Archivi del mese: ottobre 2009

Lo scivolo

Su Liscinadroxu

Candu arribu a su fundali ndi torru a su cùcuru ‘e su liscinadroxu
inui m’ap’a frimai m’ap’a furriai e ap’a fai un atru giru
fintzas a candu no ap’arribai torra a fundali e t’ap’a biri
bolis o no bolis a t’istimai?
seu andendi fàcias abàsciu ma seu meda atesu apitzus de tui
torramì, torramì, torramì sceda
frotzis as a èssiri un’amanti ma no ses una ballarina
Su liscinadroxu
bolis, bolis a ti dd’obrigai a marolla?
seu andendi fàcias abàsciu ma no ti lessast orrogai de mimi
torramì, torramì, torramì sceda
frotzis as a èssiri un’amanti ma no ses una ballarina
ses abascendudindi de pressi
ses abascendudindi de pressi
ses abascendudindi de pressi

Lo scivolo (Helter skelter)

Quando arrivo in fondo ritorno in cima allo scivolo
dove mi fermerò mi volterò e farò un altro giro
finché non arriverò di nuovo in fondo e ti vedo
Vuoi o non vuoi che ti ami?
sto andando giù ma sono miglia sopra di te
dimmi, dimmi, dimmi la risposta
Sarai forse un’amante ma non sei una ballerina
lo scivolo
Vuoi, vuoi che ti costringa?
sto andando giù ma non lasciare che ti distrugga
dimmi, dimmi, dimmi la risposta
Sarai forse un’amante ma non sei una ballerina
attenta allo scivolo
Stai andando giù veloce
Stai andando giù veloce
Stai andando giù veloce

= HELTER SKELTER (di J.Lennon – P.McCartney)=
tratto da The Beatles del 1968, noto come White Album, L’espressione inglese "helter skelter" sta ad indicare quei grandi scivoli di forma elicoidale dei luna park. Girando in rete nella indispensabile ed inesauribile
"Wikipedia" ho trovato su questo brano una serie di curiosità, alcune terrificanti, altre di un certo interesse musicale, almeno per i gruppi che in genere hanno fatto spesso da colonna sonora della mia vita. Suonata e riprodotta da diversi gruppi o cantanti la cover più celebre rimane, comunque, quella degli U2, nell’album "Rattle and Hum".
In ogni caso, anyway, a tutti i modi…

Helter Skelter è una canzone dei Beatles. Fu scritta da Paul McCartney (sebbene porti anche la firma di John Lennon, secondo la convenzione che i due autori rispettarono sempre). La canzone è nota per aver anticipato diversi elementi di generi rock che si sarebbero sviluppati solo nei decenni successivi, come hard rock e heavy metal.

McCartney sostenne di aver avuto l’idea di questa canzone leggendo una recensione di un singolo dei The Who, I Can See For Miles, descritto come la canzone "più cattiva e selvaggia mai registrata", con chitarre distorte, riverberi e voci urlate.
La canzone si apre bruscamente con un riff ripetuto di chitarra elettrica molto distorta. Poi inizia la parte vocale di McCartney, aggressiva e a tratti urlata, a cui si unisce, al primo refrain, il resto della strumentazione.
…     Questo brano è anche tristemente noto per il massacro compiuto dalla banda di Charles Manson nella villa del regista Roman Polanski, dove perse la vita sua moglie, Sharon Tate, ed alcuni invitati. Manson ascoltò questa canzone, e le altre del White Album, e le interpretò come un monito dell’avvicinarsi della guerra di razze. Vide i Beatles come i Quattro Angeli dell’Apocalisse, menzionati nel libro Rivelazione del Nuovo Testamento, e credette che le loro canzoni dicessero a lui e i suoi seguaci di prepararsi ("Look out, cos’ here she comes!"). Manson chiamò questa guerra da lui menzionata proprio "Helter Skelter". Le parole "HEALTER SKELTER" (sic) furono scritte con il sangue della Tate in varie stanze della villa di Polanski. Queste parole vennero inoltre ritrovate in altre case in cui la "famiglia" (il nome della banda di Manson) aveva compiuto stragi.


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Vogliamo un albero di pace

"Fippo operaju ‘e luche soliana e como so oscuru artisanu de versos" scriveva Pietro Mura, uno dei maggiori poeti "in limba" del Novecento. Cherimus un arbore ‘e paghe è stata cantata da Piero Marras
nell album "Abbardente"

Pietro Mura

Cherimus un’arbor’e pache

Cherimus un’arbor’e pache
E un’arbor’e sole caente;
Noll’imbias un’arbor’e luna?
Naran jocande sos chimbe orfaneddos
Chin candida boche de nibe,
Sos chimbe orfaneddos jocande.

Cherimus un’arbor’e luche
Beranile, besti ‘e lentore
Chin chentu puzones nidande

Naran jocande sos chimbe orfaneddos
Chin candida boche de nibe,
Sos chimbe orfaneddos jocande.

O puru una macchin ‘e sole
Chi fravichet mizzas d’isteddos
Pro los dare a sa notte nighedda

Cand’apperin sa janna sos tronos
Naran jocande sos chimbe orfaneddos
Chin candida boche de nibe,

Sos chimbe orfaneddos jocande.
Dego cherjo sa pach’e su pane;
Dego cherjo s’amor’e su bentu;

Dego cherjo una tanca froria;
Dego chentu chitarras sonande;
Dego cherjo una lampana d’oro

Naran jocande sos chimbe orfaneddos
Chin candida boche de nibe,
Sos chimbe orfaneddos jocande.

Premio «Città di Ozieri» – 1960


Alfabeto di strade

Incontrare Alberto Masala in una delle tante presentazioni di "Alfabeto di strade ( e altre vite)" è emozionante. Sapere che hai sentito e visto questo poeta, sardo, tanto caro a Jack Hirscmann che ne ha curato, negli U.S.A., la presentazione di un libro di poesie "Nella casa del boia" del 2003 finora uscito nell’edizione americana, ed oggi versato in "Alfabeto di strade ( e altre vite)", beh non è cosa da poco. Tanto più che Alberto Masala è più che altro poeta errante, schivo a pubblicare i suoi lavori, per cui, questo libro di poesie, è un evento eccezionale. Masala scrive in più lingue, dall’italiano, al francese, dall’inglese allo spagnolo, ed ovviamente in sardo per il gruppo di tenores di Bolotana (suo paese di origine).
"Lui è un poeta di strada nel vero senso della parola (… ) Masala è sardo di nascita, e benché abbia vissuto a Bologna per più di una generazione, lui possiede sia orgoglio Sardo sia memoria di Sardo, entrambi collegati alla grande tradizione della poesia orale e al saperli rendere poetici, cosa che, a differenza del continente, è parte del vero substrato della storia della Sardegna" (questo ci dice Hirscmann nell’introduzione).
Quì ho riportato alcune strofe. La parte che inizia con "Nessuna…", per intenderci è quasi un indice (nel senso di titoli) di poesie che si sviluppano pagina per pagina. Se sono riuscito a suscitare in voi un po di interesse tanto meglio. Il prossimo passo è recarsi in libreria e chiederne una copia. Merita davvero.

—-

Pagine sotto il vento…
e…
com’è leggero il vento
mentre disperde voci
strappate dai giornali
che trasportano morti inascoltati
grida d’inchiosto
inerme
come bambini

—-

Nessun uccello mai potrà sorvolare un esplosione
Nessun albero mai potrà essere piantato su una bomba
Nessuna idea mai potrà vivere su dei cadaveri
Nessun figlio mai potrà nascere da un morto
Nessuna cultura mai potrà impugnare un’arma
Nessuna parola mai potrà essere ascoltata da un assassino
Nessun padrone mai potrà essere trascurato da un poliziotto
Nessuna libertà mai potrà essere raccontata da un militare
Nessuna pace mai potrà essere cantata in una caserma
Nessun poema mai potrà cantare uno Stato
Nessuna parola d’amore mai potrà essere pronunciata in nome di un dio assoluto

((Sezione : Nella casa del boia))

Alfabeto di strade ( e altre vite)
(edito da Il Maestrale 2009)


Manifestazione Per La Libertà D’informazione

Il diritto all’informazione è un importante tipo di diritto soggettivo, derivato dalla libertà di manifestazione del pensiero e dall’art. 21 della Costituzione italiana.

Quindi manifestare per la libertà di informazione più che un diritto UN DOVERE DI TUTTI

Manifestazione Per La Libertà D’informazione Il 3 Ottobre A Roma, Piazza Del Popolo, Ore 15.30:
Le Adesioni, I Messaggi E Un Blog
La Giunta Della Fnsi Invita I Cittadini, Le Organizzazioni Sindacali E La Società Civile Ad Un’ampia Partecipazione

Blog per la manifestazione

ECCO PERCHE’ MANIFESTIAMO
Federazione Nazionale Stampa Italiana

INFORMAZIONE, NO AL GUINZAGLIO

Diritto di sapere, dovere di informare

Disegni di legge bavaglio. Azioni forti in sedi giudiziarie. Continue, giornaliere invettive pubbliche dei potenti, a cominciare dal premier, contro giornali e giornalisti, considerati non graditi.
Una minaccia aperta per chi fa informazione. E un attacco al diritto delle italiane e degli italiani a conoscere i fatti che contano.
L’allarme è molto alto nel Paese.
Non è la prima volta che è stata necessaria la mobilitazione anche contro governi di diversi da quello attuale. Ma oggi si sta vivendo una fase di grande pericolo, con attacchi senza precedenti.

I giornalisti non si faranno mettere il guinzaglio.
Il mondo dell’informazione, assieme al mondo del lavoro ed alla società civile, è chiamato a scongiurare questo pericolo.
L’informazione è il pilastro di ogni democrazia e la sua funzione non appartiene alla disponibilità del potere di turno.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che ogni ferita che il sistema dei media subisce determini un forte contraccolpo alla libertà di tutti.
Per questo motivo, la Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini perché, senza distinzione di parte o di schieramento, raccolgano l’invito a partecipare a questa grande iniziativa di Roma.
Sosteniamo i principi e i valori dell’articolo 21 della Costituzione e tuteliamo il diritto inalienabile di ogni cittadino a un’informazione libera, completa e plurale. Un’informazione che non deve subire alcuna forma di bavaglio.
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Corso Vittorio Emanuele II 349 – 00186 Roma – tel. 06/680081 fax 06/6871444
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