Archivi del mese: gennaio 2010

Patria di Ibrahim Nasrallah

Patria

Suta su jubu de sos manzanos nostros
su sole s’ascrat
e in s’iscuru de sos passos nostros
s’allughen curtzos respiros.
Pàtrias non cumprias
inube no si biet ateru
chi presoneris de gherra

 

Patria
Ibrahim Nasrallah

Sotto il giogo dei nostri mattini
il sole si sgretola
e nel buio dei nostri passi
s’incendiano corti respiri.
Patrie incomplete
dove nient’altro appare
che prigionieri di guerra.

…Per non dimenticare la strage quotidiana in terra di Palestina


Giorgio Caproni

(Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)
… a vent’anni dalla sua scomparsa

Arregodu

M’arregodu una crèsia antiga,
romita,
in s’ora chi s’aria est a colori de aràngiu
e dònnia boxi s’astulat
asuta de s’arcu de su xelu.

Fiast fadiada,
e setzius si fiaus in d’unu gradinu
cumenti dus pedidoris.

Invecis su sànguni buddiat
de ispantu, a biri
dònnia pilloni mudendusì
in steddu in celu

 

RICORDO

Ricordo una chiesa antica,
romita,
nell’ora in cui l’aria s’arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l’arcata del cielo.

Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.

Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi
in stella nel cielo.


Siamo tutti illegali, siamo tutti immigrati

Ai fratelli diseredati di Rosarno.

Non libertà, non gioia, non ricchezza,
portò con se,
ma schiavitù, dolore, povertà,
unici suoi averi.

Tra i flutti del mare,
pensava,
nella calca dei diseredati della terra,
fra il vomito, la fame, la sete,
mai più schiavitù, dolore, povertà.
Mai più!

Invece,
nei campi soleggiati
del nuovo sud, nuovi padroni,
e ancora catene, sofferenza, miseria.

Poi,
il giorno dell’ira,
uniti, per la dignità negata.
Fra le fiamme, gli insulti e le botte.

Ora è di nuovo in cammino
con gli altri, diseredati,
in trasmigrazione.
Si sente libero,
e pensa ai passi perduti
che ha lasciato,
nelle terre lontane
ebbro di speranza.

(domenica, 10.01.2010)


Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri

Ebbene si. I tanto bistrattati, vessati, ingiuriati, vituperati, bastonati, calunniati…. "stranieri" … il primo marzo duemiladieci, scendendo "sul piede di guerra" democratico, incrocerano le braccia. Staremo a vedere i vari "sciur Brambilla" o i caporali al soldo degli agrari del sud come passeranno la giornata senza questa importante forza lavoro. Staremo proprio a vedere, perchè questa potrebbe essere una "prova tecnica di trasmissione" al fine di verificare se veramente questa "massa" di stràngius (stranieri) è inutile nonchè dannosa all’Italia, come si dice ripetutamente, o al suo spirito italico che tanto viene richiamato sempre più spesso da un numero sempre più nutrito di …. cretini. Debbono farsene una ragione: l’Italia è un coacervo di popoli etnie e genti transumanti. Punto. E’ così, checchè ne pensino o dicano gli artificiali padani.

Prepariamoci già da oggi, perchè chi ben comincia … è a metà dell’opera, per essere pronti il primo marzo 2010. Iniziamo il tam tam.

Il nostro punto di riferimento sarà il blog del "Primo Marzo 2010" cui si legge … "stranieri non solo e non tanto dal punto di vista anagrafico. stranieri perché estranei al clima di razzismo, intolleranza e chiusura che caratterizza l’Italia del presente. autoctoni e immigrati, accomunati da questa estraneità e dal fatto di vivere nello stesso territorio, siamo uniti nella stessa battaglia di civiltà.

Non è folklore, è razzismo istituzionale