Archivi del mese: febbraio 2010

Soru @ ballarò

Rare volte mi capita di appassionarmi ai talk show, tant’è che l’altro giorno, dopo l’apertura di Crozza, ho cambiato canale, nonostante la presenza dello SHRDN Soru. Ebbene, potenza dei media, grazie all’imbeccata di Nheit, ho visto e sentito. Bravo Renato, hai dato una lezione a questi sgherri del governo piduista e fascistoide.

 

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Amico … fragile

Al nostro amico che questi giorni avrebbe avuto la "giovane età" di anni settanta

Amico Fragile
– Fabrizio De Andrè
 (Volume 8 (1975))

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d’era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.


Italiani brava gente?

Italiani, per esempio
di Giuseppe Caliceti(feltrinelli )

"Il numero di immigrati in Italia è più che triplicato solo nell’ultimo decennio. Sono oltre tre milioni. E i bambini? Nessuno lo sa con precisione. Sono meno che in altri Paesi europei, ma certo in questi anni da noi il malcontento e il razzismo verso di loro è cresciuto, fomentato anche da alcuni movimenti politici. Reggio Emilia è oggi quarta in Italia per incidenza immigrati. Pur avendo straordinarie eccellenze educative riconosciute a livello nazionale e internazionale, anche qui capita che gli immigrati siano sempre più visti come un problema di ordine pubblico e come una minaccia all’identità culturale del nostro paese. Ho iniziato a insegnare nel plesso di Reggio Emilia come maestro elementare di ruolo nel 1983. Per alcuni anni, fui distaccato dal normale insegnamento su classe per curare un progetto ministeriale per l’integrazione dei bambini stranieri all’interno delle elementari di Sant’Ilario d’Enza, un paese tra Parma e Reggio Emilia. Allora c’erano solo alcune decine di bambini di origine non italiana, ora diverse centinaia, ma quel progetto è soppresso da tempo. Sono tornato al mio normale lavoro di insegnante di classe: l’immigrazione cresceva e nelle scuole c’erano sempre più bambini di origine non italiana. Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi. Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze. Ci siamo aiutati a guardare in modo diverso il mondo e il Paese in cui ci siamo trovati ad abitare. Fin da principio ho preso l’abitudine di trascrivere parole, frasi, conversazioni, testi scritti da questi bambini. In più di un’occasione sembrava di rivivere la favola del Brutto Anatroccolo, ma non sempre. Una volta ambientati in Italia, ho chiesto loro cosa ne pensassero dell’Italia e degli italiani. Ho raccolto i frammenti di tante storie, riflessioni, confidenze piene di speranza e di paura, di realtà e di fantasie, di tristezze e di allegrie, di ingenue osservazioni e di fantastici fraintendimenti. Ne è uscito questo ritratto inedito dell’Italia di oggi e degli italiani. Ho cambiato i loro nomi per ragioni di privacy, ma non la loro età e la loro nazionalità. Questo è libro è dedicato sia a loro che ai loro compagni di classe italiani. Ma anche a tutti i loro genitori. Grazie. Buona lettura."

da "Chi prima arriva"

«I lavori più leggeri sono degli italiani perché sono arrivati prima in Italia».

«La Lega sono persone italiane che il capo è un italiano. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est».

«I bambini non sono migrati in Italia, sono portati lì perché li portano i loro genitori. Se era per me, io qui non ci venivo».

…altri stralci presi qui e la

“Quando un bambino nasce la madre trasmette i colori: se lei ha la pelle nera nasci nero, se lei ha la pelle bianca nasci bianco, se invece la mamma ha la pelle nera e il padre la pelle bianca nasci contaminato, ma non vuol dire essere inferiore, perchè tutti siamo uguali.”
Omar, 9 anni, Marocco

“Italiani sono brava gente, però per me delle volte sono un po’ troppo agitati. Delle volte loro urlano troppo, per esempio quando fanno goal alla partita. Loro sono bravi a cantare, ma non tutti. Poi a scuola alcuni bambini italiani ti vogliono baciare che tu non sai neppure chi sono.”
Sana, 6 anni, Albania

“In Italia c’è libertà di religione ma quasi tutti vanno a pregare in chiesa.”
Samir, 11 anni, Marocco

“Io ho sentito che hanno fatto la guerra perché volevano avere tutti ragione.”
Omar, 9 anni, Marocco

“Secondo me in Italia le donne lavorano di più dei mariti. Come in Africa”.
Ada, 6 anni, Camerum

SUL VENERDI’ "Mi ha offesa, ci sono abituata"
"Gli italiani? Bassi come noi"


S C I O P E R O : Alza la testa!

SCIOPERO GENERALE
Cagliari, venerdì 5 febbraio 2010
sciopero generale unitario in Sardegna

contro la crisi e per lo sviluppo

La Federazione della Sinistra aderisce allo sciopero generale regionale, indetto per venerdì 5 febbraio 2010 da Cgil, Cisl e Uil. Appuntamento per il corteo a Cagliari in Piazza Giovanni XXIII, alle ore 9.30. Riportiamo di seguito il nostro comunicato stampa e il nostro volantino, da scaricare e diffondere.

sardegnaoggi: Sciopero generale Sardegna: sindacati, 30 mila in piazza

ALCOA: CHIESA SARDA IN PIAZZA CON LAVORATORI PER SCIOPERO 5 FEBBRAIO

manifestosardo : Sosteniamo lo sciopero del 5 febbraio