo ha meritato che i ragazzi delle scuole di Sassari, che non conoscono "sa limba", l’abbiano cantato, l’abbiano studiato, l’abbiano inserito fra i poeti del loro album. Nel 1997 pubblica in cd una nuova edizione del suo primo album “Fuori campo”, arricchito per l’occasione di due brani inediti (Si Deus cheret e Notte lituana). Nel 1998 si esibisce con successo a Cuba nell’ambito della rassegna Ichnos. Nel 1999 la casa editrice Soter pubblica la sua prima biografia intitolata “L’artista e il cinghiale”, curata da Antonello Musu. Nello stesso anno scrive per Andrea Bocelli “A volte il cuore” brano inserito dal tenore toscano nel suo album di maggior successo “Sogno”.
Nel 2000 incide con Dionne Warwick “Sa ‘oghe ‘e Maria”- “The voice of Maria” e assieme all’artista americana, lo stesso anno, si esibisce presso la Sala Nervi in Vaticano: la performance viene trasmessa in mondovisione su Canale 5.
Nel 2001 pubblica il suo ottavo album “In su cuile ‘e s’anima” (Nell’ovile dell’anima), che contiene anche il brano cantato con Dionne Warwick. Nel mese di maggio 2001 riceve una
nomination particolare al “Premio Nastro d’argento” da parte del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani per la canzone “Anghelos” inserita nel film “Un delitto impossibile” di Antonello Grimaldi. Nel Luglio dello stesso anno a Porto Cervo riceve dalle mani di Randy Crawford (regina della musica soul) il Disco d’Oro per le vendite del singolo “Sa oghe‘e Maria”.
Nel Gennaio 2003 esce la sua prima "raccolta" di successi in lingua sarda dal titolo “B’est” (in dialetto sardo “c’è”). A Marzo dello stesso anno riceve a Sulmona il PREMIO INTERNAZIONALE IGNAZIO SILONE “per l’alto valore culturale delle sue canzoni in lingua sarda". Fra i premiati anche Marco Pannella e Aldo Forbice. A Luglio Beppe Severgnini dalle pagine de Il Corriere della Sera lo include fra i venti artisti italiani da lui più amati: “Fuori campo di Piero Marras è davvero bello e utile per capire la Sardegna”. Nel 2004 esce una raccolta dei brani in lingua italiana dal titolo “L’ultimo capo indiano” contenente tutti i successi di Piero Marras dal 1978 al 1982, più due canzoni inedite: “Una vita di più” e “Basta chiudere gli occhi”.

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9 responses to “Istrales…colpi di scure

  • nheit

    grande Marras.tutto

    una strofa

    Un’Istrale a sos cantores
    de su binchidore nou
    razza mala ‘e brincadores
    chi in totube faghen s’ou

    Un colpo di scure a i cantori
    del vincitore di turno
    cattiva razza di opportunisti
    che fanno l’uovo dappertutto

  • pietroatzeni

    Nei primi anni settanta ci si incontrava spesso al bar Capital in via Dante a Cagliari quando ancora si chiamava Salis e non aveva ancora mostrato al mondo tutto il suo enorme talento. E’ indubbiamente uno dei migliori cantautori italiani… anche se oprmai si espime solo in sardo, ama a noi va bene così. Ciao, Pietro.

  • nheit

    Pietro in Marras che canta solo in sardo ormai c’è un ripiegarsi dentro un’origine . e ritrovarsi.

    altra strofa
    Ammentaebos cuss’istrada
    cuss’istrada ‘e malasorte
    chi Feliza es’ numenada
    sinde riet puru sa morte

    Ricordatevi quella strada
    la strada della malasorte
    il fatto che si chiami Felice
    fa ridere anche la morte.

    ogni riferimento non è casuale.
    buona giornata Barda . una musica per te

  • Bardaneri

    ma tu lo sai bene, cara nheit, che i miei riferimenti hanno ponderatezza e non casualità. Spesso riconducono ai meandri di un altro mio io, a volte, invece, sono buttati li come un message in a bottle.
    Chi riuscirà a carpirne il messaggio?!

    saludos

  • anonimo

    CIAOOOO!!!COME VA??TUTTO OK…______________________ciao, Benito

  • anonimo

    SE VUOI QUALCOSA DI BELLO interessante……SCRIVERE QUANTO SEGUE …->.-> MADONNINA DI ZIRRA  ………………………………………………….SAREBBE LA MADONNINA CHE LACRIMA DALL' ANNO 1994.IN SUO ONORE LA SIGNORA VITTORIA  (padrona della Madonnina) GLI COSTRISCE  UNA BELLA CHIESA TUTTTA PER LA SUA''MADONNINA DI ZIRRA.''.BUONA VISIONE…. CIAO A TUTTI. . GRAZIA 

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