L’isola dei Cassintegrati


 

Il detto "apparire per essere" (per esistere) di Herbert Marshall McLuhan è diventato un punto fermo in questo cd. "villaggio globale". Questa, forse, banale considerazione rimbalzava nella sua testa da giorni. Di tanto in tanto accendeva il televisore, faceva zapping, ma tutto lo annoiava. Questo elettrodomestico era diventato, purtroppo, un tritacarne di immagini, emozioni, notizie, carezze e baci, disaster movie, cazziemazzi, tutto uguale, tutto sullo stesso piano. Non lo interessava affatto. A quel punto, pensava, meglio l'appuntamento quotidiano di blob/raitre, almeno quelli montano le immagini e i video con un senso, destrutturando situazionisticamente il divenire "umano". Almeno quelli si sono guadagnati il pubblico fedele con costanza e merito. Il resto trash e boh. Una notizia, però, lo tormentava, il fatto che anche un gruppo di operai della torresina vinyls, per esistere, r-esistendo, avessero bisogno di comparire/apparire per "essere". Il segno dei tempi?! Già i tempi in cui con ombrello infilato nel fondoschiena l'operaio Cipputi vota per il sìur Brambila, il padrone, su meri, e il sardo Cipputi per il vassallo di Arcore.
Invece, allora, quando lui era partito nella città automobilistica del nord, allora, le conquiste si facevano giorno per giorno, sul campo, nel reparto, gomito a gomito, nelle assemblee fumose e spesso urlate, con il padrone e i delegati che, se non "funzionavano" a dovere, i delegati,  prendevano sportellate di stippeto dello spogliatoio sul muso, al cambio turno. Tempi di solidarietà fra compagni e non, fra lavoratori, tempi di solidarietà con chi veniva da fuori, da paesi lontani, perchè anche lui veniva da fuori, dall'isola del sole del mare e delle vacanze, ovviamente dei VIP, per cui tu, visto che il mare e il sole non te lo potevi mangiare, eri stato costretto a cercare lavoro altrove, fuori, in un luogo "altro". Con tutto ciò che comporta lasciare la propria casa, i luoghi dell'infanzia, la tua gente, le tue radici. Ti trovavi li a cominciare tutto da capo. Tempi lontani, sbiaditi, dimenticati, di quando si votava piccì perchè era vicino a te alle tue necessità e alle tue convinzioni. Altri tempi, oggi tutto sprofondato, ingoiato, destrutturato, rimaneggiato e revisionato ormai da chi controlla la"verità": quella del padrone in stampo sudamericano, con sghei, sorriso e TV.
Oggi, pensava, tutto dimenticato, e quando si dimenticano le lotte e i sacrifici a quel punto vale tutto, anche "svendere" il proprio voto, in pratica regalandolo, forse per dare il segnale della "classe operaia", (l’ultimo?), così come stanno facendo i suoi figli nipoti e colleghi rimasti la al nord, in un mondo che cambia e che è cambiato radicalmente. Oggi abbagliati e rincretiniti dai sedicenti pronipoti dei celti, oggi i figli dei compagni amano incontrarsi sulle rive del Po coi figli della middle class, fazzoletto verde al taschino e/o elmetto bicorna. Questo pensava in un'aura di amarezza dura da mandar giù.
Oggi, lui, assiste quasi impotente al reale, alla realtà, fatto di finzione e di immagini dei media, la realtà che piace e che non piace, mischiata miscelata fra culi-e-tette e un reality show finto, l'isola dei famosi, e uno vero, l’isola dei Cassintegrati.
Questo pensava mentre faceva il formaggio nel "cuile" della terra dei suoi avi. Pensava e soffriva all'idea che anche qui, in quella parte nord della terra di mezzo nel grande mare tondo, una parte della classe operaia nostrana, votata alla chimica, avesse bisogno del crudele megafono massmediologico per far conoscere la sua situazione in difesa del loro posto di lavoro e per rilanciare il polo chimico del nord Sardegna. Loro i pronipoti shrdn imprigionati volontari nella ex prigione di Stato dell'Asinara, nella affannosa ricerca dell'apparire al mondo, più incline alla lacrimuccia facile per la vittoria del grandefratello Mauromarin di turno che al dramma di un lavoratore cassaintegrato senza, forse, speranze di un lavoro stabile.

Questo pensava, ancora, mentre portava le pecore al pascolo, secondo una ritualità impressa dalle leggi della natura piuttosto che dall'orario legale o dai picchi dell'audience.

 
L’isola dei Cassintegrati ad Annozero batte l’ascolto dell’Isola dei Famosi! La prima protesta mediatica della classe operaia, partita da facebook e approdata in varie trasmissioni televisive ottiene un grande risultato in termini di “popolarità”, ma questo si convertirà in una vittoria sul lavoro? Ospiti in studio Antonio Salaris e Argentino Tellini

 

cassintegrati più famosi dei famosi: puntata di Tetris del 14 aprile

il lavoro non si tocca!!!

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2 responses to “L’isola dei Cassintegrati

  • pietroatzeni

    Spero solo che oltre al successo mediatico si arrivi al raggiungimento dell'obiettivo. Ciao. Pietro.

  • kreben

    eppure, sarà l'età sarà il tempo che scompare lontano, l'impressione delle battaglie di un tempo sembravano avere una consistenza diversa. Era pur sempre una battaglia di interessi ma sembrava inserita in un progetto più grande, più universale, meno contingente. Sfogliando le tante bacheche c'è la giusta preoccupazione per le conseguenze, per cosa promette il futuro e nello stesso tempo la ricerca disperata del come rendere "simpatica" questa preoccupazione, potabile, in linea con il clima, di reality appunto. E la sensazione che questi di oggi sian molto più soli di quelli che conoscevo 40/50 anni fa e nello stesso tempo io e gli altri non sappiamo come aiutarli, gli strumenti antichi non funzionano, quelli nuovi mi sembran così "poco seri". Mi auguro, per loro e anche per me, che funzionino. per questo ogni tanto vado a quella bacheca per dire loro che sì, sono ancora qui, anch'io con loro.

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