Archivi del mese: marzo 2010

Raiperunanotte for ever

Per una notte il Grande Fratello di orwelliana memoria resta al palo.

Finalmente!

Provate a censurare la tv, i giornali, ecc. ecc. La rete vi travolgerà. Ecco perché state cercando di bloccare, fermare, censurare la rete.
Grande fratello pppppppprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr……….
per una notte ce la siamo goduta.
Che sia un nuovo inizio? Speriamo bene. La democrazia ha bisogno di nuovo ossigeno, l’aria si è fatta irrespirabile, il fetore della repubblica piduista è divenuto insopportabile.

Ora e sempre Resistenza.

Rai Per Una Notte

  

 


cerchi che s'allargano…..

Sempre in vena di peregrinazioni nei poetici areali lacustri dell’Haiku mi sono ritrovato a "maneggiare" versi che traducono un importante haiku di Basho (furuike ya kawazu tobikomu mizu no oto) relativo a "La rana". Da questo ne sono scaturiti tutta una serie che descrivono l’atto della rana che si tuffa nello stagno. Questo di Roberto Piumini, in particolare, mi ha colpito. Giusto ieri era la "giornata" della lentezza, non corriamo, riprendiamoci i ritmi della natura, ogni tanto fermiamoci ad osservarla e nel contempo ossigenare le idee. La traduzione mia è in sardo nella variante "nuorese".
Saludos

Dae su silèntziu ‘e s’erba
a su silèntziu ‘e s’aba
in àghera un arcu lestru
sinzu birde in colore ‘e chelu
chi s’irghelat in su poju
meda frisca e secreta
chircos chi s’ispèrrian
apustis s’aba s’apaghiat

(Dal silenzio dell’erba, al silenzio dell’acqua, in aria un arco svelto, gesto verde in azzurro, che scompare nel tonfo, freschissima e segreta, cerchi che s’allargano, e poi acqua s’acquieta.) (Roberto Piumini, 1996)


Lucio… Auguri

Ultimamente non ti ho seguito granchè, forse non mi pari molto ispirato o forse le melodie di ora sono lontane da quelle di un tempo, quando ti cantavamo alle feste, o nelle superiori. Pensa che ogni anno il 4 marzo lo beccavo in pieno, ricordavo il giorno stesso il tuo compleanno e canticchiavo il brano.Tant’è, ma album come "Anidride solforosa", "Come è profondo il mare " o " Lucio Dalla -1979" mi sono entrati nello spirito. Altri tempi altre cose altre storie. Si cresce, tante lune sono passate, altre ne passerano, con l’auspicio che non sia "l’ultima luna". Auguri Lucio.  

Lucio Dalla  

4 Marzo 1943
– Lucio Dalla –

Dice che era un bell’uomo
e veniva, veniva dal mare…
parlava un’altra lingua…
però sapeva amare;

e quel giorno lui prese mia madre
sopra un bel prato..
l’ora più dolce
prima di essere ammazzato.

Così lei restò sola nella stanza,
la stanza sul porto,
con l’unico vestito
ogni giorno più corto,

e benché non sapesse il nome
e neppure il paese
m’aspetto’ come un dono d’amore
fino dal primo mese.

Compiva sedici anni quel giorno
la mia mamma,
le strofe di taverna
le cantò a ninna nanna!

e stringendomi al petto che sapeva
sapeva di mare
giocava a far la donna
col bimbo da fasciare.

E forse fu per gioco,
o forse per amore
che mi volle chiamare
come nostro signore.

Della sua breve vita, il ricordo,
il ricordo più grosso
e’ tutto in questo nome
che io mi porto addosso.

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesù bambino.

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesù bambino.