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SI CONTRO IL NUCLEARE!

Il 15-16 maggio 2011 in Sardegna si terrà il referendum consultivo per l’espressione del parere sulla questione di interesse regionale con il seguente quesito:”Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”

Io andrò certamente a mettere una crocetta sul "Sì".
Anche tu vai a votare! Fallo per te e per il tuo popolo: il Popolo Sardo.

La Sardegna avrà anche il “suo” referendum sul nucleare, oltre a quello che interesserà tutt’Italia. E’ indetto per il 15 maggio e sarà solo consultivo, come del resto tutti i referendum regionali o comunali.
Però la Corte Costituzionale ha appena sentenziato che le Regioni vanno interpellate e coinvolte nella scelta dei siti nucleari. Nei fatti quindi il risultato del referendum peserà: e non poco.
Il quesito sottoposto agli elettori (una volta tanto!) è chiaro e semplice. Recita: “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti? (…) Il referendum sarà ritenuto valido solo se si esprimerà almeno il 33% degli elettori. Il 15 maggio non è una data tale da invogliare grandemente alla partecipazione: sono previste elezioni amministrative (non in tutt’Italia però), mentre i referendum nazionali su acqua, nucleare e legittimo impedimento, stando alle ultime indicazioni del ministro Maroni, si svolgeranno probabilmente l’ultima domenica di giugno.”

da "Il journal blog"

io Voto SI contro il nucleare

Il 15 e 16 maggio si vota per amministrative e referendum

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Un’altra Europa è possibile

Comunque la pensiate… io decido di andare a votare

Il vero voto utile è quello alla Lista comunista e anticapitalista

perchè occorre alzare la testa, perchè sono partigiano, perchè…"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci – 11 febbraio 1917

Se sei di sinistra dillo forte
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Nano pinocchio

Eurallumina: promesse elettorali, gambe corte, come il nanobestia di arcore. Presi i voti.. baci, abbracci e … avambracci (a manico d’ombrello). A Portovesme i 700 operai rischiano il posto, un rischio ormai concreto. Bravi, clap, clap, clap,clap, clap, clap,clap, clap, clap,clap, clap, clap,clap, clap, clap,…
avete votato il vicerè (o vice-presidente)?

‘fanculo, ora ce lo teniamo tutti.

buon carnevale…anzi quaresima

Nano, nano … la tua mano http://www.youtube.com/watch?v=yzts-sspY3U

…  http://www.youtube.com/watch?v=OuFXa33o_A8&feature=related

Sfuma l’accordo per l’Eurallumina – Il Sulcis verso lo sciopero generale
Portovesme, l’ultimo bluff del premier
Eurallumina, intervento di Berlusconi presso Autorità russe
Berlusconi in campo per Cappellacci – Eurallumina, filo diretto con Putin

Tre le ipotesi di soluzione in campo: la prima, la non fermata degli impianti con il minimo della produzione; la seconda, la fermata con soldi ai lavoratori quindi ammortizzatori sociali; la terza, posticipare la data della sospensione degli impianti. Il segretario della Cgil del Sulcis, Giorgio Asunis, ha riferito che Berlusconi ha detto di aver parlato con il premier russo Vladimir Putin, quaranta minuti prima dell’incontro, per cercare una soluzione con l’azienda russa Rusal, appunto in fallimento.

Telefonata Berlusconi-Putin, il 18 incontro fra i sindacati e Scajola a Roma
Passata la festa, gabbato lo sardo


triste risveglio

Sardi liberi: Bandiera listata a lutto!!

Elezioni regionali 2009: urne chiuse

"piazze piene urne vuote"


Io vado a votare.

La forte nausea per la passerella dei ministri italiani tarderà a passare. Tutti, o quasi, si sono arrabbattati a venire in Sardegna per sostenere il prediletto della Bestia di Arcore. Come mai nessun governo aveva fatto.
La calata dei "barbari" si è abbattuta pesantemente sul dibattito elettorale disturbando la dialettica del popolo sardo, fra sardi. La loro paura fa 90. Perdere significherebbe una sconfitta cocente, perchè la Bestia di Arcore qui da noi ha fatto il nido, il cuculo che deposita l’uovo e i sardi a covarglielo.
Unico rimedio per il male è votargli contro.
Più saremo, più grande sarà la pedata nel fondo schiena della bestia, innescando una contro tendenza che auspico avrà un effetto tzunami a livello nazionale.
Perciò: –
Non permettere che ti rubino il destino, la tua terra, la tua dignità.
Sardo alza la testa; – Ributta a mare chi viene da fuori, perché ruba chi viene dal mare, come sempre è stato.

…Furat Chie benit dae se mare.

saludos


BerlusKim-I-Sung

Ancora qui da noi, in Sardegna, Atlantide, imperversa l’onnipresente BerlusKim-I-Sung, Tale e quale al suo suo omologo monarca sedicente comunista. Non si tarderà anche da noi a chiamarlo così come viene chiamato Kim Il Sung …"Il Cervello Perfetto", "Il Sole". Attendiamo anche questo evento, nella nuova era del monarca assoluto che ha ricevuto in dono la gloriosa bandiera dei 4 mori da un suddito-servo (tradimento  che suona come se avesse pisciato sopra la tomba di Emilio Lussu). Ormai la realtà supera, e supererà, la fantasia. Detto ciò abbiamo passato un buon uìchend visto che il Cappell-oni (o Berlus-cacci) fido servo di BerlusKim-I-Sung  ha dovuto proseguire la campagna elettorale privato del suo Re, costretto al riposo da qualche linea di febbre. La emittente locale Videolina (serva-dei-servi) ha trasmesso servizi in tono minore, forse grazie all’appannaggio della vittoria rossoblu. Forse. Intanto un’altra settimana è passata, pochi giorni restano al fatidico voto.
Nell’attesa, faccio i dovuti scongiuri affinchè non passi il vassallo di BerlusKim-I-Sung.

Non buttiamo via il nostro futuro,
Sa sardinna a sos Sardos


Porci comodi.

– Manipolazione delle coscienze.
– Controllo dei media.
– Serpenti a sonagli che si fanno Leggi ad hoc.
– Riscrittura dei testi scolastici, perchè, come disse G. Orwell in ‘1984’ "Chi controlla il passato, controlla il futuro".
– Legislatori asini.
– Ministre oche.
– Popolo bue, quand’anche non si fa gregge di pecore.
– Mondo cane.
– Opposizioni scimmiottanti.
– Coccodrilli che piangono dopo aver divorato la sinistra.
– Sciacalli triturano brandelli di Costituzione.
– Struzzi non votanti continuano a far finta di niente.
– Stormi di aquile skin all’assalto del cielo.
– Precari transeunti.
– "Cani poliziotti aizzati contro altri animali".
– Canes sutta de mesa (cani sotto il tavolo), alla ricerca di briciole.
– "Padroni maiali, domani prosciutti"
– Indici dritti, da ostentare con ghigno divertito.
– Jene ridenti ad ogni mossa del Capo.
– Otarie in spiaggia indifferenti di due corpicini Rom privi di vita.


  
"Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due"
(Parte finale de "La fattoria degli animali" di George Orwell)


Altri nomi

                            Atrus nominis

Eus a tènniri atrus nominis
e atrus modus po ddus pèrdiri torra
eus a tzerriai nùmurus nous e eus a tènniri atrus nòminis
e atrus modus po ddus pèrdiri torra
Est arribau su tempus po andai
e de si ndi iscadèsciri su chi fiat e su chi est istau
su chi fiat e su chi est istau
Teniaus una domu e unu lettu de froris
una domu e unu lettu de froris
Est arribau su tempus po andai
e de si ndi iscadèsciri su chi fiat e su chi est istau
su chi fiat e su chi est istau

 

Eus a tzerriai nùmurus nous e eus a tènniri atrus nòminis
e atrus modus po ddus pèrdiri torra
Est arribau su tempus po andai
e de si ndi iscadèsciri su chi fiat e su chi est istau
su chi fiat e su chi est istau
Teniaus una domu e unu lettu de froris
No t’apu mai nau "ti podis fidai de mimi?"
no t’apu mai pregontau "ti podis fidai de mimi?"
Est arribau su tempus po andai
e de si ndi iscadèsciri su chi fiat e su chi est istau
su chi fiat e su chi est istau

Altri nomi
da "Club Privè"

Massimo Volume

Avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo
Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo
E’ venuto il momento di andare
e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato
ciò che era e ciò che è stato
Avevamo una casa e un letto di fiori
una casa e un letto di fiori
E’ venuto il momento di andare
e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato
ciò che era e ciò che è stato

Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi
nuovi numeri e altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo
E’ venuto il momento di andare
e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato
ciò che era e ciò che è stato
Avevamo una casa e un letto di fiori

Non ti ho mai detto ‘Puoi fidarti di me’
Non ti ho mai chiesto ‘Posso fidarmi di te?’
E’ venuto il momento di andare
e di dimenticare ciò che era e ciò che è stato
ciò che era e ciò che è stato


magari potete sentire il brano su My Space, basta cliccare

… certo l’umore non è dei migliori, ma passerà. Il testo sembra tagliato su misura per questi giorni, per queste circostanze…

"…poi comincia la polvere.." (lungo i bordi (1995)

saludos

 


Corsi e ricorsi storici? …urne vuote …

Non abbiamo fatto in tempo a turarci il naso che già ci turavano il culo (con l’ombrello!)

Giusto per comprendere come vanno le cose (sic transit gloria mundi) apro, senza nascondere l’amaro in bocca, il siparietto in cui il suo compagno di partito disse a Pietro Nenni “Compagno Segretario hai visto quanta gente in piazza stasera?” Pietro Nenni sorrise e rispose “Compagno, piazze piene, urne vuote”.

Il 14 aprile 2008 … la frase monito di Nenni suona più attuale che mai. Gli Offlaga Disco Pax ci hanno persino fatto, in tempi recenti, un brano che sintetizza questi anni del cazzo.

Che fare?

Intanto anche se gli ingredienti sono quelli de la ‘legge Acerbo’ e le elezioni politiche del 1924, non siamo in pieno fascismo, i segnali ci sono tutti e anche le cose concrete ma anche se il controllo dell’informazione è saldamente nelle mani del Grande Fratello molto si può fare, basta volerlo.

Animo, deh…

“siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso,

e non sarai mai,un’emozione da poco”

Offlaga Disco Pax

“Enver”

sento un frastuono rimbombi lontana in modo imperfetto

hai lasciato

piazze piene urne vuote tremori gentili tracce sottili

tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli

mancano

le tue parole sul niente

il calore bagnato e sporco che avevo

il dispiacermi di non bastare

hai lasciato

piazze piene urne vuote tremori gentili

tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli

mancano

le tue parole sul niente

il calore bagnato e sporco che avevo

il dispiacermi di non bastare di non bastare

siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso

e non sarai mai

un’emozione da poco

hai lasciato

piazze piene urne vuote tremori gentili

tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli

le tue parole sul niente

il calore bagnato e sporco che avevo

il dispiacermi di non bastare

siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso

e non sarai mai

un’emozione da poco


comunque la pensiate

La domenica del voto utile – 9-4-08

di Paolo Ciofi – Megachip

Da ogni parte, ormai, ti senti dire che domenica prossima il tuo voto sarà utile soltanto se verrà dato a uno dei due leader dei maggiori schieramenti. Altrimenti, la tua scheda sarà solo carta straccia, e anzi contribuirà ad aggravare la crisi del Paese. A queste condizioni sarebbe stato più semplice (e più economico, naturalmente) cancellare le altre liste. Una visione piuttosto singolare della democrazia, bisogna ammetterlo, e non solo perché viene coartata la libertà di scelta dell’elettore.

In realtà, chi è titolare del diritto di voto viene messo alle strette, non dico ricattato, ma implicitamente dichiarato responsabile di un degrado del sistema politico e della capacità di governo, di cui invece è vittima per responsabilità massima dei due principali partiti. E non vale che il capo dello Stato abbia dichiarato che in democrazia ogni voto è utile. Illustri politologi, scienziati sociali e filosofi della politica, chiamando in causa persino l’alternatività tra materialismo e salvezza dell’anima (in realtà solo aria fritta per colpevolizzare gli elettori, come quando si diceva che se vincevano i comunisti avremmo visto i cosacchi del Don abbeverare i cavalli nelle fontane di S. Pietro) ti spiegano che per disincagliare l’Italia devi mettere il segno della salvezza solo su Veltroni o Berlusconi: tutto il resto non ha senso. E non può bastare neanche la motivazione di una scelta imposta dalla legge elettorale truffa, che comunque non giustifica una riduzione così drastica della democrazia e della libertà dei cittadini. Alla fine, tutto il senso della campagna elettorale si riduce a questo: se sei di destra, voti Berlusconi; se sei di sinistra, voti Veltroni. I programmi, i contenuti non contano, anche perché non sono dissimili, e piovono accuse su chi abbia copiato chi. Ovvio che siamo fuori dalle ideologie, e anche dagli ideali. In primo piano ci sono due persone e diversi gruppi di interesse: tutto è semplice, lapalissiano, persino banale. Da una parte Berlusconi con il suo partito personale e le sue Tv, che dà voce alla borghesia diffusa del Nord e alle partite Iva, contornato da Bossi e Fini. Dall’altra Veltroni, plebiscitato con un’operazione pilotata dall’alto nel nome di De Benedetti-Scalfari e di una borghesia più sofisticata, che non si riconosce nel Cavaliere e fa leva sulla potenza mediatica dei colossi della carta stampata. Ma perché le persone di sinistra dovrebbero mettere la croce su Veltroni, il quale ha confessato che non è di sinistra? Perché – ti rispondono- altrimenti vince Berlusconi: questo è il voto utile. Ma utile per chi? In ogni caso è un voto contro (contro Berlusconi per impedire che governi), non un voto per (per un programma con cui governare). E così crolla tutto l’impianto veltroniano, che – si diceva – è stato costruito per dare risposte in positivo alla dura condizione dell’Italia e degli italiani, prescindendo dalla contrapposizione con l’avversario. Siamo tornati alla politica come pura gestione del potere, che prescinde invece dai contenuti e che considera gli elettori semplici gregari senza volto, il cui pensiero e le cui aspirazioni non hanno peso. Dov’è la novità? Veltroni rompe con la sinistra per potersi spostare liberamente al centro. Ma per stare al centro, e per fare una politica di centro, chiede i voti di sinistra: una volta si chiamava trasformismo, oggi si chiama modernizzazione. Tuttavia non è solo una manovra elettorale, l’operazione è più complessa. Strategicamente, Veltroni vuole annientare la sinistra per potersi liberamente alternare (o alleare) al potere con la destra. Perciò, per battere elettoralmente Berlusconi oggi, per poi stringere un compromesso domani, ha deciso di andare da solo, rompendo con la sinistra e mandando in crisi il governo. Un’operazione ad alto rischio che guarda lontano, e che corrompe le basi della democrazia fondata sulla Costituzione del ’48, di cui è bene che lui porti – liberamente – tutt’intera la responsabilità. E’ il minimo che si possa chiedere, per restituire alla politica coerenza e trasparenza, condizione indispensabile per un suo recupero di credibilità e autorevolezza: chi va da solo abbia il coraggio della solitudine. Anche perché l’operazione Pd guidata da Veltroni ha avuto finora il pregio di rilegittimare Berlusconi alla testa della destra, dopo che sembrava destinato a restare definitivamente in panchina senza nessuna possibilità di scendere in campo. Si ripresenta così in tutta la sua interezza la vera “anomalìa italiana”, che ha seminato nella società la cultura dell’illegalità, e sulla quale è stata pudicamente apposta una foglia di fico. Dato che nessuno ne parla, sembra che non c’è: un’altra formidabile modernizzazione. (…) segue

Comunque la pensiate buon voto

 (Comunque la pensiate buon non-voto)