Archivi del mese: maggio 2008

Pantere Nere – 2

« Totu su podere a su populu »
« All the power at the people »
« Tutto il potere al popolo »
 (Le Pantere Nere)

Il loro pensiero graffia ancora… di seguito alcune delle panthers che hanno fatto passare sogni poco tranquilli all’FBI……

Bobby Seale
– attivista del movimento afroamericano statunitense, fondatore delle Pantere Nere è stato presidente del movimento. Nel 1968 Seale fu uno degli otto uomini accusati di cospirazione e incitamento alla sommossa, per aver partecipato alle proteste avvenute a Chicago durante il congresso nazionale del Partito Democratico Statunitense. Seale fu condannato a quattro anni di carcere. Bobby Seale interpretò nel ’92 un piccolo ruolo in "Malcolm X" di Spike Lee.

Angela Davis
– Angela Yvonne Davis è una attivista del movimento afroamericano statunitense, militante del Partito Comunista degli Stati Uniti fino al 1991. Nasce in un quartiere dominato da un acuto conflitto razziale. A 14 anni si iscrive alla Little Red School, scuola privata del Greenwich Village, quartiere radicale e progressista di New York. Lì comincia i suoi studi sul socialismo e sul comunismo e comincia a militare nel gruppo giovanile comunista. Prosegue gli studi alla Brandeis University, in Massachussets, poi in Francia e in Germania, studentessa di Adorno. Nel contempo crescono la sua coscienza politica e il suo attivismo, e ben presto l’evolvere degli eventi negli Stati Uniti, con il dilagare del movimento per i diritti civili, la spinge a tornare. Negli U.S.A., ormai tra i leader del movimento e del Partito Comunista, balza agli onori della cronaca per la sua dura detenzione in carcere, in cui viene rinchiusa dopo una lunga latitanza per il suo collegamento (mai provato del tutto) con l’omicidio ad opera delle Pantere Nere del giudice Harold Haley.

Huey P. Newton
– nato a Monroe, Louisiana, il 17 febbraio del 1942, ultimo di sette fratelli. La famiglia si era trasferita a Oakland quando Huey aveva un anno.La città era divisa in due parti distinte, una collinare abitata dalla classe medio-alta dei bianchi e le flatlands, le zone piatte, dove siaffollavano i neri,chicanos e cinesi, divisi tra ghetti di West Oakland e East Okland. Dopo il diploma di maturità, definito una farsa, Newton si iscrisse alla fine del ’59 all’ Oakland City College. Attraverso le letture del college si interessò anche al socialismo e alla rivoluzione cubana, frquentando qualcuno dei gruppi marxisti presenti nell’ area, come il Progressive Labor Party di ispirazione maoista. L’ impegno politico di Newton continuò a mescolarsi con le attività " criminali" del ghetto. Si mise a studiare legge prima al City College e poi alla San Francisco Law School, utilizzando il suo apprendimento soprattutto per attività illegali: furti con scasso negli appartamenti e nelle auto di Berkley, traffici in assegni e carte di credito rubate. Nel 1964 venne arrestato per accoltellamento durante una rissa, passando sei mesi in carcere, di cui uno in isolamento assoluto per il suo atteggiamento di non collaborazione con le autorità. Uscito dal carcere decise di fondare con Seale il partito della pantera nera e fu proprio Newton a dettare i dieci punti divisi in due sezioni: "COSA VOGLIAMO" e " COSA CREDIAMO". Disse:"Accetto di essere considerato un fuorilegge, perchè per cambiare le leggi devi metterti al di fuori della legge. Se fai così e la gente è con te, allora diventerai un eroe; se non lo è, allora diventerai un criminale. Accetto di essere considerato un deviante . Ho deviato dal rimanere docile. Questo governo ha distrutto il movimento, ha distrutto il fervore rivoluzionario della comunità…ma sto aspettando che sorgano nuovi movimenti. I movimenti rivoluzionari arrivano a ondate e, se mi guardo intorno, vedo movimenti crescere dentro la comunità. Ora sono nel loro stadio infantile, ma io credo nella capacità del tempo di rimarginare tutte le ferite."

George Jackson

– (23 settembre 1941 – 21 agosto 1971) uno dei principali militanti del Black Panther Party (BPP). Jackson fu atrocemente ucciso da un secondino una settimana dopo che il suo pamphlet, "Col sangue agli occhi", riuscì a varcare clandestinamente le porte del penitenziario di San Quentin, il 21 agosto del 1971. Il suo omicidio, come quello di tanti altri rivoluzionari neri, fu esplicitamente voluto dalle autorità carcerarie che giunsero a mettere una taglia sulla sua testa: ai detenuti bianchi era esplicitamente detto: «Stangate Jackson, e ci sarà una ricompensa per voi».

David Hilliard
– Membro fondatore ed ex-Capo di Stato Maggiore del Black Panther Party, "autorità intellettuale" sulla storia del Black Panther Party. Autore di numerosissimi libri sul BPP e sulle dinamiche sociali della comunità afroamericana dagli anni ’60 ad oggi, ultimo tra tutti quello sui programmi di autogestione sociale messi in piedi negli anni ’60 e ’70 all’interno dei ghetti urbani dal BPP. Dalla fine degli anni ’60 le Pantere Nere sono state, a livello nazionale, l’unica organizzazione che offriva gratuitamente cibo, medicine e servizi legali all’interno delle periferie; solo per citare alcune cose di comprensione diretta. Proprio per il loro radicamento sociale tra "gli ultimi", la loro dinamica di contropotere e la loro reale attrattività, le Pantere Nere sono state classificate dal direttore dell’FBI (J. Edgar Hoover) "la più grande minaccia per la sicurezza interna agli USA". Dal 1993 David Hilliard dirige le attività della "Dr. Huey P. Newton Foundation", un’organizzazione no-profit impegnata a preservare e promuovere l’eredità intellettuale, sociale e storica dell’esperienza del BPP. Il lavoro svolto dalla fondazione ha anche attirato l’attenzione del New York Times, il Chicago Tribune e il Los Angeles Times, come pure della National Public Radio e della Pacifica Radio Network. David Hilliard insegna al Merritt College, al Laney College ed al New College, partecipando, inoltre, a conferenze in tutti gli Stati Uniti ed in Europa: per la prima volta arriva anche in Italia; è stato anche un consigliere per il lungometraggio "Panther" (di Mario Van Peebles) e per la produzione teatrale montata a film di Spike Lee, "A Huey P. Newton Story".

Mumia Abu-Jamal

Erano gli anni ’80, e Mumia Abu-Jamal era famoso quasi come Nelson Mandela. Era un giornalista di Philadelphia, nero di pelle e radicale di pensiero. Rompeva le scatole alla polizia corrotta della sua città denunciandone i crimini. Militava nelle Pantere Nere, i Black Panthers, il partito della liberazione nera, nel quale era entrato a 14 anni, colpito fin quasi allo sterminio dalla "democrazia" statunitense. Quella democrazia statunitense che, come il neo-liberismo metabolizza e trae profitto da tutto, tra pochi mesi potrebbe avere come presidente un giurista afrodiscendente, Barak Obama. Mumia Abu-Jamal fu condannato a morte per l’omicidio di un poliziotto nel 1982. Oggi siamo alla vigilia di un nuovo processo, sul quale continua ad aleggiare il vulnus del razzismo. Nonostante le circostanze del conflitto a fuoco, nel quale rimase ucciso l’agente, non siano mai state chiarite, l’innocenza di Mumia era evidente. Ma la polizia non aspettava altro e il suo caso fu montato da subito per dimostrarne la colpevolezza e liberarsi di quella voce scomoda. L’instancabile censore della corruzione del sistema giudiziario in Pennsylvania fu rapidamente condannato a morte da quello stesso sistema in un clima di odio sordido della polizia e della magistratura bianca contro il giornalista nero. Mumia Abu-Jamal è in un braccio della morte da un quarto di secolo. Vi ha passato ormai la metà della sua vita.


Pier Paolo Pasolini: La TV

PASOLINI, CONTRO LA TELEVISIONE (Pierpaolo Pasolini, "Corriere della Sera", 9 dicembre 1973)

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la "tolleranza" della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i "figli di papà", i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari – umiliati – cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di "studente". Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell’adeguarsi al modello "televisivo" – che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale – diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio "uomo" che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre.

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Pasolini e la TV di massa


Forse tra un attimo

Fortzis totu in d’unu

Nono da inoghe a chent’annos
nono in mesu a sa zente
nono in mesu a sos bratzos tuos
nono in sas promissas de imbriagu
nono in custa droga chi cazentat
nono in sa cara de un àteru
nono in sos àtimos
nono in sa solitùdine de oro
nono in sas alas de amore
nono in sos amentos
nono in su chi credias
nono in sa migrànnia
nono in sas onorèvoles gherras pèrdias
Nono in sas vitòrias fàtziles
nono in sa forthuna chi isettas
nono in ube l’abias istichia
Fortzis totu in d’unu
propriu inoghe
acurtzu ‘e tue

Forse tra un attimo
– El Muniria da "Stanza 218"

Non fra cent’anni
Non in mezzo alla gente
Non tra le sue braccia
Non nelle promesse da ubriaco
Non in questa droga che scalda
Non nella faccia di un altro
Non nelle circostanze
Non nella dorata solitudine
Non su ali d’amore
Non nei ricordi
Non in quello che credevi
Non nella noia
Non nelle sconfitte onorevoli
Non nelle facili vittorie
Non nella fortuna che aspetti
Non dove l’avevi nascosta
Forse tra un attimo
proprio qui
accanto a te


Pantere Nere – 1

Le Pantere Nere o Black Panther Party, storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana degli U.S.A. fondata ufficialmente a Oakland (California) nel 1966 da Huey P. Newton e Bobby Sealed.

Il partito nacque sulla base di dieci punti programmatici (il ten point plane) scritti nello statuto dell’organizzazione:
1. Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
2. Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
3. Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell’uomo bianco
4. Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani
5. Vogliamo per la nostra gente un’istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un’istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale
6. Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare
7. Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell’assassinio della gente nera
8. Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali
9. Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti
10. Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace

Il Partito sviluppò la propria azione anche attraverso campagne mirate, una strategia di radicamento sociale che fu, più che il possesso delle armi, il nucleo della strategia dell’autodifesa (self-defence) e lotta politica. Nacquero così diversi programmi a favore delle comunità, come il Free Breakfast for Children, il programma di assistenza sanitaria gratuita per i neri,  le scuole di educazione politica per gli adulti.
(da wikipedia.org ).
Peculiarità del Black Panther Party: – Rifiutare le istanze non violente; – Autodifesa; – lettura della discriminazione dei neri all’interno di un’ottica marxista-leninista di lotta di classe; – opposizione alla struttura capitalistica della società statunitense.
Negli anni settanta, perso l’appoggio di numerosi leader neri, il movimento mise da parte l’ideologia violenta.


Silvia Baraldini – una combattente per la libertà

Silvia Baraldini

(Roma, 12 dicembre 1947) è una attivista italiana.

Ha operato negli anni ’60, ’70 e ’80 negli Stati Uniti. Componente di un partito rivoluzionario (Black Panther Party) che combatteva per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere negli Stati Uniti per concorso in evasione, associazione sovversiva, due tentate rapine e ingiuria al tribunale. Ne sono nate negli Stati Uniti e in Italia discussioni e proteste da parte di chi ha visto una ragione soprattutto politica nella condanna, ritenuta eccessiva. Dopo essere stata detenuta in Italia per scontare la sua pena, estradata in seguito alle pressioni del forte movimento di sensibilizzazione mirato a mostrare una diversa chiave di lettura sulla sua attività, Silvia Baraldini è stata scarcerata il 26 settembre 2006 per effetto dell’indulto.

L’ASSOCIAZIONE ITALIA-CUBA
CIRCOLO DI CAGLIARI
organizza
GIUSTIZIA PER I CINQUE NELLA LOTTA CONTRO IL TERRORISMO
Mercoledì 7 Maggio 2008
Ex Cinema Adriano
Dopolavoro ferroviario Via Sassari, 12
Cagliari ore 19.00
partecipano
Silvia Baraldini
(ex attivista italiana negli USA)
Avv. Tecla Ferranda
(Associazione Giuristi Democratici;
Comitato italiano "Giustizia per i 5")
ingresso libero
per info: Associazione Italia-Cuba
Circolo di Cagliari
Via Doberdò 101, tel. 0708647985
email:
italia-cuba@gramsci.org

Radio Manisco/0516490872 AK 47

Clicca per video e brano

(…)
E pensiamo dove siete dove siamo
quand’eravamo 1000 10000 100000
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
è impossibile che non si sente più una voce un rumore un respiro
dove siete ci sentite non vi sento non sento più nessuno
fuori le sbarre un muro è impossibile che fuori non c’è più un respiro
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
(…)

prossimo post su … la storia del Black Panther Party


Fratello

Gli Stormy Six sono un gruppo musicale del prog italiano, costituitosi a Milano nel 1966 e scioltosi nel 1983. Oggi di nuovo nei palchi delle piazze italiane.
Dalla prima formazione [con Maurizio Masala (voce) Franco Fabbri (chitarra, voce) Luca Piscicelli (chitarra, voce) Fausto Martinetti(tastiere) Alberto Santagostino (basso) Antonio Zanuso (batteria)]
alla reunion del 1993 []con Umberto Fiori (voce) Franco Fabbri (chitarra, chitarra synth, voce) Carlo De Martini (violino) Tommaso Leddi (tastiere, violino, balalaika, chitarra) Pino Martini (basso) Salvatore Garau (batteria)] di strada ne hanno percorso tanta con brani inossidabili quali "Stalingrado" o "La fabbrica".
(Stalingrado in mp3 )
Per arrivare ad oggi, al concerto eseguito nei prati del Parco di Sant’Ignazio a Norbello, il giorno del 1° maggio, a "Sa mesa de su primu mayu", vederli li in carne ed ossa. Non più giovani!  … Semplicemente emozionante, sopratutto per chi ha sempre cantato le loro canzoni, nelle varie manifestazioni, o tra amici o nelle sezioni fra una birra e l’altra … che tempi , brrrrrrr.

Stormy Six – la storia….

Frade

Cando s’ùrtimu isfrutadore
s’ùrtimu currompidore
s’ùrtimu carrierista
s’ùrtimu ipòcrita
s’ùrtimu burghesu
an a esser istramancaos
dae custu mundu
tandos at a esser arribada
s’ora bostra
de nos allegare
de amore

Ma fortzis tue
ma fortzis tue
frade
no b’as a esser prus


Fratello (L’unità – 1972)

quando l’ultimo sfruttatore
l’ultimo corruttore
l’ultimo carrierista
l’ultimo ipocrita
l’ultimo borghese
saranno scomparsi
da questa terra
allora sara’ giunto
il vostro momento
di parlarci
d’amore

Ma forse tu
ma forse tu
fratello
non ci sarai piu’