SHRDN

Aveva fatto di tutto per essere puntuale ma quella maledetta febbre era stata un ostacolo tremendo. Da quei primi timidi post in quella piattaforma virtuale ormai scomparsa si era dovuto attrezzare per proseguire la sua missione. Sapeva che era in ritardo ma era in ballo e il gioco doveva andare avanti, anche se il post veniva sparato nell’etere dopo l’ora indicata. Certo non era l’unico incaricato di svolgere la missione in quel mondo che chiamavano la rete; sapeva che altri, seppur inconsapevoli, stavano facendo la loro parte; e dopo di loro i loro i figli e altri ancora si sarebbero aggiunti. Prima di spargersi in ogni dove, prima della diaspora dalla Terra-in-mezzo-al-grande-mare-tondo, dopo la grande sconfitta che aveva visto lottare e morire i guerrieri migliori e dopo quel maledetto cataclisma che seppellì buona parte di quel che era rimasto della loro grande civiltà. Quelli che rimasero iniziarono a combattersi fra di loro in una faida senza senso; mentre gli altri popoli che arrivavano dal mare entravano e razziavano quanto più potevano, in una sorte avversa, Loro che erano Il Popolo del Mare travolti da chi veniva dal mare.

Lui faceva parte della gente di Mas-Oneh’Branhu. Di questo posto ne aveva parlato e scritto diverse volte in rete. Questo gli aveva permesso di entrare di nuovo in contatto con chi aveva le sue origini e che inconsapevolmente proseguiva la missione dei suoi avi. Ricorda cosa accadde quella notte, ma ovviamente il ricordo gli era stato tramandato dal padre, nei minimi dettagli, così pure come vivevano, le tradizioni, i mestieri, i cibi, le feste, i riti. Una notte blucobalto, scelta appositamente perché dopo 333 anni la luna ad una certa ora si sarebbe affacciata e tuffata nel pozzo davanti all’esedra scavato sotto la roccia antropomorfa da cui, a quanto si diceva, era nato tutto. Quella notte i più anziani decisero che era finito il tempo di piangersi addosso, da quel momento ogni atteggiamento lamentoso e querulo doveva essere abbandonato per far posto a quello del riscatto. Dopo il rituale magico si sarebbe presa una decisione. Lo scarabeo era stato liberato disegnando segni e cerchi per terra, incomprensibili ai più, ma non a Bachis, il grande vecchio, custode de codice dei segni. La decisione venne presa. I giovani dovevano partire e mischiarsi in mezzo agli altri popoli, mantenendo le tradizioni e la grande cultura per tramandarla ai posteri. Solo così nulla sarebbe andato irrimediabilmente perduto, Mas-Oneh’Branhu poteva rinascere col suo antico splendore. Dopo secoli, poco importa, il tempo è relativo. Partirono e si sparpagliarono imparando nuovi idiomi e assorbendo altre culture. Ciò che erano restava comunque intatto, un nocciolo duro da scalfire. Era stato messo in conto che alcuni, o i loro figli, avrebbero dimenticato presto la missione abbandonandosi ai divertimenti, accontentandosi di soddisfare le voglie passeggere nelle società culturalmente effimere. Lui no. Era tornato da pochi anni da quel posto che viene ancora oggi definito “il continente”. Li lavorava in una fabbrica dell’indotto che produceva parti di vetture; fiutando l’aria si era reso conto che i segnali della “crisi” l’avrebbero costretto ad accettare condizioni di lavoro pessime. Licenziatosi prese la liquidazione con cui rilevò un piccolo podere di uno dei suoi parenti. Poteva dedicarsi alla campagna, in particolare a piantare alberi e all’innesto delle piante da frutto; lo aveva colpito il racconto di quel tale che piantava alberi in una landa desolata diventata poi rigogliosa. Quel poco che ricavava dalla terra e dalle poche pecore gli permetteva oggi di vivere dignitosamente. Parte della missione era stata eseguita, restava la più importante: far sapere agli altri che noi siamo il Popolo SHRDN.

ABA 1 Pranu Antas

Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog “Verba Ludica”, al link:   http://carbonaridellaparola.blogspot.it/2014/02/1-marzo-2014.html

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13 responses to “SHRDN

  • Daniele Verzetti Rockpoeta

    Straordinario! Coglere l’occasione per ricordare ed inserire nel tuo post accenni preziosi alla storia di un popolo ancora oggetto di studio ed in gran parte “misterioso” per la sua incredibile cultura e conoscenze nettamente più avanzate rispetto al loro tempo: SHRDN Ammetto ho dovuto documentarmi perché non conoscevo questo acronimo o sigla. Mi permetto di lasciare il link a questo video su youtube da cui non so quanto scientificamente, mi sono cmq documentato un attimo. http://www.youtube.com/watch?v=PCBEAMSi76g

    Barda, sai sempre stupirci!

    • bardaneri

      che dire. questo gioco è davvero stimolante. se non ci fosse stato probabilmente mi sarei disaffezionato a postare. di tanto in tanto provo a rivisitare i miei primi post fatti, come dire, quasi a puntate. sugli shrdn ovviamente il mistero è fitto. ed ovviamente non vi diremo che siamo noi. non ci crederete 😉

  • Ederlezi

    un nome che come le parole arabe nello scritto non contiene vocali
    affascinante
    non so se i 333 anni sono passati, ma spero proprio di sì
    se pianti alberi da frutto, ti vengo a trovare. 🙂 a patto che mi organizzi un corso di sardo però. ogni volta che lo ascolto mi chiedo come mai quella bellissima lingua non venga insegnata

    • bardaneri

      di recente ho tra-piantato due alberi, un melo e un pero. dopo l’incendio che ha bruciato centinaia di ettari la scorsa estate si fa urgente dedicarsi in modo strutturato alla piantumazione

      • Ederlezi

        Ho solo 80 mq di giardino, ma lo scorso anno ho piantato un prugno, mentre un fico ha preso residenza senza chiedere permesso. Grande soddisfazione sono stati i pomodori raccolti per tutta l’estate. Forse è proprio vero che con l’età si torna alle origini. E comunque con le tasche ormai vuote da anni e le ore passate ogni giorno davanti al pc, lavorare all’aria aperta fa sentire un po’ più vivi.

  • Francesco Loseto

    Ho visto il video ed è affascinante il mistero di civiltà così evolute nel lontano passato. Volevo aggiungere che dedicarsi alla dura vita della compagna e mandare a quel paese tutto lo stress di questo mondo assurdo sarebbe un gesto fantastico se solo avessi più coraggio.
    Al3ph

    • bardaneri

      si può fare una cosa e l’altra. basta avere un piccolo appezzamento. le campagne sono abbandonate, trovarne un pezzo non è complicato. basta volerlo. io alterno un lavoro con l’altro. la mia salute ne ha tratto giovamento. stress zero

  • Raymond

    E’ stato piacevole scorrere questa sapiente comparazione verso questo popolo non ancora ben definito da altri mezzi di informazione. La decisione fu presa quindi al momento giusto, oltre qualsiasi eventuale cupo scenario, e i discendenti riportano una storia nuova, da sparare nell’etere sì, ma per buona memoria.

    Ray le favole

  • Francesca

    Io parto avvantaggiata :)… Perché frequentare da sempre sui blog la gente della terra di mezzo è stato un vantaggio: conosco gli Shrdn, ho dedicato anche un paio di post all’argomento, di recente!
    Ritrovo una persona orgogliosa della propria origine e della propria cultura… oltre che fortemente ironica, con quella prefazione al post :))) Abbiamo capito il perché del ritardo!!! :)))

  • bardaneri

    ebbene si cara, mi hai scoperto 😉
    comunque sono felice che queste “storie” trovino il tuo interessamento

  • Benito Cremonini

    e la tua orgogliosa passione esplode e non riesci a costringerti al solito riserbo che da sempre ti riconosco. Meno male, ogni tanto anche un sardo vero si rivela umano :). Un saluto

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