Archivi del mese: agosto 2009

Io non respingo

ascuta imoi:
in susu nci ddus bogant
a palletonis

òminis che a nosu,
mancai de atru logu

àtzia sa boxi
nara ca ses cuntràriu
a su machiori.

òminis e fèminas!
no bèstias …che i-custus…

 

ascolta ora:
al nord gli respingono
a fucilate

uomini uguali a noi,
anche se di altri Paesi

alza la voce
dì che sei contrario
alla pazzia

Uomini e donne!
non animali …come questi…

Accanto ai brevi componimenti "haiku, di tre versi (di 5 – 7 – 5 sillabe) esiste una forma di composizione denominata waka (poesia giapponese, in opposizione a quelle cinesi) o tanka (poesia breve) di 31 sillabe, ripartite in unità di 5-7-5-7-7 sillabe rispettivamente. La poesia breve tanka, è presente da secoli nella cultura poetica giapponese.

Sulla scia dei brevi componimenti Haiku ferragostani, già postati "per gioco", ma stimolato nuovamente da Nheit ne ho preparato altri con tematiche attuali:- verdi leghisti (ma neri come la pece) che, in base a "moderne" teorie ma di memoria benitiana, dimenticano che i loro avi varcavano l’oceano in cerca di fortuna. Oggi masse di diseredati fuggono dalla fame e dalle guerre. Non possiamo mandarli via. Alziamo la voce non possiamo permettere che pazzi invasati possano governare con questi metodi medievali.


grazie Ida Krot


Haiku … ferragostani

Sitzira cantat
S’istadi giai ispàciat
Torrat s’atòngiu

canta la cicala
l’estate quasi al termine
ritorna l’autunno

Abarra citiu
iscarràffiant s’orroca
ogus de soli

Resta in silenzio:
graffiano la roccia
i raggi di sole

Mi ero già cimentato (giusto per giocare) nella scrittura di "haiku", brevi componimenti di tre versi (di 5 – 7 – 5 sillabe), che costituiscono i metri classici nella storia della poesia giapponese.
Ogni haiku contiene (nel senso che è necessario) un KIGO, ossia una parola – fiore, frutto, festività o altro – che evoca la stagione che lo incornicia.
saludos


uomini di tutta la terra, firmate

6 agosto 1945 alle 8.15 am, Hiroshima in una frazione di secondo venne rasa al suolo dalla prima bomba atomica: 86000 persone bruciarono vive,72000 persone furono gravemente ferite, circa 7000 case furono annullate e vaporizzate dal risucchio creato dalla bomba. Tre giorni dopo fu la volta di Nagasaki, dove morirono subito 37000 mentre altre 43000 furono ferite dalla bomba.Le due bombe causarono complessivamente 200000 morti

Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

Sa pitzinna de Hiroshima

Aperìemi soe ego…
tocheddo a sa jenna de totu sas iscalas
ma nemos mi biet
poite sos pitzinnos mortos nemos los podet bìere.

Soe de Hiroshima e incue soe morta
medas annos faghet. Annos medas an a colare.

Nde tenia sette, tandos: puru como nde tenzo sette poite sos pitzinnos mortos no
faghen a mannos.

Tenio pilos lùghidos, su fogu los at brusiaos,
tenia bellos ocros lùghidos, su fogu los at fatos de birdu.

Unu punzu de chinisu, cudda soe ego
apustis su bentu c’at isperdiu su chinisu puru.

Aperìemi; bos prego non po mene
poite ego non cherzo ne pane ne orrosu:
no bos pego mancu tzùcaru, ego,
a unu pitzinnu brusiau comente foza sica non serbit.

Pro piaghere ponie una frima,
pro piaghere, òmines de su mundu
frimae, bos prego, in modu chi su fogu non brusiet sos pitzinnos
e pothan mandigare semper su tzùcaru.

La bambina di Hiroshima
 di Nazim Hikmet

“Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non
diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.”