Archivi del mese: marzo 2012

Rossella Libera

Nei miei consueti peregrinamenti in rete, come si dice … a brincos in sa retza, mi sono imbattuto nel sito dedicato a Rossella Urru, Per la liberazione immediata di Rossella Urru  , cooperante nel Saharawi. Ormai, credo, chiunque è a conoscenza della sua vicenda. Ad ogni buon conto, repetita iuvant, Si legge in wikipedia che “Rossella Urru è una studiosa del mondo arabo che al momento del rapimento lavorava nel campo profughi Saharawi, nel sud dell’Algeria per conto del Cisp, il comitato internazionale per lo sviluppo di popoli. Il 23 ottobre 2011 è stata rapita da un gruppo di persone, arrivato con delle jeep dal confine con il Mali, forse della branca Saharawi di Al-Qaeda del Maghreb.”
La vicenda del rapimento, che pareva avere avuto un giusto epilogo, la sua liberazione, è miseramente naufragata in un continuo rincorrersi per la rete fra smentite e conferme. Allo stato attuale, purtroppo, Rossella è ancora in mano ai suoi carcerieri.
Giusto il giorno 3 marzo 2012 mi trovavo a “transumare” nei paraggi del suo paese, quando ad un certo punto, mi pare nella rotatoria di Simaxis, ho visto la scritta “Rossella libera”, all’uscita dell’abitato un lenzuolo che riportava la notizia “Rossella liberata”. Non nascondo che mi sono emozionato per la sua liberazione. Emozione che presto si è tramutata in rabbia in seguito alle smentite dei vari giornaleradio.
Queste mie divagazioni, dopo tanto silenzio, ma credetemi non mi sono mai allontanato dai contatti in rete, semplicemente sono vieppiù oberato di impegni, e scrivere per scrivere serba in se i suoi limiti, sono sentite profondamente.
Termino questa mia comparsata con una delle varie poesie che girano in rete, dedicate a Rossella Urru, di Pier Gavino Sedda, bibliotecario del Comune di Gavoi (NU), abbastanza attivo nel versante culturale con la c maiuscola, su tradizioni usi e costumi del centro barbaricino e non solo. Ebbene il sonetto di Pier Gavino inquadra perfettamente l’ansia e l’apprensione che tutti noi abbiamo per il destino di Rossella, Sonetto  in sintonia col periodo della Passione che  usa la metafora dell’agnello sacrificale e che, per fortuna, viene risparmiato al suo “destino” per la tavola di Pasqua. Nel profilo di fb di Pier Gavino ho visto che è stata fatta una traduzione in francese.
Non mi resta che augurare di cuore ROSSELLA LIBERA!

saludos

A sos chi tenene a Rossella Urru

Po Pasca Manna apo chistìu un’anzone
Chi galu non si podet argasare
Pili niedda, l’aggradada a jocare
Paret ch’alligret totu su masone.

Sos pizzinnos no’ istracan a la mirare
E nana: “tue nde ses perdende sa resone
De pessare a lu sacrificare
Est comente una maledissione.”

Ite lastima ch’est a lu pessare
Cun d’una boghe piena de tristura
Cussu ‘edu su coro ad’abbrandadu.

Tando po los poder consolare
E timendemi carchi disaura
Senza lu punghe’ che l’apo iscapadu.

Pier Gavino Sedda
14.3.2012

Versione francese
“Pour Pâques j’ai gardé un agneau.
Sa toison est noire, il aime jouer,
Et semble apporter la joie au troupeau.
Il est trop jeune pour être tué.

Les enfants le regardent sans cesse,
Et me disent : « tu perds la raison,
si tu penses le sacrifier,
une malédiction sera invoquée.

Y penser me fait de la peine,
La voix triste de ces enfants,
A assombri mon coeur.

Alors, pour les consoler,
Et m’épargner un destin de malheur
Sans le tuer, je l’ai libéré.”